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Ordine dei Cavalieri
Eletti Cohens dell’Universo. |
Nel XVIII secolo rimaneva ben poco dell’idea
illuminista rosa croce che contraddistinse
ed esaltò la società culturale del secolo precedente, ormai in Francia
si generavano sbiadite copie cartesiane tendenti ad estremizzate tutte le tesi
positiviste in modo da eliminare completamente Dio e l’antica metafisica. Le
poche Fratellanze superstiti dell’Alta Scienza mistica vedevano in pericolo la divinità ridotta ad
un "ente supremo" in senso deista e sopratutto spogliata di molti
degli attributi assegnati da secoli di teologia e filosofia, quindi cercavano
di costituire nuove correnti d’ispirazione cristiana che fondessero le dottrine
mistiche con le cabale esoteriche e gli antichi rituali e simboli degli antichi
culti misteriosofi .
Nel 1743 fu creato a Lione un Ordine mistico di Cavalleria
detto Rito Templare, in opposizione alla Stretta Osservanza fondata dal barone
Von Hund, nelle cui file con il grado di
Scudiere nonché con l’attribuzione di Grande Ispettore Generale si trovava
Jacques de Livron Joachim de
Straordinario personaggio, più
notevole di altri ermetisti famosi del suo tempo come Cagliostro, Swedenborg o
Pernety e per certi versi anche dei successivi come Eliphas Levi o Fabre
d’Olivet, tuttavia è assai sconosciuto nel marasma pseudo esoterico di questi ultimi anni
malgrado la sua figura sia avvolta nel mistero e i suoi dettagli biografici
sono approssimativi come ben si addice ad un Rosa Croce. Il luogo e data di
nascita sono imprecisati, forse nacque a Grenoble in un periodo compreso tra il
1715 e 1730 e la sua morte è ancor più strana in quel di Santo Domingo il 20
settembre del 1774, comunque della sua tomba non è mai stata scoperta traccia e
soprattutto non si ha notizia di un
ritratto che riproduca il suo aspetto fisico.
Sicuramente era in possesso di
una patente massonica regolare, riconosciuta dal Grande Oriente di Francia,
ereditata dal padre Messire e concessa direttamente a quest’ultimo da Charles
Edward Stuart e per mezzo al Cavaliere
Ramsay. Paqually iniziò la sua attività
intorno al 1755, quando gli fu ordinato di viaggiare per
Il suo “Trattato della reintegrazione degli Esseri nella
loro primitiva virtù e potestà” chiede agli “Uomini di Desiderio” di ritornare
alla purezza originale grazie al culto Tradizionale primitivo con la ricostituzione
della condizione di Uomo-Dio riflesso del Padre come prima della caduta,
propone un cammino di reintegrazione attraverso una durissima ascesi dove
l’uomo apprende il modo in cui dominare
gli spiriti negativi e diventare il signore di se stesso fino al conseguimento
del sacerdozio Cohen che permette di
poter comunicare con le gerarchie celesti.
L’Opera presenta un completo sistema iniziatico in cui
l’adepto comprende la storia primordiale dell’Uomo e conseguentemente la
destinazione dello stesso e i mezzi per poterla raggiungere in quanto Egli è
l’enigma e chiave: “una forza occulta che, a causa della caduta di Adamo si è
addormentata, è latente nell’Uomo. Essa può essere risvegliata” (R+C J.B.Van
Helmont).
Il risveglio procede da un aspro combattimento interiore in
cui l’anima trionfante avanza verso la parte spirituale ovvero divina, oltre a
ciò il percorso è costellato di tecniche ed operazioni teurgiche e rituali
cabalistici evocatori che permettono un
contatto con le forze sempre più sottili, queste si manifestano in luce o suono
e rendono testimonianza del grado di riconciliazione raggiunto sulla strada
della perfezione. E’ bene rammentare che tali pratiche presentano un grado
elevato di complessità tanto che l’emulo del Maestro segue un iter d’istruzione
cerimoniale molto lungo in quanto se tutto non si dovesse svolgere con le
dovute precauzioni rituali, si potrebbero provocare reazioni negative che
agiscono direttamente contro l’operatore.
