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Parole del Maestro Yogananda |
Due giovani discepoli stavano spesso insieme nell'eremitaggio. Il Maestro disse loro: "E' limitante essere attaccati solo ad una o a poche persone,
escludendo tutti gli altri. Tale comportamento inibisce lo sviluppo della simpatia universale. Voi dovete allargare le frontiere del regno dei vostri
affetti.Disseminate ovunque il vostro amore offrendolo a Dio in tutte le cose".
Guardando le stelle durante una passeggiata serale con un gruppo di discepoli, il Maestro disse: "Ognuno di voi è composto da molte piccole stelle: stelle d'atomi! Se la vostra forza vitale venisse liberata dell'ego, vi
trovereste consapevoli dell'intero universo. Quando dei grandi devoti muoiono, essi sentono la loro coscienza espandersi in tutto l'infinito spazio. E' una bellissima esperienza".
Alla congregazione della chiesa dell'Autorealizzazione a San Diego, il Maestro disse: "Che la chiesa vi ricordi la cattedrale che ciascuno di voi ha dentro di sè, dove dovete andare nel cuor della notte e all'alba. Là potete
ascoltare il potente organo dell'Om e udire il sermone della divinasaggezza".
Una sera, parlando con i discepoli, il M. disse: "Il possesso non significa nulla per me, ma l'amicizia mi è molto cara. Nella vera amicizia si coglie un barlume dell'Amico Supremo".
Dopo una pausa, egli continuò: "Non siate mai falsi verso un amico e non tradite mai nessuno. Questo è uno dei più grandi peccati di cui dovete render conto davanti al Tribunale di Dio".
Y. stava partendo dal Centro di Mount Washington per andare a fare una conferenza, ma si fermò alcuni minuti per parlare ad uno dei discepoli. Il M. disse: "E' una buona idea tenere un diario mentale. Ogni sera, prima di
coricarti, siediti per un pò di tempo e passa in rivista la giornata trascorsa. Vedi cosa stai diventando. Ti piace il tuo modo di vivere? Se no,cambialo".
Al M. fu regalato un apparecchio televisivo, che fu collocato in una stanza dove poteva essere usato da tutti i discepoli. Essi vi andavano così di frequente che il M. disse loro: "Finchè non avrete trovato Dio, è meglio non
essere interessati al divertimento. Cercare le diversioni significadimenticare Lui.
Imparate prima ad amarLo e a conoscerLo. Allora non importerà che cosa farete, perchè Egli non uscirà mai più dal vostro pensiero".
"L'indulgere nelle gioie dei sensi si trascina dietro le sazietà e il disgusto", disse il M. "Queste costanti esperienze della dualità rendono l'uomo instabile, vittima dei suoi umori. Maya, il piano dell'illusione, è
caratterizzato dagli opposti. Attraverso la meditazione su Dio, la Sola Unità, il devoto bandisce dalla propria mente le onde alterne del piacere e del dolore".
"M., quando sarò più vecchio e avrò veduto qualcosa di più nella vita, rinuncerò a tutto e cercherò Dio. Adesso ci sono troppe cose che voglio sapere e sperimentare", disse uno studente. Dopo che fu ripartito dall'eremitaggio, P. disse:"Egli crede ancora che il sesso sia amore e che le 'cose' siano la ricchezza. Diventerà come quell'uomo abbandonato dalla
moglie e la cui casa era bruciata. Pensando a quanto aveva perduto, l'uomo decise di 'rinunciare a tutto'. Al Signore non fa grande impressione una tale 'rinuncia'. Lo studente che ha appena abbandonato la via della
disciplina qui dentro non sarà pronto a 'rinunciare a tutto' fintanto che avrà ancora qualcosa cui rinunciare!".
"Non sembra una cosa pratica quella di pensare a Dio", osservò un visitatore. Il M. rispose: "Il mondo è della vostra opinione, ed è forse il mondo un luogo felice? La vera gioia elude l'uomo che abbandona Dio, perchè
Egli è la gioia stessa: Sulla terra i Suoi devoti vivono in un paradiso interiore di pace; ma coloro che lo dimenticano passano i loro giorni in un
auto-creato inferno d'insicurezza e di delusioni. 'Fare amicizia' col Signore vuol dire essere veramente pratici"!.
