Alla ricerca dei

libri di Thot

 

 

 

 

 

È necessario un metodo per investigare la verità delle cose.

Cartesio

 

 

La mitologia - teogonia e credenze fantastiche degli antichi - è materia di studi umanistici, ma viene considerata per lo più priva d’ogni fondamento. Dopo aver letto racconti, poemi, saghe ed epopee (dove i protagonisti sono gli dèi), gli studiosi  pensano d’aver capito tutto riguardo le religioni e le superstizioni di molte civiltà del passato… e forse anche sulle loro abitudini, scoperte attraverso la letteratura e la scrittura.

Ma siamo proprio sicuri che gli antichi miti non nascondano – in realtà – qualcosa di molto più importante?

 

Nel 1870, Heinrich Schliemann eseguì una serie di scavi in Turchia, perché era convinto di poter trovare le rovine di Troia. Dimostrò di avere ragione, perché le trovò… e con questa sua straordinaria scoperta dimostrò al mondo degli scettici che l’Iliade non era solo una raccolta di leggende.

Nel 1917, sotto la direzione di R.Koldewey, furono ultimati in Iraq i lavori per riportare alla luce le imponenti rovine di Babilonia, già scoperti nel secolo precedente. Si trattava in realtà dei resti della città che Nabucodonosor II[1] aveva riedificato sul sito di quella precedente molto più antica, utilizzando ancora una volta la struttura dello ziggurat, cioè un’alta “torre” piramidale con scalinate esterne. I Sumeri, che la costruirono per primi, la chiamarono KA.DINGIR (porta degli dèi), in accadico veniva chiamata BAB.ILANI (con lo stesso significato), e in semitico BABEL, come si legge anche nella Bibbia[2]. La città di Babilonia sorgeva presso una collina che si chiama ancor oggi Babil, vicino all’attuale Hilleh (80 Km a sud di Bagdad, sul fiume Eufrate).

I celeberrimi miti babilonesi di Atrahasis e di Gilgamesh, che furono creduti per anni solo racconti leggendari, in realtà descrivono fatti, luoghi, date e nozioni astronomiche. Recentemente si ritiene che il luogo nascosto tra le montagne dei cedri, definito “Crocevia di Ishtar” sulla Cresta di Zaphon[3] (vi fu trasportato anche Ezechiele, a bordo di uno dei mezzi volanti con cui si spostavano gli dèi), regno mitico del dio Ba’al, si trovasse presso Baalbek, in Libano, nel sito archeologico dove ci sono le rovine di una ciclopica struttura in pietra - comprendente monoliti del peso medio di 500 tonnellate (ce ne sono tre che ne pesano oltre 1.000) l’uno – dall’aspetto di un’immensa piattaforma alta una decina di metri. Nessuno sa come sia stato possibile realizzare un’opera edile con pietre di queste dimensioni (né tanto meno chi e quando possa averla fatta), sia perché la cava più vicina dista più di un chilometro (di strada impervia di montagna), sia perché oggi come oggi non esiste ancora alcuna attrezzatura in grado di sollevare un masso di 1.000 tonnellate! Un labirinto sotterraneo di tunnel percorre questa piattaforma antichissima, e sopra di essa – in epoche diverse –  Greci e Romani edificarono colossali templi dedicati a Zeus-Giove, sfruttando il livellamento esistente. Il  risultato fu il più imponente complesso religioso di culto a Giove dell’antichità, che fu costruito sopra quest’area sacra, proprio per sfruttare la sacralità stessa e aumentarne la potenza.

 

I miti egizi hanno un fondamento che va ben al di là della semplice storia o religione: esisteva una vera e propria classe iniziatica, tra i sacerdoti, in possesso di conoscenze inimmaginabili. Anche mistiche.

La leggenda dice che tutte queste conoscenze furono riportate nei “Libri di Thot”, e questi si trovano all’interno della “Camera della Conoscenza”. E siccome io credo che le leggende abbiano sempre una base di vero… mi sono proposta di condurre una serie di investigazioni, per capire di cosa si tratta e dove sono finiti. Thot era il dio egizio inventore della scrittura geroglifica e di tutte le scienze, compresa la matematica e la medicina … conosceva l’Universo e misurava la Terra… ed è identificato con Ermete Trismegisto, con Mercurio e perfino con Enoch…

Nel viaggio nell’aldilà presiedeva alla pesatura dell’anima del defunto: anche la bilancia era una sua invenzione!

