IL RISVEGLIO
DELLE
SCINTILLE DI LUCE
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"Nessuna magia è più
magica della magia della realtà"
Riuscire a
comprendere il perchè ci troviamo in certe situazioni è forse il primo passo
importante nel ns. Risveglio.
E' il
ritrovare la consapevolezza che niente accade per caso, ma il fenomeno della
sincronicità degli eventi non riveste il 100% della ns. vita, è solamente uno
dei tasselli di questo immenso puzzle, una specie di collante che attrae il
tipo di Energia che ci serve in una determinata situazione (mediante la
successione di eventi concatenati tra loro) onde poter assemblare il tipo di
lezione in cui siamo impegnati, scolpirla
nell'anima.
Purtroppo, come nella scuola reale, gli alunni
non sono tutti uguali e molti preferiscono chiudere il cuore quando c'è una
lezione per l'anima, sopperendo materialmente al vuoto che viene a crearsi nel
corredo energetico di nascita.
Bisogna insegnare
ai nostri bambini a guardare, annusare, assaggiare e toccare con l'anima e non
solo ad essere dei turisti nel loro viaggio sulla Terra.
Se Dio in
questo momento apparisse in tutto il mondo ci darebbe un unico consiglio: – è
il momento di mettere in pratica quanto avete imparato dalla storia della Terra
e da quella di ognuno di voi.
Ma state
pur tranquilli che non succederà mai, non perchè Dio non esista, ma
semplicemente perchè questo è il libero arbitrio, in quanto nello stesso
momento della Sua venuta nessuno sarebbe più in grado di scegliere liberamente.
Fortunatamente,
anche se in modo molto silenzioso rispetto alla totalità dei fatti che ci
propongono i mass media, la fine del mondo tanto attesa c'è già stata anche se
la quasi totalità della popolazione è stata
troppo presa dalle beghe personali per rendersene conto. Qualcuno si è
preso la briga di farci notare che siamo agli albori di una nuova civiltà e che
il disordine che ci circonda altro non è che il crollo di quella vecchia.
Stiamo vivendo un periodo apparentemente non
luminoso per l'umanità, ma se impariamo a ragionare con il cuore, mettendo al
primo posto Amore, Rispetto e Verità, troveremo un sentiero privo di
condizionamenti e sensi di colpa che non ci permettono di vivere liberamente.
Nella
scuola di domani saranno materie basilari come l'alfabeto oggi, in quanto sono
alla base di ogni azione fisica/spirituale.
La grossa
difficoltà che incontra ogni essere umano, è quella di abbandonare la sua
vecchia immagine di ieri quando intraprende un cammino spirituale; questo non vuol dire cambiare direzione
religiosa o farsi lavare il cervello da qualche setta e farci scrivere dentro un disegno elaborato
nel corso dei secoli da quanti ne hanno detenuto il potere terreno (e non
quello che sicuramente era stato di Dio, di Allah, di Krishna, di Maometto, di
Cristo, di Jahvè, del Buddha), ma semplicemente aprirsi alla conoscenza di Dio
con la curiosità di un bambino, cercando le esperienze che ci riempiono
interiormente di emozioni, anche se, talvolta imparare ad amare vuol dire anche
imparare a soffrire, e questo non è sicuramente piacevole ma necessario.
Ritrovare
la consapevolezza di se stessi, significa non dover farsi più domande in merito
a quanto ci ha preceduto, sia nella nostra storia personale che in quella
globale che ci circonda, ed avere una fede assoluta in merito a quanto ci
accadrà in futuro; sicuramente si incontreranno nuovi ostacoli, ma il modo di
affrontarli sarà diverso, li affronteremo da atleti dell’anima, ed un bravo atleta
sa che per ottenere buoni risultati bisogna allenarsi sodo e credetemi, a conti
fatti ne vale realmente la pena. Bisogna ritrovare la voglia di conoscersi sia
a livello personale che di gruppo, ma il poco tempo e denaro disponibili
limitano le occasioni che potrebbero facilitarci, è quindi necessario reimparare
a “vivere” partendo da noi stessi.