P. chiese ad un certo discepolo di fare alcuni lavori in un ritiro SRF nel deserto. Il giovane vi andò con riluttanza, preoccupandosi per i lavori che
doveva lasciare incompiuti al Centro di Mount Washington. "Il tuo nuovo lavoro nel ritiro del deserto ", gli disse il M., "dovrà essere ora la tua unica preoccupazione. Non sentire attaccamento per alcuna cosa. Accetta i
cambiamenti con equanimità, e svolgi con spirito di divina libertà qualsiasi compito tu riceva lungo la tua strada."Se Dio mi dicesse oggi: 'Vieni a Casa!', io lascerei tutti i miei obblighi qui senza gettare uno sguardo indietro, all'organizzazione, agli edifici, ai
piani, alla gente, e mi affretterei a obbedirGli. Far andare avanti il mondo è responsabilità Sua. Egli è Colui che fa, non tu o io".
"Guruji", disse un discepolo, "se poteste tornare indietro nel tempo fino al punto in cui il vostro Maestro vi chiese di intraprendere il lavoro organizzativo, acconsentireste lietamente, sapendo ciò che sapete ora del fardello di responsabilità che portate per molte altre persone?". Il M. rispose: "Sì, questo lavoro insegna ad essere altruisti".
La millenaria domanda: perchè Dio permette la sofferenza, veniva posta spesso a Y. Egli spiegava pazientemente: "La sofferenza è causata dal cattivo uso del libero arbitrio. Dio ci diede la facoltà di accettarLo o di rifiutarLo. Egli non vuole darci dei dolori, ma non interferirà se noi scegliamo di compiere delle azioni che ci procurano l'infelicità. "Gli uomini non ascoltano la saggezza dei santi, ma si aspettano che circostanze
straordinarie o miracoli vengano a salvarli quando si pongono nei pasticci.
Il Signore può fare qualsiasi cosa; ma Egli sa che l'amore e la buona condotta dell'uomo non possono essere acquistati con dei miracoli. "Dio ci mandò fuori quali figli Suoi, e in questa divina qualità noi dobbiamo
ritornare a lui. L'unico modo per riunirci a Lui è attraverso l'esercizio della nostra propria volontà. Nessun altro potere sulla terra o in cielo può
farlo per noi. Ma quando inviamo a Dio un vero richiamo dell'anima, Dio ci manda un Guru affinchè ci guidi dal deserto del dolore alla Sua casa della
gioia eterna. "Il Signore ci ha dato il libero arbitrio, perciò non può agire da Dittatore. Benchè Egli sia il Potere Onnipotente, non dispone che noi siamo liberati dal dolore se abbiamo scelto la via delle cattive azioni.
E' forse giusto aspettarsi che Egli rimuova i nostri fardelli, se i nostri atti e pensieri sono in contrasto con le Sue leggi? Nell'osservanza del Suo codice etico, quello ch'Egli diede nei Dieci Comandamenti, sta il segreto della felicità".
Y. metteva spesso in guardia i discepoli contro i pericoli della pigrizia spirituale. "I minuti sono più importanti degli anni", soleva dire."Se voi
non riempite i minuti della vostra vita con i pensieri di Dio, gli anni scivoleranno via; e quando avrete più bisogno di Lui, sarete incapaci di
sentire la Sua presenza. Ma se riempite i minuti della vostra vita di divine aspirazioni, gli anni ne saranno automaticamente saturi".
Nell'India antica il termine 'guru' si usava solo per Maestri simili al Cristo, capaci di trasmettere ai discepoli la divina realizzazione. Seguendo
i comandi delle Scritture, i devoti si rendevano spiritualmente ricettivi attraverso l'obbedienza cieca alla disciplina del loro santo precettore.
Talvolta gli occidentali sollevavano obiezioni a questo assoggettare volontariamente la propria libertà personale alla volontà di un'altra persona; ma Y. disse: "Quando uno ha trovato il suo guru, deve avere per lui
una devozione incondizionata, perchè il guru è il canale di Dio. L'unico intento del guru è di portare il discepolo all'autorealizzazione. L'amore che un guru riceve dal devoto, viene offerto dal guru di Dio. Quando un precettore spirituale trova un allievo in
sintonia con lui, egli è in grado di istruirlo più rapidamente possibile che non un allievo che gli resiste. "Io non sono il vostro capo, ma il vostro
servo. Sono come la polvere ai vostri piedi. Io vedo Iddio rappresentato in voi, e m'inchino a voi tutti. Voglio soltanto dirvi della grande gioia che
sento in lui. Non ho ambizioni personali, ma ho la più grande ambizione di condividere la mia gioia spirituale con tutti i popoli della terra".