Willermoz era già un massone conosciuto, fondatore a soli
ventitre anni della Loggia Perfetta Amicizia a Lione, quando nel 1764 entrò in
contatto con il suo futuro Iniziatore.
Jean Baptiste fu un convinto martinezista tanto che nel 1774, anno della morte del suo
Maestro, fece entrare
L’altro discepolo, Louis Claude de Saint-Martin, era un
ufficiale dell’esercito quando conobbe
il capitano Grainville, già appartenente
al Tempio dei Cohen, promotore del suo incontro
con Martines, da lì a poco nel 1768
divenne segretario del suo Maestro e fu iniziato ai misteri.
Nel 1772 divenne Reau Croix e contribuì con la sua opera a
combattere i germi rivoluzionari dell’ateismo filosofico e materialismo, ma
soprattutto iniziò a lastricare quella strada che portò all’iniziazione
individuale diretta da maestro ad allievo come era nella Tradizione antica ed
in quella cavalleresca “da bocca ad orecchio”,
nasce un esaltante connubio tra le dottrine di Pasqually e la filosofia mistica
del Rosa Croce Jacob Boheme, appresa durante i suoi viaggi in Inghilterra e
Germania.
Nel 1790, dopo essersi messo in sonno da tutte le
associazioni massoniche, si creò intorno a lui un cenacolo conosciuto con il
nome “Intimi di Saint Martin” dove venivano ripresi i principi tradizionali che
tutta la massoneria stava perdendo e
sopratutto continuava la propria opera missionaria, come detto,
dell’Iniziazione diretta grazie al potere conferitogli da confraternite poco
note come l’Ordine dei Filosofi Incogniti detto sistema della “Stella
Fiammeggiante” dell’importante Barone Tschudy iniziato diretto del Principe Don
Raimondo di Sangro di San Severo o quello ancor più misterioso detto della
“Società dei Filosofi Ignoti” alla quale sembrano essere appartenuti molti
famosi Rosa Croce come lo stesso Bohme,ma anche Khunrath e Gitchel.
Louis Claude de Saint Martin è stato uno dei più grandi
personaggi dell’esoterismo occidentale, nemico della mania del meraviglioso
d’ordine inferiore e di tutti i professionisti dell’occulto, sostenitore del
combattimento interiore per cercare di liberare, dalle spirali della materia in
cui è prigioniera, la scintilla divina che è in noi e reintegrarsi allo stato primordiale grazie
all’aiuto divino che lo protegge dalle sollecitazioni più pericolose che
ostacolano la metamorfosi spirituale. Ci piace in ogni modo rammentare ad alcuni e
far presente ad altri, pur essendo vero che Saint Martin chiedeva al suo
Maestro: “ma come, è necessario tutto ciò per conoscere Dio?”, tuttavia permase
in lui il concetto indispensabile di ascesa e reintegrazione fondamento dei Cavalieri
Eletti Cohens dell’Universo. Del resto il termine Martinista fu coniato senza
il consenso del grande Iniziato, già passato all’Oriente Eterno, e in ogni caso
era solo un modo per identificare i membri della catena iniziatica legata al
Filosofo Incognito di Amboise, in verità il primo Ordine Martinista fu quello
di Gerard Encausse detto Papus nel 1882.
Vogliamo chiudere questo ricordo dell’ Ordine Cavalleresco
Sacerdotale con un brano tratto dalla loro dottrina:
“ancorché ne sia, l’uomo è sempre l’opera di Dio, Dio padre
degli uomini; non può essere nella misericordia di Dio d’aver lasciato la sua
opera sola e abbandonata in questo vasto universo, senza appoggio, senza guida,
senza consiglio. No senza dubbio. Egli gli diede una legge, un precetto ed un
comandamento. La legge è: “Un solo Dio tu adorerai” è l’appoggio; il precetto
è: “tu amerai il tuo prossimo come te stesso” è la guida; il comandamento è:
“Non pronuncerai il mio nome invano” è il consiglio.
Marco
Lucchesi