RITI PAGANI DI GUARIGIONE

 

Introduzione

 

Tutto ciò che oggi ci appartiene affonda le sue radici in un passato spesso conosciuto solo superficialmente. Non sono molti i testi riguardanti i riti di guarigione, tranne la moltitudine di scritti sullo sciamanesimo, come se la pratica di tali riti fosse appannaggio esclusivo di popoli africani, indiani, amazzonici, aborigeni ecc.

 

Nella cultura e nelle tradizioni occidentali, anche se poco documentate, questi rituali erano praticati normalmente.

Che sia così si capisce dall'esistenza di maghe, fattucchiere e pseudo guaritrici (in minoranza, anche di ritualisti seri), operanti ancora oggi, ovviamente nella forma distorta del rito di guarigione, e ormai, accompagnato da simboli cristiani ma certamente derivante dalla tradizione pagana, in cui non erano i preti a fare da tramite per questi atti di riconciliazione con la Divina Natura e con l'Ordine delle Cose, bensì la Padrona di casa, o la figura Anziana Femminile che trasmetteva a figlie e nipoti i rituali della Saggezza Antica, era la Donna ad avere la responsabilità dell'armonia e della salute della famiglia, ad essa spettava mantenere il contatto con la Grande Madre.

Il Rito

 

L'elemento fondamentale dei riti è il SEGRETO che ne racchiude la forza e la purezza, per questo è difficile trovare testi che descrivano nei dettagli tutte le fasi del rituale.

 

In tutte le culture di tutti i popoli, il RITO è considerato come la consuetudine dell'azione sacrale, l'insieme della sequenza di queste azioni, è detta RITUALE.

Il Glossario della Dottrina Segreta, ne esprime una chiara e attenta definizione: " il RITUALE è l'insieme di formule, gesti, movimenti e atteggiamenti che compongono il rito. Nel significato più generale, con questo termine si intende ogni atto, o insieme di atti, eseguiti sulla base di norme codificate; una cerimonia, una usanza, un costume. In senso specifico, il termine si riferisce alla religione ed è legato alle modalità di approccio al sacro; in tal senso, il rito è un atto, o un ordine di cerimonie, eseguito in modo corretto sulla base di precise norme. La sua etimologia (dalla radice "ri" che significa andare, scorrere, ed anche dalla radice sanscrita "rita", che significa "misurato" o "ordine stabilito dagli Dei) dà l'idea del procedere, della processione, di una successione ordinata di operazioni, in ossequio ad un ordine che giace al di sopra dell'umano. Esso adempie alla funzione di incanalare l'esperienza religiosa, rendendola praticabile, ovvero in grado di essere ripetuta tutte le volte che si renda necessario, spostandola dalla esperienza individuale mistica a quella di masse di fedeli. Il rito pretende di aiutare l'uomo nei suoi momenti più critici a preservare la propria identità e quella della comunità cui appartiene. Ma "rito" sono anche le piccole attività quotidiane, che vengono eseguite secondo modalità stereotipate, che in tal modo sono state salvate dagli aspetti più deleteri. Il rito, poi, non è solo una difesa, ma anche il modo per trovare coraggio nell'affrontare compiti insoliti e grandiosi. Il confronto dell'uomo con la natura è spesso fonte di paura e di scoraggiamento; ecco allora il rito intervenire in aiuto, suggerendo modelli di comportamento che possono permettere di superare l'ostacolo, modelli che la tradizione ha confermato essere idonei ed efficaci. Compito del rito, dunque, è restituire l'uomo alla società ed al suo compito storico, sorretto ed incoraggiato da un positivo contratto con la potenza extramondana. Il rito può essere di tipi diversi: iniziatorio, propiziatorio, espiatorio, di partecipazione, di purificazione, orale o manuale, a secondo del tipo di approccio al sacro. Esso è presente fin dall'antichità, ovunque e con qualsiasi credo; Giudei e Cristiani lo adoperano come commemorazione degli eventi salvifici fondamentali per spostare l'essere dai suoi luoghi normali a quelli di culto, ma anche nel quotidiano per sorreggere le problematiche più spicciole. Anche la magia si avvale del rito, anzi lo esalta al punto che, solo attraverso il rito è possibile pervenire a risultati concreti. Inutile dire che lo stesso rito, se praticato in ambito cristiano è lecito, se praticato in ambito magico è atto di stregoneria nera e, quindi, esecrabile. Freud fece del rito oggetto di uno studio particolare, mentre Jung, partendo dalle intuizioni e dalle immagini presenti nel complesso patrimonio mitologico, tenne in gran conto gli aspetti simbolici e rituali di tutta l'umanità. Secondo Eliphas Levi, i segni ed i riti sono il Verbo operante della volontà magica. Nel gesto rituale, l'impulso si fa atto, si proietta in atto. Il trasferimento di una volontà su una esteriorità è come il trasferimento di corrente da un circuito ad un altro, per induzione elettromagnetica. Il circuito principale è l'agente, l'operatore, mentre il circuito indotto è l'oggetto, l'elemento che subisce. Una sola negligenza, una parola inutile, una incertezza, una disattenzione, un dubbio, colpiscono l'operazione svolta mediante il rito e le forze convocate, non più dirette verso il risultato cercato, possono volgersi contro l'operatore. Ogni rito è destinato ad un effetto, e poiché gli aspetti sono indefiniti, anche i riti sono numerosissimi. Non a caso i popoli cosiddetti "selvaggi" hanno una sterminata varietà di riti."