 

La Religione e la Filosofia si sono spesso e inevitabilmente incrociate, durante la scrittura di questo libro; infatti il lettore vedrà trattati molti argomenti diversi, ma in stretta relazione tra loro: partendo da Giza e dalla Piramide di Cheope, vedremo come essa ci porterà a toccare temi come i Misteri, Atlantide, la corrente New Age, l’Astronomia, la Fisica, la Genesi, l’Ufologia, lo Yoga, Dio.

Le informazioni che ho fornito saranno probabilmente interpretate - da qualcuno – come eretiche, da altri ridicole o tutt’al più ipotetiche… Inoltre conosco bene il punto di vista della stragrande maggioranza degli egittologi. Senza nulla togliere al merito delle loro enormi fatiche, la maggior parte di essi ha un’opinione alquanto imbarazzante sugli antichi Egizi. Che erano, invece, i custodi di molti Misteri. I conoscitori della Verità. Gli ultimi custodi della Genesi.

Ma io credo tuttavia che tra i lettori più sensibili, alcuni avvertiranno delle sensazioni talmente forti che non li faranno dormire. E probabilmente molti, leggendo questo libro, si entusiasmeranno perché riconosceranno le conferme alle loro stesse teorie. Altri mi vedranno come una visionaria, solo perché quanto espresso non corrisponde affatto al loro modo di vedere le cose. Invece io vorrei che il lettore affrontasse gli argomenti di questo libro senza preconcetti.

Con la mente libera da pregiudizi, come un bambino quando ascolta o legge: legga e pensi.

Giudichi dopo.

 

L’UTOPIA:

 

Matematici, archeologi, astrofisici, geologi, biologi, chimici, architetti, ingegneri, paleontologi, storici, linguisti, biblisti, orientalisti, sensitivi, ufologi, alchimisti, teologi, e filosofi

…tutti insieme per passione!

 

Un “Gruppo Mondiale” di discussione e di lavoro ai massimi livelli, formato da persone accomunate dalla stessa passione per l’Egitto, sarebbe l’utopica soluzione in grado di trovare la Verità che gli antichi conoscevano… e magari anche l’Arca dell’Alleanza, e la Camera dei Documenti dove tenevano nascosto quello che stiamo ancora cercando.

Dovrebbero semplicemente interpretare tutto con chiavi di lettura completamente diverse! Senza preconcetti e pregiudizi. Usare le conoscenze già acquisite, e rivederle insieme con chi la pensa in modo diverso. Fare un lavoro di gruppo. Mettere da parte per una volta tanto – magari per la prima volta nella vita – la presunzione d’essere nel giusto, e fare (quando possibile) come Galileo Galilei: provare le teorie, per dimostrarle; e poi ripetere le stesse in altri casi, per vedere se l’esattezza della teoria è ripetuta. Parlo anche delle teorie degli altri.

Emergerebbe ben presto, per esempio, che gli antichi Egizi applicavano la matematica e la fisica a ogni cosa: ai templi, alla scrittura, alla religione, all’astronomia, all’agricoltura, alla tecnologia. Conoscevano il pi greco e la sezione aurea molto prima di Pitagora, come si può facilmente dimostrare. E come ha già dimostrato R.A. Shwaller de Lubicz[4], che però non ottenne gloria ufficiale per questa e altre sue scoperte illustrate e dimostrate, che lo impegnarono tutta la vita. Egli intuì anche che i geroglifici non andavano interpretati “alla lettera”, ma soprattutto simbolicamente, ottenendo finalmente traduzioni che dessero un senso logico alle frasi.

Si potrebbe finalmente dare un senso logico a molti testi antichi (uno per tutti: i testi delle piramidi), lavorando insieme per provare a capire cosa nasconde il simbolismo esoterico, usato per esprimere concetti sicuramente diversi da quelli insensati ufficialmente dati per buoni. Chissà se l’autore si “rivolta nella tomba”, o piuttosto invece sghignazza per la nostra ottusità mentale? Secondo me, dall’alto della sua Sapienza, egli ci compatisce per la nostra incapacità di capire il messaggio lasciato in eredità come testamento artistico.

