.:: la Via del Silenzio ::.

 

 

In senso antiorario mi incammino sul Sentiero del Silenzio.

Circondato da guerrieri di tutte le età, armati di mente affilata e sete di conoscenza, mi sento a mio agio.

Mi preparo a proiettare la mia mente oltre il significato popolare delle parole che sto per leggere, e so che più un concetto è semplice più è complesso comprenderlo. Ascolta il Silenzio”, suggerisce ai viandanti che vogliano ascoltare, il primo messaggio lungo il Sentiero .

Che cosa si intende in un posto come questo per “Silenzio”? Non udire alcunché?

Se fosse così non potrei ascoltarlo, potrei apprezzarlo, gustarlo.

Silenzio non solo per le orecchie, forse. Per ogni senso dato all’Uomo, ma soprattutto per la mente. Ascoltarlo forse significa sentirlo. Viverlo. La quiete delle emozioni, dei pensieri fini a se stessi. Non può non venirmi alla mente una chiara allusione alla meditazione. Alla preghiera. Capace di elevarci ad uno stato di armonia interiore.

Questo è quello che ci indica di fare quello che definirei il primo “Oracolo”.

Quasi fosse una chiave di lettura per interpretare l’intero Sentiero. Come se mi suggerisse nelle orecchie: “Solo in questa condizione ideale comprenderai il vero Significato di quello che sei qui per ascoltare”. 

Raccolgo la mia concentrazione.

Inspiro odore di muschio, acqua dolce, odore antico, cercando di alleggerire la mente, cercando di trovare Silenzio.

Qualche passo oltre una insegna in ferro battuto recita: Ascolta l’acqua, il vento, i tuoi passi…”. Medito.

Se ciò che ho interpretato dal primo messaggio è vero, e così credo, tutta la Via è da intendersi come una intensa preghiera. L’acqua è fonte di vita, senza la quale nessun essere vivente potrebbe esistere; la odo tutt’attorno all’isola, la odo nella mia mente come un fiume che scorre.

Il vento è la Forza della natura, tanto piacevole come brezza, quanto distruttivo come uragano; lo sento risuonare tra i vicoletti che portano verso la costa. I miei passi riesco ad ascoltarli solo se proseguo, vuole forse dirmi questo l’oracolo? Non fermarti?

Non solo, di certo. Immerso in preghiera devo ascoltare il Silenzio, per poi essere in grado di mettermi all’ascolto di ciò che nella vita di tutti i giorni do ormai per scontato… il suono del vento, il rumore dell’acqua, il canto di qualche uccello mattutino; ognuna di quelle cose che rendono il pianeta vivo, e noi con esso, ma delle quali abbiamo dimenticato l’esistenza.

Solo ascoltando il tutto possiamo entrare a farne davvero parte.

Nel Silenzio accetti e comprendi”, il terzo messaggio mi è lampante e familiare.

 Dopo aver ripulito la mente di quei pensieri che si accavallano l’uno sull’altro senza soluzione di continuità; dopo essermi predisposto all’ascolto della vita che pulsa sopra, sotto e dentro di me; allora, sempre nel Silenzio, ciò che sembrava insormontabile diventa infinitamente piccolo, quei problemi che apparivano irrisolvibili si sciolgono come zucchero nel the caldo, quelle situazioni della vita che stridono col mio carattere, che fanno attrito con la mia natura, diverranno più comprensibili e acquisteranno il significato che meritano, scoprendomi più disposto ad accettare tali circostanze.

Proseguo il cammino.

Questi messaggi, non tutti compresi con chiarezza, mi instillano sicurezza come non avrei sospettato.

Un piccolo rivolo di Fratelli percorre con me il sentiero. Sollevo lo sguardo al cielo.

La giornata è splendida e la mia curiosità di leggere i cartelli che seguiranno cresce con la sicurezza che essi coltivano in me.

Ecco il quarto insegnamento: Nel Silenzio accogli tutto”. Svuotando le orecchie dai rumori dell’abitudine, liberando la mente dai pensieri caotici, posso creare uno spazio infinito, tale da contenere ogni cosa che esiste. Assorbendo tutte le cose diventerei io stesso tutte le cose, e con esse il Divino che contengono. Solo accettando e comprendendo sarò in grado di accogliere.

L’Oracolo successivo penetra più a fondo: ora che siamo pronti ad accogliere il Tutto ci svela che Il Silenzio è il linguaggio dell’Amore”. Amore. Una condizione divina, una totale apertura verso l’Universo. Partecipazione intima e disinteressata verso ciò che ci sta attorno, coesione.

Il messaggio vuole forse dirmi che solo essendo disposto ad accogliere ogni cosa, senza distinzioni, posso provare la vera essenza, l’estasi, dell’Amore? Solo creando il Silenzio in me potrò davvero entrare in comunione con la Terra e tutto ciò che ne fa parte, diventando, io stesso, Amore? Diventando Dio?

Quando penso all’Amore in senso assoluto mi perdo. È come pensare all’Infinito. All’Universo che pare non avere confini, nessun inizio e nessuna fine. Così intuisco l’Amore. Una condizione che trascende i limiti dello spazio, del tempo, del pensiero.