 

Malattia e Guarigione

 

Nella nostra lingua italiana, la MALATTIA è definita come una anormale condizione dell'organismo, causata da ALTERAZIONI organiche o funzionali, o da VIZI e difetti come si dice ad esempio dell'invidia definibile una gran brutta malattia, o ancora, da grave ed assiduo turbamento come fissare il pensiero su un problema, fino a farsene una malattia. Osserviamo quindi che l'origine che causa la malattia può procedere da diversi punti, certo è che in ogni caso si tratta di una disarmonia, sia essa fisica, emotiva, mentale o spirituale, o più di queste insieme, si verifica cioè uno stato che necessita di un intervento capace di ristabilire l'ordine. Quest'ultimo è denominato GUARIGIONE.

Per comprendere veramente il significato di questa parola, ognuno di noi potrebbe impiegare una vita, comunque facendo un tentativo, possiamo ipotizzare, partendo dal significato espresso nella nostra lingua, che la guarigione consista nel ricondurre ad uno stato normale di efficienza fisica con conseguente recupero della salute, nella liberazione da vizi o difetti nel comportamento e nel modo di pensare, nonché sul piano morale, tanto da determinare la scomparsa della malattia.

Le definizioni di malattia e guarigione fin qui trasmesse, sono tratte dal dizionario della lingua italiana (Devoto-Oli), sicuramente condivisibili dalla maggior parte di noi, dalle quali non discosta la visione della scienza antica se non per un dettaglio che in questa analisi siamo costretti a considerare: il rapporto con il DIVINO, che affronteremo però più avanti.

Per adesso, già considerando il modo in cui i due termini suddetti sono definiti dal mondo moderno, si intuisce che la visione è sicuramente di tendenza olistica, almeno concettualmente, poi che il nostro sistema sia ancora prevalentemente basato sulla divisione in settori medici che impiegano un approccio distinto per ogni aspetto, è un'altra questione.

La cosa interessante è che questa teoria olistica, cioè il considerare l'uomo nel suo insieme e non la malattia espressa dal sintomo, non fa altro che affermare la conoscenza del passato, la saggezza antica, che solo oggi può essere confrontata con la medicina moderna che un tempo non esisteva.

Molto spesso, infatti, ci troviamo di fronte a disturbi che vanno considerati sotto più aspetti e che la loro risoluzione dipende non solo da un farmaco e da una reazione fisica ma anche dal tipo di carattere della persona che ne è affetta, dal contesto in cui vive, dalla sua formazione psichica e affettiva, da un'interazione quindi, delle componenti umane e non, ragione per cui il concetto di guarigione automaticamente abbraccia una gamma di prospettive possibili piuttosto ampia.