In un discorso tenuto ai residenti dell'eremitaggio, Y. disse:
"Nella vita spirituale si diventa come i fanciulli: senza risentimenti, senza attaccamenti, pieni di vita e di gioia. Non lasciate che alcuna cosa
vi ferisca o vi turbi. Mantenete il silenzio interiore, rimanete calmi e ricettivi alla Voce Divina. Passate il vostro tempo libero in meditazione."Io non conobbi mai alcun piacere al mondo che eguagliasse la gioia
spirituale del Kriya Yoga. non vi rinuncerei per tutte le comodità d'Occidente o per tutto l'oro del mondo. Fu il Kriya Yoga a consentirmi di portare la mia felicità sempre con me".
Il M. creava molte colorite immagini di parole per illustrare dei concetti spirituali "La vita è così", osservò un giorno. "Avete preparato un picnic,
e improvvisamente sopraggiunse un orso che rovescia la tavola e vi fa scappare. Gli uomini conducono le loro vite in questo modo: lavorano per avere un po' di gioia e sicurezza: poi viene l'orso della malattia, il loro
cuore si ferma, ed essi se ne vanno.
Perchè vivere in tale stato d'incertezza? Le cose senza importanza hanno preso il primo posto nella nostra vita. Voi lasciate che varie attività occupino il vostro tempo e vi rendano schiavi. Quanti anni sono passati in
tal modo? Perchè lasciare che il resto della vostra vita scivoli senza progresso spirituale? Se prenderete oggi la decisione di non lasciarvi trattenere da nessun ostacolo, vi sarà dato il potere di superarlo".
"Una persona pigra non troverà mai Iddio", disse il M. "Una mente pigra diventa l'officina del diavolo. Ho visto molti sannyasin (monaci) che rinunciarono al lavoro, diventare soltanto dei mendicanti. Ma le persone che
lavorano per vivere, senza alcun desiderio dei frutti dell'azione che bramano soltanto Dio, quelli sono veri rinuncianti. E' molto difficile praticare tale rinuncia, ma quando amate Dio tanto che ogni cosa che fate è
per piacere a Lui, allora siete liberi. "Se pensate: 'Io lavoro per Dio soltanto', il vostro amore diverrà così grande che non avrete in mente nessun altro pensiero, nessun altro obiettivo, se non quello di servirLo e
adorarLo".
"Vedete l'altare di Dio nelle stelle, sotto terra, nel pulsare dei vostri sentimenti", disse il M. "Egli, la realtà negletta, è celato ovunque. Se seguirete il sentiero con costanza e mediterete regolarmente. Lo vedrete nel Suo dorato manto di luce che si estende su tutta l'eternità. Dietro ogni vostro pensiero sentirete la Sua beata presenza. "Dio non è cosa di cui si
possa soltanto parlare. Molti hanno parlato di Lui, e molti hanno letto di Lui. Ma pochi hanno gustato la Sua gioia. Solo quei pochi Lo conoscono; e
quando Lo conoscerete, non ve ne starete più in disparte a adorarlo, ma diverrete Uno con Lui. Allora potrete dire, come dissero Gesù e tutti gli altri maestri: 'Io e il Padre mio siamo Uno'".
Il M. disse: "Tuffandovi profondamente attraverso l'occhio spirituale,vedrete la quarta dimensione, sfolgorante dei miracoli del mondo interiore.
E' difficile entrarvi, ma quanto è meraviglioso! "Non accontentatevi di un po' di pace nata dalla vostra meditazione, ma anelate sempre e sempre di
nuovo alla Sua beatitudine. Notte e dì, mentre gli altri dormono oppure sprecano le loro energie appagando i propri desideri, voi dovete sussurrare:'Mio Signore, mio Signore, mio Signore!'. E a tempo debito Egli
eromperà dal buio e voi Lo conoscerete.Questo mondo è un posto brutto in confronto al bellissimo regno dello Spirito.Rimuovete gli ostacoli che si oppongono alla vista interiore con determinazione, devozione e fede".
"Nella stagione natalizia vi sono nell'aria fortissime vibrazioni di Coscienza Cristica", disse il M. "Coloro che sono in sintonia con esse grazie alla loro devozione e profonda meditazione scientifica, riceveranno le divine vibrazioni. E' della massima importanza spirituale per ogni essere umano, quale che sia la sua religione, sperimentare entro se stesso la nascita del Cristo universale. "Il cosmo è il suo corpo; presente ovunque in
esso, e fuori di esso, è la Coscienza Cristica. Se sapete chiudere gli occhi e per mezzo della meditazione, espandere la vostra coscienza finchè sentirete l'universo intero come il vostro corpo, il Cristo nascerà dentro
di voi. Tutte le nubi dell'ignoranza si dilegueranno, quando vedrete dietro il buio degli occhi chiusi la divina cosmica luce. " Il Cristo deve essere
adorato nella verità: prima in spirito, con la meditazione, e poi nella forma percependo la sua presenza perfino nel mondo materiale. Voi dovete meditare sul vero significato della venuta del Cristo, e sentirete la sua
coscienza attirata in voi dalla calamita della vostra devozione. Questo è ilvero scopo del Natale".
