PRIMA
CONSAPEVOLEZZA
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Riparata dalle fronde ondeggiate dal
vento,
intravedo immenso verde scintillante.
Respinto,
l’amore che ho dato ora a me ritorna
attraverso la tua calda onda di calore
ristoratrice.
L’umana grandezza sta veramente nel dare
senza pretendere nulla in cambio.
Inetti forse non sono tutti coloro che
pretendono?
Attraverso di te ieri ho capito cosa
veramente si l’amor panico.
Ieri tu e la dolce Natura mi avete fatto
sentire l’immenso amore
che io prima identificavo
col solo uomo attraverso i cui occhi
vedevo infinito
l’azzurro rasserenante di un amore.
Agghiacciata ora rivolgo gli occhi agli
uomini:
non voglio capire il male, sarebbe tempo
perso…
Lascio dietro le spalle gli inetti
compatendoli ma non dispiacendomi per loro:
si sono perduti perché volevano farlo.
Impotente per loro,
ma immanentemente potente in me stessa,
fieramente ti guardo e ritrovo la pace
primordiale
che dava un tempo agli uomini l’amore
loro per se stessi e per il tutto
e l’amore del tutto per se stesso e per
loro.
Transfondendomi l’intuizione dell’eterno
amore,
legge e regola dell’universo nel mio
mondo, entro in un altro,
ad esso sotteso, che tutto vede, tutto
comprende e tutto lascia che sia
aspettando il ritorno dell’antico amico.
Ieri le carezze del vento e la protezione
delle tue foglie e dei tuoi rami
mi hanno fatto capire che l’amore c’è,
bisogna solo vederlo.
(Maggio
1999).