 

La Radice Pagana

 

Nella religione pagana, esistevano diverse pratiche di guarigione, alcune consistevano in rimedi erboristici, di formule legate alla chimica occulta, altre avevano a che fare con le energie sottili, come ad esempio il magnetismo, praticato dai maghi caldei, egiziani, ebrei e greci, che è arrivata a noi con assoluta certezza, solo come Magnetoterapia, ma vediamo prima, cosa si intende con il termine pagana.

 

Naturalmente tutto ciò che apparteneva o appartiene alla conoscenza pre-cristiana, sappiamo infatti che l'avvento del Cristianesimo ha segnato un momento evolutivo nella storia di questa umanità, che non è certo da ricercarsi nelle pratiche rituali o nelle preghiere, bensì nella testimonianza di come un'evoluzione individuale possa coinvolgere altri individui, mostrando la potenza e l'efficacia della sintesi tra anima e corpo, ovvero l'unità come espressione di spirito e materia e non il suo contrario.

Di fatto il Cristianesimo ha assorbito con poche modifiche ciò che già esisteva nella cultura dei popoli di allora, imponendosi in molti casi con crudeltà pur di affermare la propria autenticità, facendone un fatto di fede e quindi considerando superstizione e stregoneria tutto ciò che non si conformava ad essa, ciò è più chiaro se consideriamo l'aspetto delle Arti Magiche. Infatti la questione non era la MAGIA nella quale tutti credevano, ma il fatto che i Pagani attribuivano il buon esito delle pratiche magiche agli Dei, mentre i Cristiani, lo consideravano opera del Demonio.

 

La Magia

 

Che cos'è dunque la magia?

Le guarigioni, fanno parte della magia?

Sembra che il primo metodo di Magia Bianca, sia stato inventato da Salomone, dall'antichità infatti ci perviene la principale distinzione fra Magia Bianca, per tutto ciò che riguarda l'aspetto amorevole e impersonale quindi evolutivo dell'umanità, e Magia Nera, per ciò che rivolge i propri benefici a favore della personalità, quindi in modo egoistico, ostacolando l'evoluzione, procedendo contro natura.

Quando Apuleio, filosofo e scrittore, scienziato, guaritore e mago, nel 158 d.C. fu accusato di Magia, non la utilizzò per difendersi, poiché avrebbe dato ragione ai suoi accusatori, bensì da vero Mago Bianco, non dovendo dimostrare i suoi poteri personali, utilizzò l'intelligenza e il potere della conoscenza in armonia con le leggi della natura, in questo caso della natura umana, soprattutto nell'ambito della psicologia.

Nel periodo buio del Medio Evo, gli stessi strumenti magici erano usati sia per il bene che per il male, ossia per ottenere benefici propri, con conseguenze vergognose, sintomo di ignoranza, le cui tracce ritroviamo ancora oggi nell'opera delle cosiddette fattucchiere, a mitigare il divario fra ignoranza e conoscenza esiste un elemento prezioso in quanto patrimonio culturale: La SAGGEZZA POPOLARE, ed è curioso notare come malattia e guarigione siano in rapporto con il livello culturale di un popolo, o ne costituiscano in vari casi un esempio discriminante di civiltà o di ciò che è ritenuta tale. Il livello culturale in questo caso non è inteso come istruzione ma il legame con le proprie tradizioni che non sempre costituisce un aspetto positivo, come nel caso della superstizione e dell'ignoranza citate prima, che casomai ostacolano la guarigione invece di favorirla.

Sinteticamente il concetto di Magia Bianca e Nera e il suo rapporto con la guarigione, può essere ricavato dalla seguente equazione:

La magia sta alla guarigione, come l'armonia sta alle leggi universali.

