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Scienza e Spiritualità di Peter Russell |
Ogni tanto qualcuno mi chiede perché un fisico s'interessa di cose spirituali. Quello che m'interessa è la Verità: la Verità del mondo, dell'universo, del cosmo.
La scienza ha studiato lo spazio profondo, la relatività del tempo e la struttura atomica. E' quasi arrivata ai limiti della conoscenza in ciascuna materia e, sicura di sé, ha trovato che non c'è posto per Dio, ne c'è necessità di un Dio.
L'universo meccanico sembra funzionare perfettamente bene senza l'intervento di un "vecchio nel cielo" per controllarlo. Ma mi colpisce il fatto che nessuna religione suggerì mai che Dio era "un vecchio nel cielo" che tiene tutto sotto controllo.
Se Dio esiste è proprio nella coscienza umana che bisogna cercarLo, nel reame di quello che chiamo la mente profonda. Ma la scienza non ha ancora iniziato a studiare seriamente la mente. La psicologia comincia solo ora ad interessarsi alla mente, ma siamo nella stessa situazione della fisica di cento anni fa, quando si cominciò a pensare alla natura dell'atomo.
La spiritualità, d'altro canto, ha un punto di vista opposto. In qualsiasi religione la coscienza viene al primo posto. Molte delle domande nel campo spirituale riguardano l'origine dell'universo fisico creato dallo spirito, la coscienza, o come vogliamo chiamarlo.
Dio come crea la materia? La scienza si chiede: "Come può la materia creare la coscienza?" E la spiritualità si chiede: "Come può la coscienza creare la materia?"
Sono due approcci completamente diversi, ma penso che entrambi stiano ponendo le stesse domande fondamentali.
Il vero problema per la scienza attuale è la coscienza. Nulla nel modello scientifico contemporaneo sostiene che i sistemi viventi siano consapevoli. E la scienza attuale non ha nessuna spiegazione per come nasca la coscienza nell'universo. Ma l'unica cosa di cui siamo veramente certi è che la coscienza c'è. Osservando la propria vita è l'unica cosa che ognuno di noi non può negare. Noi siamo esseri senzienti.
Per coscienza, non intendo dire una particolare forma di coscienza, ma solo il fatto che possediamo la consapevolezza. Non siamo dei robot biologici; almeno presumo che sia così. Questa è una supposizione che tutti noi facciamo. So di vivere delle esperienze soggettive interiori e ho ogni ragione di dire che anche voi le vivete.
Allora una cosa è assolutamente certa: la coscienza esiste!
Quest'anomalia ci ha portato a quello che alcuni studiosi oggi chiamano la domanda difficile: "Come fa la materia, così priva di consapevolezza, a dare origine a qualcosa di tanto immateriale come la coscienza?"
Nella prima metà di questo secolo (questo scritto risale al 1996, N.d.R.), il discorso della coscienza fu sempre accantonato, ma in queste ultime decadi varie cose hanno costretto gli scienziati a prendere la coscienza in seria considerazione.
Penso che ora siamo nella seconda fase del cambiamento. La prima fase è quando s'ignorano le anomalie. Ed è proprio quello che abbiamo fatto; abbiamo ignorato la coscienza. Ora siamo nella seconda fase, nella quale tentiamo di spiegarla usando i vecchi termini. Di conseguenza, gli scienziati d'ogni disciplina, si sono uniti per discutere le varie opinioni nel tentativo di spiegare la coscienza.
Alcuni pensano che abbia qualcosa a che fare con i fenomeni quantistici; altri guardano alla teoria dell'informazione, alla teoria informatica, alla teoria del caos o della complessità delle reti di neuroni.
Il nuovo modello
Questi concetti hanno una cosa in comune: non hanno fatto molta strada. La scienza non fa molti progressi nel suo tentativo di capire o di spiegare la coscienza. Secondo me il motivo di ciò è che siamo ancora incagliati in un modello che prima o poi dovrà sparire: il concetto che la realtà materiale che vediamo è la realtà fondamentale.
Penso che il nuovo modello per il futuro non sia ancora arrivato. Ma penso che ci stiamo dirigendo verso un punto di vista molto diverso, che indica che lo spazio, il tempo, la materia e l'energia non sono la realtà fondamentale, la coscienza è la realtà fondamentale dalla quale emergono lo spazio, il tempo, la materia e l'energia.
E' interessante osservare che questo concetto si ritrova in quasi tutte le tradizioni spirituali.
Il mio particolare interesse va alla filosofia Veda dove troviamo l'idea che l'essenza dell'universo è la coscienza. A livello subatomico sappiamo che la materia solida non esiste. L'impressione della compattezza della materia è un illusione. Troviamo la stessa cosa nella filosofia orientale che parla di Maya.