Assorto nel ricordo dell’insegna appena oltrepassata, giungo alla seguente. Sulla targa in ferro battuto si legge: Il Silenzio è la pace dell’Io”. Mi viene da pensare immediatamente: “Nel Silenzio ogni cosa è giusta e perfetta”.

Come se in uno stato come quello raggiunto attraversando ogni passo della Via del Silenzio, possa esistere solo armonia e pace. Se sono disposto ad accettare tutto, ogni cosa, se sono disposto ad accogliere in me ogni situazione al di là del gusto personale, non potrà che esserci Pace in me. Nessun conflitto, nessuna falsità verso me stesso.

Solo giustezza. Dentro di me, come se un altro pezzo dell’infinito puzzle si incastrasse perfettamente in ciò che riesco solo ad intuire.

Conscio di non riuscire realmente ad afferrare tutto ciò che mi viene svelato, proseguo ricordando a me stesso che c’è un tempo per ogni cosa e che devo macerare su ciò che ho compreso per poi ritornarci in futuro.

Lentamente mi avvicino tra i miei Fratelli di Viaggio al settimo Oracolo. Egli sussurra senza un suono: Il Silenzio è musica e armonia”. Musica nel Silenzio? Certo non si riferisce a chitarre elettriche o archi e ottoni in un teatro d’opera. Dunque che tipo di musica? Armonia… certo: ogni cosa è in armonia col Silenzio. Solo due suoni possono essere contrastanti, possono essere stonati l’uno rispetto all’altro. Ma il Silenzio permette ad ogni singolo suono di essere in armonia con se stesso. Il Silenzio accoglie ogni vibrazione per quella che è. Non si oppone con altre melodie, semplicemente lascia il suono invaderlo.

Ma il Silenzio allora non è assenza di musica. Il messaggio parla chiaro. Sul dizionario leggo: Musica: l'arte di combinare insieme i suoni”. Allora il Silenzio è uno strumento: permette ai suoni di esistere, di coesistere. O più semplicemente: dove ogni luogo è immerso nei suoi, nei rumori, non è forse musica l’assenza di caos?

Cercando ancora di arrivare ad un miraggio di comprensione del messaggio appena lasciatomi alle spalle, il passo seguente è già a portata di sguardo. Il Silenzio è verità e preghiera”. Di certo il Silenzio non mente. Il Silenzio non agisce, non parla, non pensa. Come può mentire? Come può essere in disaccordo con qualcos’altro? Il Silenzio lascia le cose come sono: non le logora, non le usa, non le prende. Se sto in Silenzio non posso essere frainteso, non posso dire la cosa sbagliata. Attendo ed osservo. “Il Silenzio è preghiera”…

Sono passati pochi minuti dall’imboccatura della Via del Silenzio ma io ed i miei compagni di viaggio, miei Fratelli e compagni d’armi, abbiamo quasi completato il sentiero circolare che, non solo simbolicamente, ci riporterà all’inizio del percorso.

La nona insegna: “Nel Silenzio incontri il Maestro”. Facendo spazio in me, liberandomi di rumori e pensieri, sono forse in grado di ascoltare, di sentire, il Maestro? Quel Maestro che alberga dentro ognuno di noi. Quella voce che così raramente sento, alla quale ancor più raramente do retta? In una condizione di Silenzio assoluto, di vera percezione di ciò che mi circonda, di accettazione e comprensione, di coesione col Tutto, di Amore del Tutto, di pace con il mio Io, in armonia e preghiera non posso che incontrare Colui che è rinchiuso in me. Costretto dalle infinite catene del corpo e della mente.

L’unico Maestro di me stesso. Io. Spogliato e denudato di quei lacci e lacciuoli che imbrigliano il mio vero essere, la mia essenza, vietandole di essere ciò che realmente sono. In una condizione di Silenzio vero posso incontrare quel Maestro. Ma quell’essenza, quella scintilla nascosta in me non è forse…

Nel Silenzio respiri Dio”. I miei pensieri si fondono col mio sguardo mentre si posa sull’ultima targa. Nel Silenzio respiro Dio. Respiro Casa. Respiro la Fonte. In un Silenzio così profondo da riuscire ad arrivare lì dove è custodito il seme di Luce. Il miraggio e ricordo di ciò che sono ed ero in principio. Dio è tutto, se sarò capace di accettare Tutto, di Ascoltare Tutto, di Amare Tutto, di Accettare e Accogliere Tutto, quando sarò in Pace, quando darò ascolto al Maestro che è in me, allora potrò entrare in contatto con quella parte antica ed immortale del mio essere. Un raggio di luce di quel Sole di cui tutti facciamo parte.

 

 

la via del Silenzio:

\    Ascolta il Silenzio

\    Ascolta l’acqua, il vento, i tuoi passi…

\    Nel Silenzio accetti e comprendi

\    Nel Silenzio accogli tutto

\    Il Silenzio è il linguaggio dell’Amore

\    Il Silenzio è la pace dell’Io

\    Il Silenzio è musica e armonia

\    Il Silenzio è verità e preghiera

\    Nel Silenzio incontri il Maestro

\    Nel Silenzio respiri Dio

 

Valerio Vota

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Valerio Vota