Del resto, la stessa creazione dell'universo può essere considerato un vero e proprio atto di magia, e perché non un atto di guarigione, visto che la potenza divina si è espressa mettendo ORDINE nel CAOS?

Questo punto di vista che considera le analogie fra macro e microcosmo, potrebbe farci ipotizzare, che la nostra vita insieme a quella di tutto il cosmo, con i suoi MISTERI, sia un continuo processo di guarigione, e che l'uomo nell'esercitare la funzione di canale e di esecutore dei meccanismi naturali di questo processo, non compia altro attraverso i rituali adatti, che lo stesso atto magico come ripetizione di ciò che accade nell'universo stesso.

In ambito di ricerca spirituale si sente dire che la vita terrena con le sue sofferenze, altro non è che un modo di purificare i veicoli inferiori, per fare la materia grossolana più sottile, più adeguata allo spirito.??????

 

Il Maschile e il Femminile

 

La Magia dunque non è altro che la combinazione di particolari elementi in condizioni favorevoli e l'uomo è portato ad usarla perché fa parte del suo bagaglio, mentre la guarigione è il risultato di un armonia ritrovata, l'equilibrio che si instaura fra gli opposti, è quindi sinonimo di complementarità, è la fine della lotta fra bene e male, la fine della distinzione fra spirito e materia, tutti concetti che derivano dal paganesimo con i suoi riti e mantra, con la sua magia quali strumenti per dare ordine al disordine.

Per fare un esempio importante nel campo degli opposti, possiamo accennare a

il MASCHILE e FEMMINILE, due elementi che fanno parte di una ritualità sistematica, i cui campi vibrazionali sono legati alle forme che l'uomo ha cercato di riprodurre quali chiavi per mantenere il contatto con il cosmo, sono i due opposti per eccellenza.

Proprio sulla armonizzazione degli opposti si basano molti dei riti pagani di guarigione, in particolare e molto diffusi quelli di purificazione che nella maggioranza dei casi possono essere considerati l'inizio della guarigione e non la guarigione totale.

La Purificazione con l'Acqua

 

Uno fra i più conosciuti è quello della purificazione con l'acqua.

L'acqua è il simbolo dell'astrale e del femminile, così ogni rito in cui essa è utilizzata non ha soltanto una valenza di purificazione sul piano fisico, in quanto lava, pulisce, ma può essere intesa simbolicamente nella gestualità rituale come elemento che distacca, asporta ciò che è confuso, poco chiaro, svolgendo un'azione femminile, accoglitiva della propria condizione di negatività, così che potrebbe essere adatta a rimuovere tutte le negatività, impurità del corpo emotivo che coinvolgono conseguentemente sia il fisico che il mentale, permettendone il distacco.

Nel corpo fisico esiste un organo le cui funzioni svolgono un azione specifica di purificazione all'interno dell'organismo: i reni, l'organo che separa le acque scure dalle acque chiare. Similmente l'acqua spirituale o meglio la sua Fonte, porterebbe via le impurità delle acque del piano emotivo, di conseguenza apporterebbe l'armonia del fisico e del mentale.

Il rito del Battesimo cristiano è un esempio di innesto di una caratteristica rituale dei popoli antichi conferita nel Cristianesimo, serve per avere un corpo astrale puro, per trasformarlo nel corpo di luce, ed è un esempio di inizio di guarigione, una vera e propria iniziazione per un cammino di purezza sul piano delle emozioni e dei desideri.

 

Le caratteristiche positive o negative relative al corpo emotivo, sono prevalentemente localizzate a livello fisico, nell'addome e nel ventre e sono espresse nel funzionamento buono o cattivo dei relativi organi interni, influenzano anche la sfera mentale, in caso negativo, viziandola con atteggiamenti che a loro volta si ripercuotono sull'apparato scheletrico muscolare. Per fare un esempio sui reni già citati, sembra che un loro cattivo funzionamento sia l'espressione della paura.

