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GLI SPIRITI MALIGNI |
Oramai l'uomo vede al di là delle apparenze. Impara a leggere fra le righe dell'Universo, dove sono abolite le sommarie distinzioni fra materia ed energia, fra spazio e tempo.
Egli misura e ricostruisce il mondo attraverso reti di sua invenzione, come questa superficie matematica. (1)
INTRODUZIONE
Stupisce in questi ultimi tempi che si siano scaldati gli animi del mondo cattolico intorno all'affacciarsi insistente di una considerevole «corrente culturale», detta «New Age», che si proporrebbe come alternativa della nuova era in prospettiva per la totale felicità del mondo? Non si può negare, però, che «New Age», attraverso una notevole gamma di espressioni culturali, si è diffusa da tempo nel mondo contemporaneo attirando a sé non pochi aderenti e simpatizzanti.
Ciò che ha messo in allarme i cattolici è il chiaro intento di totale svincolo dall'idea della spiritualità radicata nel tempo, proponendo la perfettibilità dell'uomo. Secondo i propositori di questa «New Age» il modo, capace di tanto, starebbe nel disporsi con un «fai da te», a mezzo di tecniche d'ogni tipo e genere riesumate da antiche pratiche del passato -diciamo -religiose impropriamente. Che tutto ciò sia più o meno fondato, è mia convinzione che se c'è forte propensione per un tal genere di cambiamento, che parte da lontano nel tempo, a nulla varranno i freni posti dalla Chiesa:
la parabola evangelica del «figliuol prodigo» insegna e ci rassicura comunque sul futuro, per quanto cattivo possa essere.
Mi viene in mente per l'occasione un vecchio racconto, noto nel bresciano, che -secondo me -inquadra meravigliosamente le cose rilevate in discussione, fornendo la giusta metafora chiarificatrice. Sentite questa storiella cui farò seguito l'ammaestramento che vi ho intravisto.
GLI
SPIRITI MALIGNI
«Sino al XVI secolo, gli uomini non potevano uscire dopo l'Ave Maria perché, si credeva, che gli spiriti maligni infestavano le strade. In quei tempi, infatti, si iniziarono a costruire delle scale interne che dalle case portavano direttamente nelle stalle, per evitare appunto di uscire all'aperto. Durante le ore notturne, secondo la credenza, giravano le streghe e, a testimonianza di questo, il mattino dopo per le strade si trovavano mele avvelenate coperte di capelli: chi le mangiava subiva il loro maleficio.
Secondo la credenza, però, con l'andare del tempo questi spiriti maligni vennero confinati sul Monte Baldo (che si erge sulla riva est del lago di Garda), grazie soprattutto all'opera del Concilio di Trento e ai vescovi e ai cardinali che vi parteciparono. Sempre secondo la credenza, tale confino finirà solo quando questi spiriti saranno capaci di fare un mazzo di sabbia legato con la corda e di riempire un cesto con l'acqua».
Si parla del XVI secolo, quello dell'Ave Maria. E' un'epoca ormai trascorsa ed oggi non si è tanto inclini, a credere sulla efficacia di quei spiriti confinati, tanto meno sulla bigotta pratica religiosa. Perciò niente «scale interne», ma quasi tutto all'esterno. E' un'estroversione che è finita per diventare sproporzionata, ma è stata utile per tanti versi.
Infatti oggi tutto appare alla luce del giorno, non senza taluni rovesci corrosivi, purtroppo. Siamo asfissiati dalla esagerata satira dilagante su tutto della vita che, secondo i ben pensanti, sta andando in malora. Non manca il frastuono di certe musiche e canti primordiali a perfezionare la confusione mentale e animica. Di conseguenza le «streghe» girano anche di giorno e non mancano oscenità in piena luce con fatti impossibili da capire ed accettare. Sembra, a questo punto, che manchi qualche novità sulla faccenda del «monte Baldo», luogo di confino di quegli antichi «spiriti maligni». Come faranno a legare la sabbia a mo' di «mazzo» e far contenere l'acqua in un «cesto»?
Nei tempi antichi questo era impossibile, ed ancora oggi lo sembra, perché solo pochi non si lasciano fuorviare dall'ingannevole senso della parola. Perciò si sta a guardare l'avverarsi di una sorta di miracolo e questo, con la concezione moderna sui miracoli, non vi si crede affatto. Ma quei, pochi, forse meno che pochi, non possono che considerare il tutto, riposto nel racconto, in modo traslato. Un tempo la moderna scienza era ancora come un infante e per questo era, addirittura, perseguitata, così come sappiamo, per esempio, di Galileo Galilei che rischiò di finire sul rogo solo perché sosteneva il vero e la Chiesa, attraverso certi suoi ministri, invece, credeva purtroppo nel falso.
Ora la scienza, diventata abbastanza grande, torna utile e indispensabile a tutti, pertanto è da essa che ci si può aspettare quel miracolo del «Monte Baldo».