Con un impegno del genere, e con la collaborazione totale e incondizionata del governo egiziano, nel giro di pochi anni il muro che da migliaia di anni c’impedisce di conoscere la Verità, cadrebbe per sempre. E la gloria sarebbe tale, dopo un’impresa del genere, che da tutto il mondo giungerebbero i plausi e gli onori. E gli egittologi, che oggi deridono e disprezzano i tentativi di demolire teorie palesemente impossibili (che continuano tuttavia a essere ritenute esatte ed insegnate, benché senza prove certe), sarebbero di conseguenza i primi a essere orgogliosi del loro indispensabile e preziosissimo lavoro, senza il quale non solo non sapremmo ancora nulla sull’Egitto, ma probabilmente la Sfinge sarebbe ancora sotto la sabbia.

Infine vorrei aggiungere che se in questo libro mi sono permessa di mettere in discussione alcune interpretazioni riguardanti certi capitoli delle Sacre Scritture, è perché mi sono resa conto che tutti gli antichi Testi Sacri del mondo sono accomunati da un particolare: sono incomprensibili. O meglio: sembrano criptati.

Si potrebbe quasi pensare che l’ignoto autore abbia voluto mettere nero su bianco i ricordi e le profezie dei suoi antenati, i quali avevano avuto a che fare con esseri tanto evoluti da riuscire a spacciarsi per dèi, ed abbia scelto di raccontarli come una serie di visioni telepatiche avute in sogno. Affinché il suo libro non fosse screditato, narrò in modo tale che le fonti sembrassero messaggi divini, o rapimenti celesti. E spesso lo furono.

Per farsi intendere dai sapienti dell’epoca, fece in modo di rendere i fatti (inspiegabili a lui stesso) più credibili, e questo lo indusse spesso a usare parabole durante le sue descrizioni.

L’attento cronista – intenzionalmente o no – ha fatto in modo che fosse frainteso il vero significato.

Spiegò una “Realtà” verosimile, che fece passare per “Verità”.

È evidente che quando i Sapienti delle generazioni successive, a loro volta, cominciarono a interrogarsi sul significato, si trovarono di fronte a molti dogmi. E tali dogmi persistono ancora.

Come i Testi delle Piramidi, anche la Torah, la Bibbia, il Vangelo e il Corano furono scritti per non essere discussi; anche il Libro di Enoch è dogmatico, ma non rientra nelle fonti ufficiali. Alcuni antichi testi sumeri, che parlano della genesi umana, forniscono interessanti versioni che meritano d’essere prese in considerazione, se non altro perché erano dogmatiche per i Sumeri. Così come andrebbero rivisti molti dogmi presenti in antiche religioni e culture meso-americane, nord-americane, indiane, asiatiche, nonché europee.

L’uomo antico, con i suoi limiti e le sue superstizioni, ci ha lasciato molte favole e meravigliosi miti.

Io mi sono chiesta come mai – a un certo momento della storia del nostro pianeta – gli uomini abbiano cominciato a raccontare queste storie sugli dèi. E come mai alcune di loro abbiano molte analogie sconcertanti…

Molti giudicano le tracce antidiluviane che i nostri predecessori ci hanno lasciato solo vecchi sassi. Ma non si può semplicemente ignorarle! Così come non si può continuare a ignorare la Verità riguardo Adamo ed Eva. E siccome, soprattutto in Egitto, ci sono migliaia di tracce e di coincidenze, vorrei ricordare una famosa frase della scrittrice di romanzi polizieschi Agatha Christie: “Una coincidenza è solo una coincidenza; due coincidenze sono due coincidenze; tre coincidenze…  sono un indizio!

 

Un’ipotesi: …e se tra 40.000 anni, i nostri pronipoti - sopravvissuti a un evento catastrofico che aveva provocato la scomparsa quasi totale della nostra razza - riuscissero a tradurre la nostra scrittura, scoprendo in qualche sito archeologico del XX secolo una specie di Stele di Rosetta? Magari una targa in acciaio con inciso un episodio commemorativo in italiano, russo e cinese. E supponiamo che essi conoscessero già sia il cinese, che il russo

Una volta trovata la chiave di traduzione per l’italiano, interpreterebbero subito, senza troppe difficoltà, la targa in questione, e magari alcune altre relative a fatti storici, località turistiche, etc. Una volta impratichitisi, comincerebbero a tradurre alcuni volumi che si erano fortunatamente conservati : una copia della Divina Commedia, una della Bibbia, una dell’Iliade, e la traduzione dal greco di un testo antico copiato dai monaci amanuensi…

Dopo aver ottenuto un risultato a dir poco imbarazzante, i nostri discendenti concluderebbero d’aver avuto dei progenitori ignoranti o per lo meno grezzi nella scrittura, perché scrivevano testi poco comprensibili.