Per chi non
si sia mai avvicinato al suo io più intimo (quello che si percepisce ma non si
vede nello specchio), il suggerimento migliore che ho a disposizione è di
comperarsi un diario (che naturalmente visti i tempi può essere degnamente
sostituito dal computer o per i più pigri dal registratore) dove ripercorrere a
ritroso la propria esistenza, scavando nel profondo quando si incontrano angoli
bui in cui nascondiamo le esperienze che ci hanno fatto e ci fanno ancora
particolarmente soffrire, o di cui proviamo vergogna anche con noi stessi.
Bisogna rielaborare quanto ci è accaduto, purificandone il ricordo ed
assimilando la lezione correlata onde poter evitare di ricadere nei medesimi
errori, poi bisogna lasciarli andare perché hanno svolto il loro compito.
E’
indispensabile imparare a perdonarci in quanto il nostro passato è quello che
ci serviva per arrivare dove siamo adesso, in questo preciso istante. Sono i
gradini che ci portano nel nostro futuro, e man mano che prendiamo
consapevolezza diventano meno impervi, la salita si addolcisce e ci ritroviamo
a passeggiare in un prato fiorito, un’immensa distesa di Luce.
E’ un
miracolo e ci rendiamo conto all’improvviso che il vero Paradiso è intorno a
noi, la magia della realtà come per incanto ci appare in tutto il suo
splendore.
E’ il
momento di abbandonare i vecchi schemi, soprattutto perché quando crolla una
civiltà, quella che segue deve imparare dal passato e non deve rimanere
intrappolata negli archetipi della mentalità che l’ha preceduta; per logica se
era un esempio da seguire non si sarebbe sbriciolata.
Purtroppo
nel corso dei secoli le grandi religioni che hanno fatto la storia contrastano
il risveglio autonomo dell’uomo nella sua spiritualità, ostacolando, denigrando
e bollando come “new age” qualsiasi attività aiuti l’uomo ad aprirsi
all’Energia universale, non per Amore divino ma perché dal monopolio della fede
dipende il loro potere e la loro ricchezza.
Finalmente
ci stiamo liberando dal peso di queste epoche di censura, terribili ma
necessarie a far progredire tecnologicamente (in tutti i vari campi, dalla
medicina ai mezzi di trasporto) la razza umana, che ora dispone di quanto le
necessita per poter vivere appieno questa esperienza terrena. Ci troviamo su
una linea di confine e dobbiamo decidere in fretta dove saltare, da una parte
c’è la nostra libertà interiore e dall’altra la catena della materia; non
discriminando comunque il denaro, senza cui noi “esseri evoluti” non siamo più
in grado di sopravvivere
Si potrebbe
disquisire fino alla vecchiaia su quanto è accaduto fino ad ora, ma l’unica
cosa importante è capire che noi siamo qui adesso e che la nostra personale
fine del mondo c’è già stata nel momento in cui ci rendiamo conto di chi siamo
realmente, Scintille di Luce.
Per
semplificare la spiegazione, dobbiamo capire e credere che tutto è Energia, di
diversa densità (vibrazione) a seconda di cosa rappresenta. Noi ci troviamo in
questa realtà terrena che a sua volta fa parte di una realtà infinita dalla
quale noi attingiamo in ogni istante della nostra esistenza.
Quando
nasciamo la nostra Scintilla di Luce, di Energia eterna, è di vibrazione pari o
superiore alla precedente incarnazione (quando si parla di karma, non si
intende dover ripercorrere la vita precedente onde liberarsi dal proprio
bagaglio di esperienze negative, ma si intende il livello di vibrazione energetica
già raggiunto, che come dote di nascita attirerà energie dello stesso livello),
ma per accendere la fiamma divina bisogna fare più sacrifici di quanti ne
avessero mai dovuti compiere in passato i nostri avi.
Per
ritornare bambini e riscoprire i piaceri di un corpo con un’anima attiva
bisogna per così dire “diventare grandi”, sciogliere le briglie dalle catene
familiari, uscire dal proprio anonimato personale ed accettare di essere una
Scintilla di Luce, addormentata in questa macchina meravigliosa che è il corpo
umano.