Come? Con il «fai da te» accennato all'inizio, ma con la testa sulle spalle, però! La sabbia è l'ingrediente sostanziale del vetro e pertanto con l'apporto del giusto calore può fondere e poi raffreddandosi diventare qualsiasi cosa solida in apparenza, e quindi anche come un mazzo. Per l'acqua, stessa analoga cosa. Basta apportare, al contrario, il giusto freddo ed ecco che tutto si congela al punto di poterla contenere in un cesto. Ergo, approfondendo la visione, ciò che conta di più d'ogni cosa della vita, è non lasciarsi mai ingannare dalle apparenze, non solo delle immagini che si manifestano ai nostri occhi, ma anche delle parole stesse, le quali non sono mai univoche e pertanto siamo noi a dover continuamente discernere il giusto messaggio. L'uomo d'oggi non può giustificarsi se sbaglia a causa di simili complicazioni, e per questo disporsi a rimettere in piedi le vecchie «scale interne» del racconto suddetto, poiché la scienza moderna, tanto diffusa, nulla o poco nasconde, e molti conseguono livelli di cultura d'ogni genere, perciò, chi più e chi meno, potranno fare ben più di quei «spiriti» del «Monte Baldo».
Si capirà che le «scale interne», da sconsigliare, si riferiscono alle vecchie pratiche “pseudo-religiose” del passato. Dulcis in fundo, meditiamo sul calore per fondere la sabbia e sul freddo per imbrigliare l'acqua, e si capirà alfine un gran segreto, quello dell'Amore. Se non riscaldiamo i nostri cuori che rischiano d'inaridirsi a causa degli eccessi e delle intemperanze, e se non freniamo il ricorrere all'ira, causa delle tenebre della mente, si finirà isolati anche noi sul quel «monte» della malora. Si rifletta sull'amore e la rettitudine mentale che deve poter emergere per forza maggiore, e si capirà che si tratta del cristianesimo che, oggi, molti evitano allettati da Eldoradi di felicità. E' l'Amore il «tesoro nascosto» posto al sicuro nei «cieli» dai veri cristiani nei secoli. Ecco che si ridimensiona la figura di Gesù Cristo ridotta da «New Age» a «maestro», da Dio Salvatore che era. Ecco il cristianesimo, dato per spacciato da molti, che risorge potente come fu dopo i fatti dell'antico Golgota.
Quale, dunque, la rivelazione di questa sorprendente "seconda resurrezione" in prospettiva certa? Si è voluto declassare il Cristo e ci si accorge, invece a sorpresa, che rinasce come l'araba fenice dalle sue ceneri nella sua maestà gloriosa quale Divino Amore.
Non è detto nei vangeli che amando Gesù Cristo si ama il padre suo che è nei «cieli»? Ma sappiamo, anche, che il Signore Dio è legato indissolubilmente alla terra consultando la Genesi biblica. Lo stesso Gesù Cristo fonda la sua Chiesa su Pietro, detto Cefa, ossia pietra, roccia. Quale, allora, il possibile «cielo» connesso alla terra se non quello dell'Amore attraverso tutto il creato fatto di «terra» e perciò anche l'uomo? Si tratta di Madre Natura, la Madre di Dio. Il compianto Papa Giovanni Paolo II, nell'udienza generale dell'11 dicembre 2002, manifestando la preoccupazione per la pericolosa situazione del mondo, contaminato da propositi di guerra e da altre corrosioni insanabili, fece suo il pessimismo di tante anime, di fronte al dubbio sulla presenza di Dio al cospetto di dei umani epocali, bisognosi di assoluto soccorso straordinario. La meditazione del Santo Padre a tal proposito, si rifaceva al commento del «Cantico di Geremia profeta», poiché l'antico sentimento che vi trapela, chiaramente mortificato da un inaccettabile «silenzio di Dio», è anche del momento. «Egli sembra essersi rinchiuso nel suo cielo, quasi disgustato dell'agire dell'umanità...
Ci si sente soli, abbandonati, privi di pace, di salvezza, di speranza. Il popolo, lasciato a sé stesso si trova come perduto e invaso dal terrore». Ma il Pontefice, oltre a proferire queste tristi parole, non poté fare di più poiché pochi sembravano che incarnassero nel cuore questo stato mortale. Non sarebbe arrivato a tanto senza "appoggiarsi" alle scritture sacre, cosa che ha fatto ricorrendo al profeta Geremia biblico, appunto. Ma attraverso il Vangelo di Giovanni un tale «Dio» non può che identificarsi in colui che opera nella «notte» grazie ai «ciechi nati», «quando nessuno può operare», nemmeno il Cristo «luce del mondo» (Gv. 8, 4-5). Successivamente, il Vangelo di Giovanni parla del «Buon Pastore», porta e ovile delle pecore che solo lui riconoscono e seguono. Il seguito di queste cose è di estremo interesse, perché costituisce la chiave di volta della questione su «New Age», secondo me.
Viene detto: «E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche quelle bisogna che io guidi; ed ascolteranno la mia voce, e ci sarà un sol gregge, un sol pastore». Sono parole del Vangelo di Giovanni l'apostolo che nella sua Apocalisse perfeziona lasciando ai cristiani fermi nella fede la rassicurante visione delle cose da venire, presumibilmente in relazione alla «Nuova Età», dalle odierne provvisorie sembianze di marca anglosassone.
Note:
(1) – L'illustrazione (originale di Hans Emi) e il relativo commento è stato tratto dal primo volume della
«Enciclopedia della Civiltà Atomica» -Edizione Il Saggiatore.
GAETANO BARBELLA
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gbarbella@alice.it