E anche quando trovarono un vecchio CD, pensarono che si trattasse di una ruota, finalmente inventata.

E quando, durante gli scavi, trovarono una cattedrale gotica, ancora piena di statue e di quadri di Santi, “capirono” subito che quella doveva essere stata la tomba di Gesù, e anche che la nostra religione pullulava di dèi e di dèe.

Quella era la Realtà che appariva ai loro occhi. Non era la Verità, ma la Realtà, che è tutta un’altra cosa..

Con questi presupposti, nella ricerca della mia Verità, io credo d’aver scoperto anche un po’ di quella egizia.

 

 

Premessa

 

La mia infanzia ha forse seguito un’altra mia età, morta prima di essa?

Forse quella che ho vissuto nel ventre di mia madre?

E ancora, prima di quella vita, o Dio della mia gioia, io esistevo già in qualche altro luogo o altro corpo?

S.Agostino (dalle Confessioni)

 

 

 

Per anni non avevo capito. Ero semplicemente affascinata dall’Egitto, come da un’ossessione. Nella mia mente “sentivo” che quello era il punto di arrivo e di partenza di tutto. Studiavo, leggevo, scrivevo, disegnavo, misuravo, per vedere se ero capace di pensare e ragionare come un antico egizio. Avevo la sicurezza che solo in questo modo sarebbe stato possibile capire chi erano veramente io. E chi ero stata. Sentivo fortemente il richiamo alla mia consapevolezza, ma non ne ero ancora conscia.

Un giorno, decisi di fare un esperimento di cui si parlava in una rivista che stavo leggendo… però bisognava prima costruirsi una piramide di cartoncino. Mi sembrava facile ed ero curiosa di sperimentare…

Senza andare al Cairo, seguendo le istruzioni fornite, ottenni con le mie mani una piramide alta una quindicina di centimetri, fatta con le stesse proporzioni geometriche di quella di Cheope. Una volta incollati i lati con del nastro adesivo, mi serviva una bussola per orientarla esattamente con i quattro punti cardinali; girai qualche giorno, finché ne trovai una abbastanza economica in un negozio di cartoleria. Appena tornata a casa, posizionai immediatamente i quattro lati della mia piramide, e sistemai al suo interno una specie di piedistallo a circa 1/3 dell’altezza (nella Grande Piramide la Camera del Re si trova a circa 1/3 dalla base!), proprio sotto il vertice. L’autore dell’articolo indicava di prendere una lametta da barba non più affilata, e sistemarla su di esso, in modo che i lati delle lame fossero orientati a est-ovest… perché così si sarebbero affilate!

Non avendo a disposizione niente che assomigliasse a una lametta, ma volendo trovare lo stesso qualcosa da affilare, cominciai a rovistare nei cassetti di casa, alla ricerca di un oggetto adatto e piccolo abbastanza, vista la “taglia” della mia piramide: trovai un vecchissima forbicina da ricamo, che tenevo nel comodino solo per ricordo, essendo stata di mia nonna (che è morta a 93 anni nel 1984). Era talmente vecchia, che l’acciaio aveva perduto la cromatura in vari punti, tanto da sembrare ferro, e le due lame erano così scure, da sembrare ruggini. Inutile dire che non tagliava. Delicatamente l’appoggiai sul piedistallo, dopo averla completamente aperta per esporne le lame.

Dopo una settimana, sollevai la piramide per controllare, e mi trovai davanti a una scena incredibile: la forbice appariva curiosamente molto unta, e così con un fazzoletto di carta l’asciugai un po’, facendo attenzione a non strofinare: la carta diventò tutta marrone d’unto, e la forbicina appariva già molto diversa. La rimisi nella posizione di prima, sotto la piramide. Ogni settimana controllavo, senza toccare, perché ero troppo curiosa di vedere l’evoluzione.