Di parole
così, chi ha letto libri del filone spirituale, ne avrà trovate a bizzeffe,
oltre a centinaia di esercizi spirituali da sfinire la pazienza del Buddha
stesso; oramai il turismo spirituale sta diventando una meta molto gettonata
(negli anni sessanta/settanta era privilegiata da pochi
hippies e
da sparuti ricercatori interiori) soprattutto tra le persone che possono
permetterselo materialmente, in quanto un viaggio in India da Sathia Sai Baba,
o una passeggiata tra i vortici energetici del nord America, o un Master
Reiki non sono alla portata di tutti.
Una cosa
che mi sono sempre chiesta è il perché uno non possa seguire i propri schemi pur adeguandosi al sistema, ma debba
essere catalogato come gli animali di un enorme zoo. Nel momento in cui
nasciamo siamo uguali al papà o alla mamma
(se non somigliamo a nessuno è un casino, perché tutti guarderanno la mamma con sospetto);
progredendo nella crescita avremo gli occhi della nonna, avremo camminato ad un
anno come lo zio e il primo dentino tardivo come una cugina, possiamo così
dedurre che a tre anni un bambino deve ancora scoprire di essere uno, solo ed
unico;poi nel corso dell’infanzia, adolescenza e gioventù i bombardamenti
esterni dovuti al benessere (ovviamente materiale) ci inducono a sognare come
unica via per la felicità la riuscita economica.
Siamo in
un’era in cui tutto è in vendita ed il bisogno di quel qualcosa in più porta le
persone ad una ricerca spasmodica del cordone d’argento che ci ricollega a
Casa, alimentando così false speranze per se stesse ed un incremento notevole
dell’interesse finanziario per il business divino.
Ma Dio non
è in vendita, non ci sono sconti per comitiva ne rincari dovuti all’inflazione,
Lui è in noi, siamo noi stessi che non sappiamo più ascoltarlo, ed allora
ricorriamo ad altri che lo facciano in vece nostra, siamo gli unici esseri che
soffrono e pagano per avere ciò che è un dono di nascita, ma che per millenni
chi aveva già capito è riuscito a tenere nascosto, per poterne detenere il Potere.
Ed è un
Potere talmente grande che elargito a tutti indiscriminatamente provocherebbe
il collasso del mondo che conosciamo. La Coscienza da cui veniamo ed a cui
ritorniamo attraverso la morte terrena, portando il bagaglio di esperienze che
abbiamo vissuto, ha una pazienza eterna e sa che non è ancora il momento
giusto, ma in svariati modi ci sta dando le chiavi per aprire le porte nascoste
della nostra Casa e che, inevitabilmente,
alla fine si aprono tutte nel medesimo e meraviglioso giardino.
Ricordate,
Dio non si è dimenticato di noi, siamo noi che abbiamo scordato di essere come
Lui, creati cioè con la stessa Energia, quella piccola Scintilla che non vuole
restare nascosta, che tenta di brillare nei momenti più bui, che ci illumina
quando siamo felici. Basterebbe guardare con attenzione negli occhi di una
persona che ama; non a caso si dice “ti brillano gli occhi”, se non altro
perché sono lo specchio dell’anima; ma l’importante è imparare ad illuminare i
punti oscuri di noi stessi, negli angoli più reconditi della nostra anima.
Divenire un essere fulgido dentro ed esternarlo con Rispetto a tutto ciò che ci
circonda.
Probabilmente
la parte più difficile da accettare è proprio questa: non siamo solo uomini,
siamo esseri davvero speciali ma dobbiamo assolutamente reimparare ad amare. E’
assolutamente necessario, perché amare è uno stile di vita (che usa molte
sfaccettature che non avevamo mai considerato quali invidia, cattiveria ed
odio, e per risvegliarci bisogna riuscire ad amarli profondamente, per poi
poterli rilasciare, bisogna capire il vero motivo per cui avevamo attinto in
quel pozzo).
L’Amore
riempie tutto di magia, ci aiuta a superare qualsiasi ostacolo ci si presenti
lungo il cammino, contorna il mondo di un alone colorato anche nelle giornate
grigie, aiuta ad evitare di ammalarsi; ma non si può conoscere l’Amore se non
si è disposti a dare e darsi totalmente, per questo motivo siamo costretti ad
abbandonare la corazza di egoismi che ci siamo costruiti con le delusioni, i
sensi di colpa e le cattiverie gratuite che, nonostante credevamo di essere
dalla parte della ragione, abbiamo ricevuto. Siamo abituati a scusarci o a
colpevolizzarci per tutto quello che ci accade, ma non ci rendiamo conto che nessun essere supremo vuole giudicarci,
che non ci sarà un tribunale alla fine dei nostri giorni da umani e che tutto
quello che ci succede altro non è che il frutto delle nostre azioni
inconsapevoli e consapevoli, e che ha senso solamente lungo l’arco di questa
esistenza terrena.
