LA

MEDITAZIONE

 

 

 

Premetto che tutto ciò che scriverò è frutto di mie personali riflessioni e che potranno essere o meno condivise da chi avrà la pazienza di leggerle.

Ma andiamo ad incominciare…

Cos’è la meditazione e soprattutto cosa vuol dire e come si fa a meditare?

Queste sono le domande a cui vorrei dare una risposta, ,per quanto mi sarà possibile in uno spazio non molto ampio.

Dunque,cominciamo:

Che cosa è la meditazione?

 Meditare  non è altro che cercare di mettersi in contatto con Dio ,con lo Spirito Divino, con la Forza Creatrice  , che sono poi  la stessa cosa descritta da diverse dottrine e con termini diversi.

Cosa vuol dire meditare?

Meditare significa riuscire a placare il mentale allontanando tutti i pensieri e facendo così spazio per il “vuoto”, ma intendiamoci bene, proprio in quel vuoto si incontrerà lo Spirito , che per manifestarsi richiede ,appunto,uno spazio che se è occupato da mille pensieri, non lascerà posto per la pace ed il silenzio interiore.

Bisogna considerare che i pensieri e le emozioni altro non sono se non  vibrazioni che partono dall’interno e vanno poi espandendosi all’esterno creando una qual sorta di “musica” molto personale proprio perché creata da se stessi in base a cosa ed a come si pensa.

Dunque ,l’assenza di vibrazioni personali fa si che lentamente la “musica” Divina ,che è assenza di vibrazioni prima della Creazione, ne prenda il posto.

Ma sulle vibrazioni vi è così tanto da dire che ci vorrebbe un'altro articolo solo per quest'argomento.

Ora vorrei fare un breve cenno sui vari tipi di meditazione usando una scala crescente a seconda della difficoltà che la tecnica richiede.

 

1-Thai Chi – meditazione in movimento .

 

E' una tecnica che porta il corpo ad uno stato di calma attraverso movimenti lenti che si manifestano con una grazia paragonabile ad una danza molto lenta. La mente è impegnata nel coordinare i movimenti che rappresentano delle performance energetiche cercando di percepire l'energia universale (l'individuale collegata con la cosmica) e di conseguenza si estranea dai pensieri.

 

2- Meditazione Visualizzata

 

Per eseguirle è necessario ,almeno all'inizio, essere almeno in due,una persona che guida ed una (o più) che seguono ciò che viene suggerito .In seguito ,avendo acquisito una certa pratica,la si può fare anche da soli .

Le visualizzazioni vengono eseguite in uno stato di rilassatezza,in genere seduti o sdraiati,e mentre una persona passo a passo guida i praticanti a partire dall'armonia di frequenza del respiro, procedendo attraverso varie esperienze immaginative che non hanno limiti di spazio ne di tempo.

Anche qui ,naturalmente,la mente viene indirizzata verso un obbiettivo,impedendo l'accavallarsi forsennato e senza guida dei pensieri .

 

3- Zen

 

Questa meditazione è di un genere diverso rispetto alle prime due,nelle quali si “obbligava”il pensiero ad una percorso prestabilito.

Nello Za Zen si medita inginocchiati,di fronte ad un muro (ma alcuni stanno anche davanti ad uno specchio) con gli occhi aperti lo sguardo rivolto  verso il muro che dovrebbe essere circa ad un metro e trenta e puntando gli occhi verso il basso a 30 cm di altezza dal pavimento.

Si seguono i pensieri lasciandoli scorrere.

 

4-Meditazione trascendentale

 

La si pratica sia da seduti che in posizioni comode o sdraiati .

Ci si rilassa concentrandosi sulle varie parti del corpo ,mentre contemporaneamente si può anche ascoltare della musica o fare delle visualizzazioni positive.

 

5-Vipassana

 

Si pratica seduti od in posizione del Loto a seconda di come si è più comodi,ci si concentra sul respiro seguendone il ritmo dolce e costante e si lasciano scorrere le immagini “osservandole” con distacco .

 

6- Kriya Yoga

 

Questa è una meditazione delle più impegnative ed è parte  del Raja Yoga.

Ci si siede su una sedia con la schiena staccata dallo schienale oppure in posizione del Loto o Mezzo Loto e si inizia il rilassamento unendo il pranajama, o respirazione controllata, unita ad un mantra .

Quindi,quando il meditante ritiene di essere rilassato e con la mente calma,si inizia la meditazione cercando di “fare vuoto” nella mente,allontanando  dolcemente i pensieri quando si presentano ,senza mai fare forzature e concentrando lo sguardo interiore nel terzo occhio che si trova tra le sopracciglia.

Gradatamente,con la pratica costante,si raggiungono quegli stati di esistenza consapevole al di fuori del tempo e dello spazio,dell'assenza di pensieri appunto.