Ci volle quasi un mese, perché l’esperimento si concludesse, dato che avevo scelto un oggetto molto usurato (e pensare che era consigliato di non usare una lametta ossidata, ma solo una non tagliente!).

Fui eccitatissima per il risultato ottenuto (la forbicina tornò quasi lucida e tagliò subito e benissimo alla “prova del fuoco”, davanti a mio marito, che non credeva ai suoi occhi, essendo stato scettico fin dall’inizio).

Decisi allora di fare anche il secondo esperimento (che avevo scartato perché io stessa non lo credevo possibile): questa volta si trattava di far mummificare un pezzo di carne cruda. Provai con una bistecca (arrotolata stretta, per farcela stare).

Dopo una settimana volli curiosare, sicura di trovare i vermi, essendo Luglio. Invece la bistecca era sempre là, apparentemente uguale. Nessun odore diverso da quello che aveva una settimana prima… sembrava appena  messa. Dopo altri 15 giorni, stessa cosa. Non capivo.

Nel frattempo la piramide era stata messa sopra un vecchio armadio, perché mi serviva la scrivania libera, e così, alla fine, ce ne dimenticammo…

Verso la fine di Settembre, mi capitò di leggere un libro di Herbie Brennan, in cui si parlava di questo esperimento, in relazione ad alcune teorie sulla Grande Piramide…corsi nella camera degli ospiti con la scaletta e ritrovai la mia piramide un po’ impolverata: la bistecca era simile a un sigaro avana, nel senso che s’era mummificata.

Naturalmente nessun odore.

Decisi che non potevo più aspettare. Dovevo andare in Egitto.

La Grande Piramide era diventata la mia ossessione e – senza esagerare – me la sognavo anche di notte! Vivevo, nei sogni, una vita talmente reale, che mi deprimeva il risveglio. Sarei voluta restare “di là”. A casa mia, in Egitto.

Poi, ai primi di Novembre, ci andai. Finalmente! E da quel momento la mia vita non è più stata più la stessa.

Sconvolta dalle sensazioni provate, dai “dejà vu”, dai ricordi, dai sogni e sempre più attratta dal solito richiamo, al ritorno dal primo viaggio, “casualmente” ho cominciato ad avvicinarmi a varie filosofie, nella ricerca inconsapevole di risposte; e così, finalmente, ho cominciato a trovare quello che cercavo…

Nulla di quanto succede è mai casuale: lo capisco adesso che sto cominciando a ricomporre i frammenti del mio lungo cammino di conoscenza iniziato molti, molti, molti secoli fa.

Il mio percorso è appena iniziato. Ogni giorno, ogni notte, molto lentamente, ma ineluttabilmente, mi dirigo verso l’obiettivo. E l’obiettivo è la Verità. L’obiettivo è Maat. L’assoluto Unico di cui facciamo parte nel Cosmo.

Dio, l’Assoluto, il Divino, il Creatore, il Tutto Cosmico di cui siamo piccole particelle… nei millenni gli abbiamo dato molti nomi su questo pianeta, ma si tratta sempre di Dio. E Dio è Dio in tutto il Cosmo…. e noi siamo parte di Dio.

Finalmente, le nebbie si stanno dissolvendo e la Verità sta cominciando a rivelarsi nella mia mente.

Questo libro è il risultato di anni di studi “indipendenti”, di viaggi e di ricerche storiche, filosofiche e introspettive, alla ricerca delle radici umane. Ma anche, e soprattutto, delle mie radici. Il mio primo viaggio in Egitto è stato fondamentale, perché ne sono ritornata completamente trasformata, avendo ricevuto una serie di input che hanno poi determinato la ricerca della consapevolezza del mio vero Essere, ovvero del mio . Al mio ritorno “a casa” ho capito che non mi sentivo più a casa: una sete insaziabile di “ritrovarmi” mi ha portato a interrompere tutte le cose alle quali mi stavo dedicando per portare a termine questo libro, che avevo iniziato già da qualche tempo, ma al quale mancava sempre un “qualcosa”… e decisi quindi di trovarlo, dopo aver compreso che quello che cercavo si trovava dentro di me.