Quando
tutto va storto, è come se l’anima suonasse la tromba della sveglia: apri gli
occhi del cuore e riguarda al tuo passato, digerisci gli errori e sii fiero di
aver tratto conoscenza da quello che ti ha fatto soffrire. Ringrazia quella
sofferenza che ti ha elargito giovamento e lascia che la sua Energia ormai
ripulita dal dolore umano ritorni alla Coscienza universale.
Sembra
impossibile ma è proprio così, dobbiamo fare posto alla nostra anima, dobbiamo
ripulirci dalle energie che seppur negative, ci hanno permesso di sopravvivere
sino ad adesso e riprendere possesso di noi stessi, cancellando quella
divisione tra noi e Dio in cui ci avevano indotti a credere.
Dio è uomo,
Dio è donna, è nostro figlio, ma è anche la nostra vicina pettegola e cattiva
ed è colui che uccide e che viene ucciso, non perché Lui è noi, ma perché le
nostre anime sono uguali alla Sua, siamo anime gemelle a cui però ha offerto un
dono speciale, un corpo con cui gioire in comunione con lo spirito. Ma è fondamentale
imparare a gestire un potere così grande nella penombra della vita quotidiana,
perché la maggior parte noi non è destinato ad essere il nuovo Gesù, o i il
nuovo Maometto, o il nuovo Buddha, ma tutti siamo destinati a far convivere
personalità, coscienza personale e spirito in questo meraviglioso corpo umano.
Bisogna essere belli dentro per essere luminosi fuori, amarci profondamente per
quanto siamo speciali e per quanto siamo fortunati a vivere qui ed adesso, in
un’epoca in cui tutto è possibile, siamo le generazioni che edificheranno le
fondamenta del terzo millennio: tutti quelli che vivranno dopo di noi saranno
il risultato dei nostri pensieri e delle nostre azioni, ed a me sembra una
responsabilità che non può essere sottovalutata.
Quando una
persona si apre alla propria anima e ne assapora l’intensità delle emozioni e
dei sensi, si rende conto di che cos’è il risveglio di cui molti parlano, il
poter vivere una vita più intensa, aggiungendo molteplici tonalità di colore alla tavolozza dell’esistenza.
Revisioniamo
ora il nostro concetto di Dio, di come ci hanno abituato a rapportarci alla
parte mistica della nostra esistenza e di come lo stesso Dio viva in una
persona atea o in qualunque altra tipologia umana. Dagli albori della civiltà,
le ipotesi, la storia ed il nostro patrimonio genetico, non hanno fatto altro
che creare in noi l’idea di un Dio esterno alla nostra esistenza, onnipotente
al punto tale da poterci giudicare per come siamo ed aprirci a suo giudizio le
porte del Paradiso o dell’inferno, pur non avendo mai provato quanto sia dura
vivere su questa Terra tra problemi finanziari e di salute, beghe personali e
quella ricerca affannosa di una risposta al perché Dio abbia creato tutto
questo, al perché siamo qui e a chi
siamo?
Siamo un corpo
di sicuro, e questo è determinato dal fatto che tutti lo chiamano così e la
scienza ha dato il suo consenso. Siamo certamente un corpo vivo, con un cuore
che batte e pompa in vene ed arterie il sangue in tutte le direzioni, irrorando
tronco arti e testa e tutti gli organi le ossa ed i muscoli che vi trovano
sede. Tra questi è fondamentale il cervello, da cui dipende il nostro corpo.
E poi ci
siamo noi, così uguali agli altri eppure così diversi, ognuno con le proprie
caratteristiche esteriori ed interiori, una propria personalità ed un proprio
scopo. E questo è sicuramente fondamentale in questa esistenza, capire il
proprio scopo attraversando coscientemente il cammino per raggiungerlo.