Nel Kriya Yoga all'inizio della pratica quotidiana è contemplato l'utilizzo di un particolare mantra ,la cui utilità sta nel fatto che l'attenzione di chi medita ne è così coinvolta che la consapevolezza della attività fisiche e mentali è sostituita da quelle del mantra, risolvendo così uno dei maggiori problemi che il meditante può incontrare,ossia la direzione dell'attenzione verso pensieri e sensazioni.

 

Vorrei aggiungere che la pratica della meditazione dovrebbe essere quotidiana ,anche se all'inizio questo può sembrare impegnativo.

Sono certa che la mente (e lo dico per esperienza personale) troverà mille scuse per impedire che ciò accada,ad esempio cose da fare “assolutamente” persone da incontrare, lavori che non possono essere assolutamente rimandati ......essa si comporta come  una tiranna nei nostri confronti e la maggior parte del tempo di veglia ci  comanda facendo credere che quei pensieri e quegli impulsi siano veramente nostri.

Questo è il legame che si deve spezzare attraverso la meditazione,dominare questa tiranna attraverso la calma mentale  rendendola uno strumento con il solo scopo utilitario di “servirci” realmente.

Farò un piccolo esempio.

Immaginiamo che la vita sia un fiume con una corrente che scorre verso la valle,immaginate delle persone che scendono con la corrente,nessuna fatica,percorso comodo ed agevolato....ma all'improvviso una  si blocca decidendo di tornare indietro verso la sorgente.

Ecco che la corrente oppone resistenza, e l'individuo stenta a cambiare direzione, prima annaspa  soltanto per mantenere l'equilibrio,poi inizia a camminare con grande fatica perchè la forza delle acque gli si oppone fortemente, ma a mano a mano che prosegue e sale verso la sorgente la corrente è sempre più debole finché non vi è più sforzo nel risalire ma soltanto un ritmo diverso nel camminare.

Ecco,la meditazione è rappresentata da questo “andare contro corrente” con l'aspirazione di ritornare alla sorgente .

 

Cosa vuol dire meditare?

Meditare significa prendere contatto con una dimensione che non è del vivere quotidiano.

Significa seguire un percorso di disciplina interiore ,significa staccarsi gradatamente dai condizionamenti e dalle catene delle abitudini imposte  dal vivere quotidiano e dai rapporti con gli altri.

La meditazione è la realizzazione del Se ,ossia consapevolezza cosciente di noi stessi,come esseri spirituali, poiché la verità è che siamo raggi della coscienza di Dio ed a livello dell'anima ne facciamo già parte.

In aggiunta alla pratica regolare è utile(e direi che automaticamente si arriva a ciò)adottare stili di vita coerenti con i più alti ideali di realizzazione personale,rafforzando in questo modo ogni pensiero,ogni azione e relazione e conseguentemente ogni aspetto della vita.

Un'esistenza condizionata,egocentrica e legata alle abitudini,si oppone al bisogno innato dell'anima di riportare la consapevolezza alla propria innata libertà.

Gli effetti della meditazione praticata con serietà ed impegno possono essere:

Una calma caratteriale acquisita , una tranquillità interiore , una maggiore chiarezza mentale ed una maggiore concentrazione, dolcezza di carattere ,senso di “armonia cosmica”,spontaneità nei rapporti con il prossimo,una maggiore energia ,mentre si è constatato che la meditazione allevia od elimina completamente la tensione fisica, lo stress l'ansia e  l'angoscia agendo anche come un antidepressivo.

 

La meditazione marcia di pari passo con la consapevolezza del proprio respiro perchè è proprio attraverso il respiro che si effettua un involontario controllo della mente.

 

In conclusione che cosa è questa meditazione ?

Chi si accosta ad essa lo fa in seguito ad un sostanziale “disagio”interiore,una insoddisfazione che aleggia nella propria vita ad un dato momento,un senso di “mancanza” di qualche cosa di essenziale che si è “dimenticato” e che si cerca di ritrovare.

 La meditazione diviene gradatamente un mezzo attraverso il quale si vive una disciplina interiore con sostanziali cambiamenti sia fisici che psicologici identificandola in una delle strade attraverso la quale si accede al Flusso che porta verso lo Spirito, lo stesso che dimora in ogni essere umano e che spesso giace addormentato inconsapevole di esistere.

Scendere a patti con la frustrazione ed a volte con il fallimento e le difficoltà del vivere quotidiano è uno sforzo veramente estenuante.

Impegnarsi negli sforzi quotidiani per una crescita personale e spirituale non è certamente più faticoso, ma infinitamente più produttivo.

Vorrei concludere dividendo con voi questo breve poema di Paramhansa Yogananda:

 

I piaceri che la vita ci offre

sono effimeri,come fiori.

In piena fioritura affascinano i nostri occhi,

ma poche ore più tardi perdono la loro bellezza e muoiono.

In seguito rimangono con noi

solo come ricordi.

Cercate l'unica e sola certezza,

la beatitudine sempre nuova

che si scopre nella meditazione.

Cercate il contatto con Dio,

la sola Verità dietro ogni apparenza.

 

 

Rosella Bozzola

 

kaon135@libero.it