Il Maestro Mo-Tzu
“Non amate solo chi vi ama.”
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Cattolici o non
cattolici, tutti conosciamo le parole del Cristo che insegnava agli uomini
l'amore per il prossimo. Il brano, tratto dal Vangelo di Luca ( Lc, 6, 27-38)
recita così:
"Amate
i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono,
pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi
anche l'altra; a chi ti leva il matello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque
ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini
facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che
merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a
coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo
stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete?
Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e
il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perchè egli è
benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è
misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non
condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi
sarà dato".
Circa 300 anni
prima, nell'antica Cina, durante il periodo in cui in Occidente si conosceva la
filosofia di Socrate, venne un uomo che dopo esperienze di ogni genere,
insegnava ai suoi contemporanei la filosofia dell' "Amore
universale". Erano gli anni che la storia chiama "degli Stati
combattenti" e quest'uomo, il cui nome era Mo-Tzu, dopo essere stato
Ministro della Guerra, stratega militare, inventore di macchine di difesa,
comprese che la guerra era il peggiore di tutti i mali. Perchè non decimava solo
il vinto, ma anche il vincitore.
Perciò un
giorno Mo-Tzu abbandonò tutte le sue prestigiose cariche, ed elaborò una
filosofia, detta dell'Amore universale, nella quale pur tenendo presente il
periodo, il contesto storico e le differenze tra
E "il
Cristo della Cina" è stato definito Mo-Tzu da alcuni gesuiti che ne hanno
appreso e studiato la sua filosofia. Ecco una parte di un capitolo sull'Amore
universale, tratta dal "Libro del sublime Mo-Tzu", pubblicato anni fa
dalla mia casa editrice, unica edizione in italiano. La dottrina
dell'amore universale, è il più noto e famoso contributo dato da Mo-tzu al
pensiero della Cina. Egli è stato l'unico, tra i filosofi del suo
tempo a predicare che gli uomini debbono amarsi l'un l'altro. Devono amare i
membri delle altre famiglie, come amano i membri della propria, devono amare
gli altri Stati, come amano il proprio, in quanto tutti gli uomini sono
uguali sotto il Cielo.
Riesce
difficile a noi moderni ed occidentali comprendere l'altezza ed il
coraggio di questo ideale, proclamato da Mo-tzu, quasi 2500 anni fa, ed in un
periodo della storia cinese caratterizzato da odio e lotte perenni tra grandi
famiglie e Stati diversi. Per Mo-Tzu la distinzione tra il tu e l'io, tra il
tuo e il mio è la causa di tutte le piaghe della società cinese della sua
epoca. L'amore per i propri famigliari e per il proprio Stato, a scapito degli
altri, l'amore discriminante o parziale è il principio di ogni male.
Da dove sono
nate, si chiede Mo-Tzu, tutte le cause che danneggiano il mondo? Sono nate
dall'amore per gli altri, e dal desiderio di avvantaggiarli? No di certo,
risponde Mo-Tzu. Esse sono nate dall'odio e dalle violenze perpetuate contro di
loro. Se volessimo classificare coloro che nel mondo praticano la violenza,
come dovremmo definirli? Dovremmo dire che praticano l'amore indifferenziato
(universale) oppure un amore discriminante. E più avanti il Maestro Mo-Tzu
prosegue dicendo che se la discriminazione dell'amore è così profondamente
negativa, deve esistere qualcosa con cui sostituirla. E questo qualcosa è
l'amore universale, indifferenziato, per tutti i membri del genere umano.
"Ed è compito dell'uomo saggio - dice il Maestro Mo-Tzu nel sedicesimo
capitolo del suo libro - quello di incrementare i benefici ed eliminare i
malanni del mondo.
Quali sono i
malanni del mondo al giorno d'oggi? Che i grandi Stati aggrediscono i piccoli,
le grandi casate spodestano le piccole, i forti opprimono i deboli, i furbi
imbrogliano gli ingenui, i nobili guardano gli umili dall'alto in basso: questi
sono i malanni del mondo". La funzione del saggio è quella di farsi carico
dei problemi del suo tempo, esaminarli, capirli e poi offrire una soluzione: in
questo caso l'amore universale al posto di quello settario o parziale o
discriminante.