Visto che i
cervelli si assomigliano un po’ tutti, c’è sicuramente qualcosa di più, che la
scienza non è in grado di determinare ma
che governa autonomamente ogni uomo, e che molti nella loro visione hanno
chiamato anima. Quest’anima rimane nascosta a noi stessi nel suo ruolo principale,
funge (a nostra insaputa) da collegamento con la Coscienza universale, ci
sorregge psicologicamente nella crescita interiore, ci aiuta ad attirare le
energie necessarie ad un determinato insegnamento, ed attende, attende che
siamo in grado di capirla ed accettarla, attende che ci ripuliamo dagli effetti
che l’impatto con questa realtà ha provocato. Sarebbe come dire che aspetta che
spazziamo via la negatività che fino a quel momento abbiamo così amato, per
poter aprirsi a noi ed inondarci con la sua Energia. Non è un concetto molto
semplice da digerire ma, dal punto di vista dell’anima, è un processo logico. Essendo
Essa fatta di Energia purissima ad alto livello vibrazionale, trasmigrando
completamente in un corpo umano con un io non pronto a ricevere, potrebbe provocare
danni profondi a livello comportamentale umano e compromettere la sua stessa
crescita vibrazionale e della Coscienza
universale quale componente fondante.
L’anima si
tiene cioè a debita distanza dal suo corpo per non perdere il collegamento con la
Sorgente, essa è la gemella dell’io che alberga nel suo essere umano ed usa
l’Energia universale per portare a buon fine i suoi insegnamenti affinché la
parte divina e l’io terreno possano fondersi, accendendo quella Scintilla di Luce che ci
contraddistingue.
Siamo
esseri di Luce ma ci siamo addormentati, abbiamo bisogno di ritrovare quella
piccola Scintilla ed alimentarla con i piccoli gesti quotidiani di cui siamo capaci, dobbiamo fare una breccia
nelle mura di questo castello di illusioni che ci siamo costruiti attorno,
dobbiamo ravvivare quella Scintilla ed alimentarla con il Rispetto verso noi stessi e ciò che ci
circonda, non dobbiamo però farlo per ottenere un premio finale, in quanto il
miglior premio è vivere consapevolmente questa esistenza agendo personalmente
sul proprio oggi e domani.
Conoscere
la propria anima è un appuntamento a cui non si può mancare, è l’appuntamento
più importante di questa nostra vita e bisogna prepararsi ad accoglierla nel
miglior modo possibile.
Immaginate
di essere a casa vostra e che il campanello suoni due volte, quando aprite la
porta un addetto delle poste vi consegna un telegramma: siete stati scelti come
dimora temporanea da una persona che per voi riveste un ruolo importante e
verso cui nutrite un profondo Rispetto, il Papa, il Dalai Lama, un premio
Nobel, un cantante o il presidente di una nazione. Non c’è una data precisa, ma
una clausola “il tutto avverrà non appena l’ambiente sarà consono alla
solennità del caso.” Allegato c’è un assegno a copertura totale dei lavori e la
promessa di una lauta ricompensa.
Da cosa e
dove iniziare?
Sicuramente
se la persona che dovremo accogliere nella nostra casa è un capo spirituale ci
disferemo del mobilio e degli accessori che sono fuori luogo, ridipingeremo le
pareti e la nostra scelta quasi sicuramente ricadrà sul luminoso bianco; i
mobili e la biancheria saranno in tonalità e di linea sobria e sicuramente
troverà una comoda poltrona ad accoglierlo, la luce entrerà sia dalle
finestre che da lampade soffuse sparse
negli angoli bui. Per allietare la permanenza il nostro ospite troverà quadri,
libri e soprammobili, fiori e piante, musica e cibo che rispecchieranno i suoi
gusti (sulla cui natura sicuramente ci saremo informati per farlo sentire “a
casa”).
Nella
nostra stanza riporremo i nostri oggetti personali più intimi, quelli che ci
fanno emozionare e sentire in famiglia. Completata questa ristrutturazione ci
dedicheremo a noi stessi, scegliendo gli abiti la pettinatura ed i cosmetici
più adatti a noi ed all’occasione stessa.
Inevitabilmente
i nostri interessi si sposteranno su tutto ciò che investe la realtà di
cui quel personaggio fa parte, leggeremo
articoli e libri e guarderemo video che lo riguardano sia personalmente sia in
merito alla sua fede.