Esistono delle negatività appartenenti all'acqua, femminile, astrale per cui è sufficiente la purificazione tramite l'acqua spirituale ovvero la parte più spirituale del femminile cosmico, ed altre disarmonie dell'astrale che risultano propriamente devianti e pericolose, assumono perciò le caratteristiche maggiormente negative dell'astrale quindi definite ingannevoli, tanto da dover essere purificate con l'azione del fuoco, la forza purificatrice maschile.

 

La Purificazione del Fuoco

 

In realtà la parola purificazione deriva dal greco Pyr che significa fuoco ed al contrario dell'acqua, che segna l'inizio della purificazione, essendo la sua azione dolce e lenta, il fuoco svolge un'azione rapida e distruttiva sia sulle acque impure che sulle disarmonie causate dal fuoco impuro, dal maschile impuro.

 

Risulta interessante la classificazione delle malattie come maschili e femminili, imputabili quindi al fuoco o all'acqua.

Quelle maschili, hanno spesso a che fare con il potere e caratteristiche di rigidità, come collera, aggressività, dolori lancinanti, arrossamenti, febbre elevata, secchezza e bruciore. Certi atteggiamenti derivanti dal fuoco impuro come l'insoddisfazione, la rabbia, l'egoismo, hanno la loro manifestazione fisica in patologie come lo stress, l'ulcera, l'infarto e altre.

Quelle di origine femminile, imputabili alle acque impure, hanno invece caratteristiche di eccessivo rilasciamento e abbandono, ad esempio debolezza, dolori non violenti ma persistenti, e in quella malattia a tutti nota come "il male di vivere", ovvero la depressione, quello stato di malinconia oggi così diffuso.

 

Nei riti di purificazione con il fuoco, una delle sostanze più utilizzate era lo zolfo, soprattutto per gli ambienti, per scacciare i demoni, da qui l'usanza di appendere collane di aglio, che contiene molto zolfo, che servivano a scacciare i vampiri, (non più tardi di mezzo secolo fa l'aglio era utilizzato per sconfiggere i vermi intestinali, che possono essere considerati come parassiti e quindi simili ai vampiri).

Un altro rito comune anche ai giorni nostri è la purificazione degli ambienti bruciando resine e erbe aromatiche come gli incensi che diffondono il loro profumo.

 

Esiste poi un rito che è la sintesi dei due tipi di purificazione diffuso su scala mondiale, può infatti essere definito universale, conosciuto dagli Sciiti come dai popoli scandinavi, tra cui è tutt'oggi mantenuto nell'uso della sauna, dalle etnie di ceppo turco, presso i Caucasici e gli Asiatici, dai Nativi Americani con la loro Capanna del sudore, fuoco e acqua insieme in un unico atto di purificazione.

 

Gli operatori e i loro compiti

 

Quale rimedio usare per ristabilire l'armonia in una persona, sta alla sensibilità dell'operatore, di colui che compie il rito, sia egli sciamano o mago, guaritrice o sacerdotessa, in ogni caso possessore di conoscenza che gli permette di operare attraverso i due principi della terapia magica ovvero "il simile cura il simile" e "il contrario cura il contrario", conoscenza che può essere attinta in un percorso di discesa nelle profondità interiori del proprio essere cui fa riferimento la formula alchemica VITRIOL(UM) che rivela la potenzialità nascosta del medicinale in ogni veleno e la propria pietra nascosta per la propria guarigione assoluta, caratterizzata dalla ricerca dettata da una spinta particolare, per quella che si chiama guarigione metafisica. Infatti in campo spirituale guarigione è uguale a conoscenza.

Ed è considerato un vero Mago, colui che opera una tale magia in segreto o colui che rende partecipe il soggetto tanto da indurlo a non ricreare più quel disordine che si cristallizza poi nella malattia. Questo risultato era cercato ed egregiamente ottenuto dalle civiltà antiche, attraverso il controllo delle ENERGIE che non era applicato solo nell'ambito della medicina ma anche della danza e delle Arti Mrziali.

 

Da che cosa vogliamo guarire?