L'equilibrio era una parola-chiave negli insegnamenti di Yogananda.
"Se praticherete profondamente la meditazione", egli diceva, "la vostra mente si rivolgerà con sempre maggiore intensità a Dio. Tuttavia non dovete trascurare i vostri doveri nel mondo. Mentre imparate a svolgere tutti i
vostri compiti con la mente in pace, sarete in grado di fare tutte le cose più celermente, con maggior concentrazione ed efficienza. Scoprirete allora
che qualunque cosa facciate, le vostre attività saranno permeate della divina coscienza. Questo stato viene solo dopo aver praticato profondamente la meditazione e disciplinato la mente perchè si rivolga a Dio non appena
avete compiuto i vostri doveri, e facendoli col pensiero di servire Lui solo".
Il pentimento non consiste soltanto nell'esser dispiaciuti per aver fatto qualcosa di male, ma anche nell'astenersi dal farlo di nuovo", disse il M.
"Quando vi pentite sinceramente, voi decidete di abbandonare il male. Il cuore è spesso molto duro e non si commuove facilmente. Ammorbiditelo mediante la preghiera; allora la divina benedizione arriva".
"Siate guidati da saggezza", disse il M. "Le azioni sbagliate del passato hanno lasciato dei semi nella vostra mente. Se date fuoco a questi semi mediante la saggezza, essi si 'arrostiscono' e perdono la loro efficacia.
Non potete conseguire la emancipazione finchè non avrete bruciato i semi delle azioni passate nei fuochi della saggezza e della meditazione. Se volete distruggere gli effetti deleteri delle azioni passate, meditate. Ciò
che avete fatto, voi potete disfarlo. Se non crescete spiritualmente malgrado le prove, dovrete ritentare sempre di nuovo. Quando i vostri sforzi presenti diventeranno più forti del vostro Karma derivante dalle azioni passate, allora sarete liberi".
Durante una conferenza P. disse; "Il Cristo disse a ciascuno di noi di 'amare il prossimo come se stesso'. Ma senza la conoscenza dell'anima, con la quale realizzerete che ogni uomo è in verità 'voi stesso', non potete
obbedire al comando di Cristo. Per me non c'è differenza tra gli uomini, perchè io vedo ognuno di essi quale figlio di Dio. Non posso pensare a nessuno come a un estraneo. "Una volta a New York, fui circondato da tre
rapinatori. Io dissi: 'Volete denaro? Prendetelo', e porsi loro il mio portafoglio. Finalmente uno di loro disse: "Vi chiedo scusa. Non possiamo farlo'. Ed essi fuggirono. Un'altra sera a New York, vicino alla Carnegie Hallo dove avevo appena tenuto una conferenza, fui avvicinato da un uomo con una pistola, che mi disse: "'Sapete che posso uccidervi?"'.
"'Perchè?', chiesi con calma. La mia mente era in Dio.
"'Voi parlate di democrazia'. Ovviamente era una persona malata di mente.
Restammo in silenzio per un certo tempo; poi egli disse: "'Perdonatemi. Voi
avete tolto da me il male'. E corse via giù per la strada come una lepre.
"Coloro che sono in sintonia con Dio possono mutare il cuore degli uomini".
"Constatare che il mondo è un sogno senza cercare di raggiungere nella meditazione la realizzazione effettiva di questa verità, può condurre al fanatismo", disse il M. "L'uomo saggio comprende che, anche se la vita
mortale è un sogno, essa contiene dolori di sogno. Egli adotta allora dei metodi scientifici per risvegliarsi dal sogno".
Quando la cappella al Centro della Self-Realization Fellowship (Fratellanza d'Autorealizzazione) era in via d'essere decorata a nuovo, un discepolo suggerì l'idea di mettere in una nicchia una lampada di santuario conosciuta sotto il nome di 'luce perpetua', che avrebbe dovuto essere accesa dal M. Y. disse: "Io vorrei essere sicuro che la lampada della devozione a Dio che ho accesa nei vostri cuori, sia eterna. Nessun'altra luce è necessaria".
Durante l'anno 1951 P. accennò più volte al fatto che i giorni terreni che gli rimanevano non sarebbero più stati molti.
"Signore", chiese un discepolo angosciato, "quando non potremo più vedervi,ci sarete vicino come ora ?". Il M. sorrise con amore e disse: "A chi mi penserà vicino, io sarò vicino".