Quando il
campanello suonerà per annunciarci il suo arrivo non ci troverà impacciati e
saremo pronti a vivere appieno un incontro così speciale. La nostra vera
ricompensa sarà l’amicizia fraterna che riceveremo in cambio.
In questo
preciso momento la vostra anima sta suonando alla porta del vostro cuore per
consegnarvi un messaggio: l’incontro tra di voi avverrà quando la vostra casa
interiore avrà creato le condizioni migliori per accoglierla. Siete pronti? Se
per un estraneo avete fatto tanto, per voi stessi cosa siete disposti a fare?
L’anima
necessita di pillole di Luce che la nutrano ed in natura ce ne sono per ogni
gusto, ma anche l’uomo ne ha create di veramente miracolose e si trovano in
circolazione in tutte le nostre città, basta fermarsi ed imparare a vedere ed a
percepire oltre che con il corpo con l’anima, leggere cioè tra le righe di un
libro, sentire il sentimento che ha ispirato il pittore del nostro quadro
preferito, l’autore della nostra colonna sonora, ma anche ritrovare la
meraviglia di un tramonto o dell’alba o di un temporale, veder da un seme
crescere una pianta ed aspettare che fiorisca e fruttifichi sul nostro balcone;
gioire nel sorriso dei nostri figli certi che, se noi li aiuteremo a ritrovare
la magia che pervade questa avventura terrena saranno liberi di scegliere.
Bisogna
inoltre imparare ad accettare il dolore
che inevitabilmente accompagna la nostra vita non incolpando un dio cattivo
o il destino nefasto, ma dandogli il giusto ruolo. Tempo fa ho letto una
massima “nessuno va in Paradiso con gli occhi asciutti”; però noi possiamo
scegliere se piangere di disperazione o di gioia. Le mie sono lacrime d’Amore.
Spontaneamente
a questo punto uno si chiede: ma se la mia anima vuole incontrarmi, dov’era
fino ad ora?
Per un
istante proviamo ad accantonare le storie preconcette sulla nascita del genere
umano, fatte di ipotesi e conclusioni a cui Dio non ha voluto giustamente
partecipare per darci modo di esercitare il libero arbitrio e diamo una
connotazione diversa al ruolo di Dio.
“…Quando i
nostri genitori si resero conto che non avremmo ricordato facilmente, papà capì
di aver fatto un casino, sennò intelligente da dio com’è ci avrebbe riflettuto
sopra una volta di più.
Perché
“Dio” non sapeva certo di esserlo, per lui c’erano solo loro due: lui e la
mamma. Anzi a dire il vero, prima c’era solo lui che più che da dio si sentiva
un povero Cristo; era lì da sempre, come un diamante di energia purissima la
cui luce si irradiava e permeava l’infinito Om.
Ma standoci
da un’eternità, la vibrazione dell’Energia di cui era divenne talmente intensa
da non poterla più contenere…e si sdoppiò. Da qui tutto ebbe origine.
Per papà la
sorpresa più grande fu scoprire che l’Energia gemella da lui scaturita aveva la
sua stessa intensità, ma una coscienza propria.
Prima del
suo sdoppiamento papà, che è eterno, non aveva mai sentito la necessità di fare
qualcosa per passare il tempo, ma quando la sua Energia cominciò a crescere la
usò per creare. Non avendo precedenti a cui ispirarsi, materializzava
unicamente delle sfere perfette di diverse misure, e tutte intrise della sua
Energia. Gioiva talmente tanto nel crearle, che più ne emanava più la sua vibrazione
cresceva e la sua Energia si espanse fino a quando non divennero due.
Papà era
così felice di poter condividere tale magnificenza, inoltre era fantastico
poter dare e ricevere Amore. E poi, ogni qualvolta univano le loro energie per
essere ancora più vicini, diventavano talmente carichi da “scoppiare” e ad ogni
esplosione parte della loro Energia dava origine ad una nuova anima, fatta
sempre della medesima Energia, Energia d’Amore. Nonostante la purezza del loro
sentimento fosse cristallina, le anime più nuove non erano tutte uguali (non
avevano cioè uguale intensità di vibrazione) e la situazione divenne elettrica.