La vita non è solo mera ricerca di successo o di denaro, o del potere materiale. C’è un motivo preciso se stiamo vivendo: altrimenti non saremmo mai venuti “al mondo”! Io l’ho scoperto dopo il mio primo viaggio in Egitto.

Avevo mille domande, da anni, ancora prima di partire. Ed è valsa la pena averle, perché continuando a cercare, ho cominciato a trovare le risposte, molte delle quali si trovavano già dentro di me: stanno cominciando a rivelarsi.

Spero che da questa lettura a molti venga voglia di approfondire la loro conoscenza sulle verità nascoste dell’antico Egitto, recandovisi. Forse qualcuno si potrà ritrovare, come è successo a me.

Risvegliare la propria Coscienza, conseguire il proprio Sé divino, è un diritto di tutti. Ma bisogna, prima, capire che non siamo qui di passaggio! O per caso. Nulla è a caso.

A tutti quelli che non sono ancora mai stati in Egitto, consiglio quest’esperienza incredibile, ma anche a chi c’è stato frettolosamente, perché probabilmente leggendo le prossime pagine potrà rivivere emozioni dimenticate o provarne altre del tutto impensate, e magari sentirà un forte desiderio di ritornarci.

Spero, nelle prossime pagine, d’esser riuscita a incuriosire i più “distratti”, e a scuotere i più “indifferenti”.

 

Per la stesura di questo libro mi sono avvalsa dei miei lunghi studi sull’antico Egitto e su altre importanti civiltà e religioni, di innumerevoli visite a importanti musei e biblioteche, dei miei appunti di viaggio, del mio istinto, e infine delle esperienze di autoconoscenza che di recente mi si stanno rivelando, specialmente da quando ho iniziato la ricerca della Verità attraverso la meditazione, lo Yoga e il Clearing.

Oltre a tutto ciò, per anni mi sono spremuta le meningi con l’ausilio di un goniometro, un compasso e una squadra, per creare disegni geometrici, misure e calcoli a non finire sulla Piramide “cosiddetta” di Cheope. Anche se lo avevano già fatto tanti altri.

Ognuno ragiona con la sua testa, raggiunge da solo le sue conclusioni. Ed è per questo che non mi sono mai accontentata delle supposizioni degli altri. Ho condiviso alcune teorie e altre No. Senza l’esperienza onirica e infine quella meditativa, però, non avrei mai potuto risvegliare la mia coscienza assopita, perché da esse è partita la convinzione che certe mie opinioni personali sulle origini di questo popolo così antico erano vere. E anche quelle sulla scomparsa di questa e di molte altre antichissime grandi civiltà del nostro pianeta.

Durante la lettura di questo libro, scoprirete che alcuni monumenti egizi sono stati costruiti per tramandare un antico retaggio di conoscenza. E che in essi sono celate informazioni utili a far luce sulle nostre origini e sul nostro futuro.

Il teatro delle mie investigazioni è molto vasto: dalla Creazione dell’Uomo all’Albero della Vita; dal Diluvio Universale al Pilastro Djed; dalla nuvola di Ezechiele ai Vimana indù, da Mosè all’Arca dell’Alleanza; da Abramo ad Akhenaton; da Atlantide … al Triangolo delle Bermuda; da Orione a Sirio …

 

E ancora… dalla Sfinge alla Cintura di Orione; da Stonehenge a Merlino; da Imhotep a Narmer… fino a quando i Libri di Thot furono nascosti nella Camera della Conoscenza Nascosta, e protetti nel bunker granitico dove tuttora si trovano, all’interno della Grande Piramide...

 

tratto da “Alla ricerca dei libri di Thot”, di Daniela Bortoluzzi, ed. Eremon Edizioni

 

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   Alla Ricerca dei Libri di Thot

 

Daniela Bortoluzzi collabora con Hera, Archeomisteri, Nexus, Edicolaweb  www.edicolaweb.net/icone.htm  ed è titolare del sito www.misteria.org

Per contatti: daniela.bortoluzzi@fastwebnet.it 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[1] 604-562 a.C.

[2] Genesi (10,10) e (11,9).

[3] Isaia nomina spesso questo luogo divino, già antichissimo ai suoi tempi.

[4] Le temple de l’Homme, Shindler, Il Cairo, 1951 è l’opera principale di Shwaller, a cui fanno riferimento tutti gli altri suoi libri.