Non si tratta
di una pura dottrina morale, rileva M.Granet. Piuttosto di una dottrina
dell'ordine sociale. "Chi ama il prossimo, ne sarà a sua volta amato; chi
farà trarre profitto al prossimo, trarrà profitto a sua volta. Al principe che
sa amare soltanto il suo territorio, e non ha alcun amore e rispetto per il
territorio altrui, niente potrà impedire di usare la sua forza per
aggredirlo...... Niente tratterrà un capofamiglia che ama solo se stesso,
dall'impadronirsi di ciò che non è suo". Da ciò, secondo il Maestro
Mo-Tzu, derivano tutti i brigantaggi, le usurpazioni, i furti, e, peggiore di
tutti i mali, la guerra.
"Se
invece tutti gli uomini si amassero l'un l'altro, i deboli non sarebbero più
preda dei forti e dei violenti, i ricchi non vesserebbero i poveri, i furbi non
ingannerebbero i semplici..." L'uomo di cuore, che ama il proprio
prossimo, agendo per il bene, procurerebbe benefici e prosperità al mondo. Fung-Yu-Lan ritiene
che Mo-Tzu abbia maturato questa teoria all'interno del gruppo da cui
proveniva, quella cavalleria del tempo, che si prefiggeva di combattere
l'oppressione dei potenti e di aiutare il popolo in difficoltà. Estendendo
questo spirito di aiuto reciproco, dall'interno del suo gruppo a tutto il
genere umano, Mo-Tzu faceva compiere un enorme balzo in avanti al pensiero del
suo tempo, verso quegli ideali di fratellanza e di carità, che qualche secolo
dopo, sarebbero stati alla base del Cristianesimo.
L'altruismo
confuciano, che consisteva nel fare del bene ma solo per essere
contraccambiati, viene superato ed oscurato dall'amore universale che tutto
redime e che, se ben praticato, trasformerà il mondo. La grande intuizione del
Maestro Mo-Tzu, rinnova l'ormai freddo e arido ritualismo confuciano, non più
bastevole ai bisogni del tempo. L'ordine nuovo non può più basarsi solo sulla
tradizionale autorità degli antichi saggi, ma sulla ragione e - fatto questo
rivoluzionario - sulla fede del Cielo, la fede in Dio. Per quanto la
predicazione di Mo-Tzu sembri spesso poco raffinata, troppo concreta ed
utilitaristica, essa acquista con questa teoria un'impronta assai potente che a
buon diritto ha posto Mo-Tzu al livello dei due grandi filosofi del suo tempo,
Confucio e Lao-Tze.
L'iniziale
successo delle sue idee, nuove, coraggiose, rivoluzionarie, indicano il suo
ardimento e la sua originalità anche se poi hanno dovuto soccombere al duro
ordine imperiale che come la rivoluzione culturale maoista dei nostri tempi,
distrusse e cancellò tutto ciò che ad essa era contrario. Animato dall'amore
per il suo prossimo, il suo popolo, Mo-Tzu non ha esitato a combattere contro i
nemici del tempo, lo spirito di anarchia e lo spirito di clan, che erano alla
base delle lotte fratricide che insanguinarono il periodo in cui visse. Il suo
ideale fu combattutto, messo in ridicolo e dichiarato utopistico già nel
periodo in cui visse il Maestro, perchè era qualcosa di troppo nuovo e nobile,
perchè potesse essere accettato da tutti, ed in particolare dalle classi
dominanti e dai suoi critici, come i Confuciani. La straordinaria intuizione di
Mo-Tzu, esaminata ai nostri giorni, acquista uno straordinario valore di
profondità e di anticipazione dei tempi.
Scrive il
Maestro Mo-Tzu: "Chi ama gli altri, dagli altri è riamato;
chi offende gli altri, dagli altri è rioffeso. Che difficoltà c'è in tutto
questo?... Se sotto il Cielo tutti si amassero l'un l'altro ed amassero gli
altri come amano se stessi, vi sarebbe qualcuno al mondo non affettuoso e non
rispettoso degli altri?". Sembrano parole note. Cristo dice nel
Vangelo: "Io vi dico di non amare solo coloro che non vi amano". Con
tutto il rispetto per le due figure, i cui ruoli sulla Terra sono stati
enormemente diversi, è indubbio che nel cuore di Mo-Tzu, pur in una terra così
lontana ed in un tempo tanto più antico, era sorto quel sentimento d'amore,
allora sconosciuto, che in seguito con la forza e la grandezza del Nazareno ha
conquistato il mondo.
Gian Marco
Bragadin
Gian Marco Bragadin, scrittore, editore,
esperto di comunicazione ed autore TV.
La sua ricerca
del Divino gli ha permesso di compiere esperienze e viaggi straordinari, e lo porta
a diffondere i messaggi di Maestri di Saggezza.
Il suo portale
è www.marediluce.com.
Per contatti: www.melchisedek.it; info@melchisedek.it