Maya è spesso tradotta come illusione; ma sarebbe meglio tradurla come inganno. Significa letteralmente "le cose non sono come appaiono": la nostra immagine delle cose non corrisponde alla realtà.
Se guardiamo alle tradizioni orientali troviamo che ciò che chiamiamo coscienza è anche ciò che chiamiamo Dio. Nell'occidente questo concetto è stato perso. Infatti, nel periodo medievale chi diceva d'essere Dio fu bruciato sul rogo (vedi Giordano Bruno, N.d.R.). Dire d'essere Dio fu considerato eresia.
Ma il riconoscimento che l'Io, l'essenza più profonda di coscienza, possa essere associato a Dio è un tema ricorrente in quasi ogni tradizione spirituale, particolarmente negli aspetti più mistici.
Quando cominceremo a prendere questo concetto seriamente, e lo collegheremo a ciò che sappiamo della scienza, la religione comincerà ad assumere un aspetto diverso, non più in conflitto con la scienza.
L'universo secondo la luce
Il campo che mi affascina particolarmente è quello della luce. Nelle tradizioni spirituali troviamo spesso l'idea che Dio è Luce. Anche nella fisica, in un certo senso, alla fin fine tutto viene considerato in termini di luce. Le interazioni a livello subatomico sono uno scambio di fotoni; cioè uno scambio di particelle di luce.
La luce è fondamentale sia nelle tradizioni spirituali che nella fisica.
Cosa accade quando guardiamo l'universo dal punto di vista della luce? Einstein dimostrò che la velocità della luce sembra essere una costante universale. Per quanto velocemente viaggiamo, la velocità della luce rispetto a noi è sempre esattamente la stessa, vale a dire 300.000 km. al secondo.
Anche se viaggiamo a 300.000 km al secondo, la luce ci sorpassa sempre a 300.000 km al secondo. Einstein dimostrò anche che più velocemente viaggiamo, più lento è il tempo e più la distanza diminuisce.
Se mai dovessimo viaggiare alla velocità della luce, il tempo si fermerebbe e la distanza si contrarrebbe a zero. Perciò, dal punto di vista della luce, la luce vive in un universo privo di tempo, di distanza e di materia.
Quando studiamo l'universo con la nostra percezione della materia, noi creiamo lo spazio ed il tempo in un certo rapporto: creiamo 300.000 km di spazio per ogni secondo di tempo.
E' una legge di manifestazione cosciente interpretata da noi come velocità della luce. Ma in effetti non si tratta di velocità, è il rapporto della creazione dello spazio e del tempo nell'universo.
La luce vede l'universo in modo simile al mistico. Chi pratica la meditazione descrive le fasi di profonda meditazione come prive della percezione spazio temporale. Per lo più, si prova l'unità e, in stati molto elevati di coscienza, non si prova a essere l'universo ma che l'intero universo è noi.
Tutto questo ci porta verso una nuova interpretazione della realtà, non ancora raggiunta. Penso che per il momento la vediamo solo parzialmente. Quello che m'interessa è come i frammenti cominciano a combinarsi. Non si tratta di un interesse puramente accademico. Penso che questo cambiamento sia necessario perché il vecchio modello materialistico sta rovinando il nostro mondo. Penso che sia questo livello di coscienza a distruggere il nostro ambiente, il nostro habitat e anche la qualità della nostra vita.
Considero molto importante che ognuno di noi cominci a fare questo cambiamento in se stesso; tutti gli insegnamenti spirituali lo hanno sempre sostenuto.
La vera sfida è vivere la propria vita spirituale e arrivare infine ad essere consapevoli che la coscienza è fondamentale e che tutto il resto è una creazione della coscienza.
Peter Russell ha scritto sette libri, tra cui: "Il direttore creativo, Il cervello globale, Il buco bianco nel tempo", ed ha prodotto su questi temi delle videocassette che sono state premiate. E' plurilaureato: in fisica, psicologia ed informatica presso l'Università di Cambridge in Inghilterra. In India ha studiato meditazione e filosofia orientale, e dopo il suo rientro in Inghilterra, ha lavorato per tre anni presso l'Università di Bristol dove ha condotto alcune ricerche sulla psicologia della meditazione. Da allora si è dedicato principalmente allo studio e allo sviluppo della coscienza umana, integrando quanto l'oriente e l'occidente comprendono della mente e studiando la loro influenza sulla nostra futura evoluzione. Ha lavorato in varie società internazionali come consulente sulla creatività, lo sviluppo personale ed i problemi ambientali.
Peter Russell ha parlato al Forum della Buona Volontà a Londra in dicembre del 1996 sul tema: "Scienza e Spiritualità".
E' possibile contattarlo presso: 1 Erskine Road, Londra NW33AJ
e si possono trovare la sue idee sul suo sito web: "The Spirit of Now", http://www.peterussell.com