 

Perché oggi c'è l'esigenza di un ritorno alla medicina naturale e alla guarigione esoterica?

Perché questo richiamo forte verso i rituali cosiddetti pagani e dei suoi simboli?

Basta osservare le formule pubblicitarie, commerciali, o i simboli utilizzati per promuovere un'azienda, il simbolismo nella comunicazione, nell'arte, nel cinema, nei cartoni animati! certo questa è la parte superficiale di un gran movimento interiore che si esprime nelle forme esteriori più comuni alla società di oggi, ed è a mio avviso, positivo.

Forse è un naturale ricongiungimento di due aspetti evolutivi, dopo l'acquisizione di esperienze che portano la consapevolezza di non abusare della libertà propria del paganesimo, del suo rapporto diretto con il Divino, la consapevolezza che non è bene sottovalutare l'altra parte di ogni cosa, di accettare l'opposto per poterlo conoscere e diventare uno con i due, nel raggio della propria esperienza.

Forse la malattia è necessaria per conoscere la sofferenza quale altra parte di Dio, l'accettazione di questa parte elimina la divisione e ci unisce a Lui.

Conoscere l'altra parte è un aspetto dell'evoluzione, qualsiasi sia l'oggetto in questione, perché ci permette di uscire dall'ignoranza.

Forse non c'è mai stato un vero distacco dalla scienza antica, ma un volgere l'attenzione verso altre cose complementari ad essa, quindi non si potrebbe nemmeno parlare di un ritorno ma semplicemente accorgersi che quel rapporto con la Grande Madre, è sempre stato "lì", sotto i nostri piedi, sono le nostre radici, come possiamo dimenticarci?!!

Oggi possiamo unire la Magia Rituale alla Consapevolezza della Conoscenza.

 

 

 

 

La guarigione Assoluta

 

Quando possiamo parlare di guarigione totale?

Presso gli antichi Greci, esisteva un particolare rito di purificazione dedicato ad una guarigione profonda, per la quale occorreva sottoporsi ad un'opera di CATARSI, un medicinale tanto potente da stravolgere in modo quasi completo i comodi modi di essere, di pensare e di agire, quanto straziante, doloroso e letale per l'io da essere considerato un mortale veleno. Certo quel tipo di guarigione, porterebbe ad una considerazione del corpo fisico del tutto diversa, a scoprirne il MANTRA SEGRETO, ovvero il suo significato profondo ed unico per ogni uomo, questo è il grande potere della guarigione assoluta ma significa anche che ad ogni tappa intermedia, esiste un vero pericolo di perdita di potere e di smarrimento.

Ciò nonostante l'uomo ha in se' qualcosa che lo spinge verso la conoscenza di se stesso come parte del tutto, cerca l'unione con il cosmo di cui sente consciamente o no di far parte, cerca l'armonia con le leggi cosmiche, cerca la guarigione dai malesseri che lo affliggono nel corpo (fisico, emotivo, mentale), cerca di uscire dalle tenebre in cui si trova come essere umano ma non si compirà la vera e totale guarigione fintanto che non avrà superato e quindi anche conosciuto, la Luce.

Per questo fine è innanzittutto necessario non identificarsi con il proprio corpo, seguendo tecniche che devono essere ripetute con costanza e metodicità rituale, indicate con maestria nelle pratiche induiste o buddiste, le Paramita ad esempio, sono a mio avviso una sicura via di guarigione, come il metodo di liberazione dalle illusioni delle percezioni dei 5 sensi, metodi che continuano ad esistere e ad essere quindi tramandati dai testi sacri orientali come i Veda o le Upanishad, esistenti prima del cristianesimo e che non sono stati modificati dal suo avvento, perciò considerati ancora pagani, come del resto la Teosofia, quale Saggezza Antica, senza tempo, fonti antichissime, ma attuali per l'uomo che le scopre adesso in un processo di risveglio.

 

 

 

Quando si è raggiunta la causa, solo allora possiamo parlare di guarigione.

 

 

 

 

Cinzia Pollastrini