Maria
Maddalena e
il
Femmineo Sacro.
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La maggioranza di coloro che
si accingono a leggere questo articolo hanno sicuramente già visto il film “Il
Codice da Vinci” o ne hanno appreso il contenuto attraverso il romanzo.
Nell’opera di Dan Brown è
messa spesso in risalto la figura di Maria Maddalena definendola “compagna di Gesù” e madre della sua
discendenza.
Nel romanzo, la ricerca del Santo
Graal termina proprio al cospetto della tomba della Maddalena, come a voler
significare che il “Segreto del Femmineo Sacro” rappresenti la soluzione della “cerca” che si protrae da millenni.
Ma, pur riconoscendo
l’importanza e la validità dell’opera, relativamente alla divulgazione di
concetti occultati nel corso dei secoli a causa dell’ambito ed agognato “potere temporale”, bisogna altresì riconoscere che queste
conoscenze furono ampiamente esposte già nel 1982 attraverso il libro di
R.Leigh, M.Baigent e H.Lincoln dal titolo “Il Santo Graal”.
La differenza significativa e,
oserei dire, fondamentale tra le due opere, risiede nell’esposizione dei
concetti riguardo ai lettori verso i quali erano indirizzate.
Per la “massa” il romanzo di Dan Brown e per i ricercatori ed esoteristi Il Santo Graal.
Ma, si badi bene, questo mio
rilievo non vuole assolutamente essere discriminante poiché riconosco nelle due
opere un’uguale importanza nei relativi ambiti nei quali hanno prodotto pari
risonanza.
Nel “Santo Graal” è messa in rilievo l’importanza della figura
della Maddalena alla quale fu dedicata la chiesa di Rennes-le-Chateau e la
famosa Torre Magdala consacrata dall’abate Souniere.
Ma perché tutto questo?
Forse perché quella donna,
elusiva nei Vangeli ufficiali, era in realtà la moglie di Gesù?
Forse perché dalla loro
unione erano nati dei figli?
Ed infine, forse perché
Souniere aveva scoperto questo segreto e voleva onorare questa figura
bistrattata dalla chiesa verso la quale dedicava il suo servizio?
Per cercare di rispondere a
queste domande o almeno di avvicinarci alla verità, dobbiamo rivolgere la
nostra attenzione verso quelli che sono considerati i Vangeli apocrifi o più
giustamente detti Gnostici (da Gnosi = conoscenza perfetta del Divino).
A tal proposito, è importante
rilevare che la figura di Maria Maddalena fu ampiamente descritta nei Vangeli
di Filippo ed in quello di Maria.
Nel Vangelo di Filippo ai
capi 63- 33 e 64 -2 , possiamo leggere:
“La compagna del Figlio è
Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e spesso la
baciava sulla bocca. Gli altri discepoli vedendolo con Maria gli domandarono:
perché l’ami più di noi tutti?”
In effetti, in questo Vangelo
Gnostico,
Inoltre, nel Pistis Sophia,
scritto gnostico del III e IV secolo pubblicato nel 1851, notiamo come Gesù
lodava spesso
Lei intercede persino per gli
apostoli, specie quando non riescono a comprendere le parole del Maestro e ad
esporre le loro domande.
Alla luce di quanto detto,
possiamo riconoscere che la figura della donna, quindi della manifestazione
nella forma dell’Energia Femminile, è vista in netta contrapposizione tra la
chiesa ufficiale e le comunità gnostiche.
In effetti, è indicativo il
fatto che sia sempre Pietro ( nel vangelo di Tomaso, nel vangelo di Maria e nel
Pistis Sophia) ad assumere un atteggiamento ostile nei confronti delle donne in
genere e di Maria Maddalena in particolare, cosa che, immancabilmente, Gesù
rimproverava.
Nel già citato Pistis Sophia,
leggiamo che Maria Maddalena “ha la mente sempre pronta” ma teme le minacce di
Pietro, il quale ha in odio il genere femminile.
Nel Vangelo Gnostico di
Maria, troviamo un altro riferimento che avvalora questa teoria.
Leggiamo che Andrea non
credeva affatto alle parole della Maddalena, infatti, dopo l’esposizione riguardante
l’Anima da parte della donna, egli disse agli altri discepoli:
“Dite che cosa pensate di
quanto ella ha detto. Io almeno non credo che il Salvatore abbia detto ciò.”
Ed in seguito intervenne
Pietro dicendo:
“Egli ha forse parlato realmente
in segreto e non apertamente ad una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci
dobbiamo ricredere tutti ed ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?”
Maria allora pianse e disse a
Pietro:
“Pietro, fratello mio, che
cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io
menta riguardo al Salvatore? “
Levi (Matteo) replicò a
Pietro dicendo:
“Tu sei sempre irruente
Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari. Se
il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il
Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi. Dobbiamo pertanto
vergognarci, vestirci dell’Uomo Perfetto, fermarci come Egli ci ha ordinato e
annunziare il vangelo senza emanare nè un ulteriore comandamento, né un
ulteriore legge, all’infuori di quanto ci disse il Salvatore.” (Vangelo di
Maria, capi 10-18 e 10-19)
Molte civiltà attribuiscono
al 3 (simbolo dello Spirito) un carattere maschile e al 4 (simbolo della
Materia) un carattere femminile, e nel settenario vedono la sintesi dei due.
Personalmente credo che
quando Matteo(Levi) dice: “Se il
Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il
Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi”
si riferisce a Maria Maddalena
che, in questo caso, simboleggia l’energia femminile.
Il Salvatore l’ha resa degna
di integrarla in Sé stesso e Pietro la respinge perché non ha ancora
equilibrato l’energia femminile nel suo interiore.
E poi aggiunge:” vestirci dell’Uomo Perfetto” …
Quest’ultima frase possiamo
metterla in relazione a quanto affermavano gli alchimisti riguardo l’Androgino,
l’Essere realizzato nel quale i contrasti svaniscono.
Egli rappresenta la perfetta
combinazione tra il Sole e
In altre parole, la
singolarità e l’unità, segno di una perfetta realizzazione del Sé.
L’Alchimista intravedeva
nell’Androgino la perfezione Divina che, toccando il Sé Superiore, sperimentava
l’Amore incondizionato.
Ciò che si era compiuto nel
Messia in comunione con
Giuseppe Bufalo