Bisognava
trovare un modo per riportare l’equilibrio in famiglia, una scuola per poter
dar modo a queste anime di crescere d’intensità e divenire pure come le anime
da cui avevano avuto origine.
Ma nemmeno
per i nostri genitori (come ora per noi) fu semplice decidere ed anche se si
comportavano in maniera divina commisero i loro errori, ma non avevano alcun
buon esempio da seguire e nemmeno qualcuno che li rimproverasse o a cui dar
conto delle proprie azioni, come unico mezzo per agire l’Amore, e quel nuovo
sentimento che si faceva spazio nella loro coscienza, la responsabilità verso i
figli.
Oh, la
mamma non si perse d’animo ed iniziò a dare il suo tocco femminile all’Universo
in cui esistevano: sistemò a suo piacimento le sfere più piccole e luminose che
papà aveva creato dando così origine alle stelle; poi sistemò quelle più grandi
e colorate in modo che non si toccassero, vi soffiò sopra il suo alito eterno e
queste cominciarono a roteare su se stesse (i pianeti). Anche se ci divertivamo
tutti un sacco, l’Energia che papà aveva conferito a queste sue creazioni non
aveva anima e pian pianino andava esaurendosi, così ogni tanto qualche stella
cadeva e prima di spegnersi nell’infinito salutava con un’ultima scia di Luce.
Ma il miracolo avvenne quando si spensero i pianeti (che non potevano cadere a
causa del loro moto perpetuo) ed uno in particolare: la Terra.
La mamma si
rese conto immediatamente che qualcosa di speciale stava accadendo e
l’attenzione di tutti si spostò in quella direzione. Quel pianeta era sempre
stato particolare, la prima creazione di papà, ed era talmente ricco di Energia
che al soffio della mamma prese fuoco. Quando il fumo che seguì le fiamme si
dissolse in pioggia e poì svanì, lasciò tutti a “bocca aperta”: era un’immensa
distesa blu. Era talmente affascinante che papà pensò di illuminarlo e così
creò una nuova sfera luminosa (il sole) e la fissò personalmente al centro di
quel sistema in modo che molti pianeti ne potessero beneficiare, poi vi soffiò
sopra e l’astro si infiammò riscaldando quella parte di Universo.
La mamma
resasi conto che una parte del pianeta rimaneva comunque nell’oscurità tentò la
stessa mossa di papà, ma senza il suo tocco la sfera (la luna) per quanto
perfetta non brillava di luce propria. Rifletteva però la luce del sole e lei
ne fu contenta lo stesso, per cui la sistemò nel neonato sistema solare e vi
soffiò sopra.
Quando
emersero le prime terre eravamo tutti un pò sorpresi, più che altro perché non
esisteva niente che non avessero creato i nostri genitori. Comunque è evidente
che il loro tocco aveva scatenato tutte le reazioni che seguirono, ed essendo
un tocco d’Amore puro il risultato non poteva essere che divino. L’evoluzione
seguì il suo corso e tutti assistevamo estasiati alle mutazioni vegetali ed
animali. Quando l’uomo preistorico fece la sua comparsa ci fu subito chiara la
differenza con gli altri animali, a lungo seguimmo i suoi progressi ma gli
mancava qualcosa: era fondamentalmente un essere dotato di una capacità
superiore alla media degli esseri terrestri, ma era privo di una coscienza
interiore personale e questo lo portava ad agire unicamente d’istinto, con il
fine unico di perpetrare la sua specie. Nella sua perfezione era l’involucro
perfetto per le nostre anime. Bisogna però dire che ci fu un precedente molto
significativo che portò a questa scelta, seguendo la vita animale papà e mamma
si erano resi conto della differenza che ci contraddistingueva in quanto noi
esistevamo singolarmente come anime ma eravamo tutti parte dello stesso flusso
energetico che permeava il nostro Universo, mentre sulla Terra ogni singolo
esemplare aveva un corpo personale, gestiva cioè autonomamente la propria
esistenza. L’uomo oltre ad una grande adattabilità all’ambiente che lo
circondava, aveva un dono a noi sconosciuto, i suoi sensi, poteva cioè vedere,
ascoltare, toccare, annusare, parlare; piangere e soprattutto ridere; mamma e
papà per quanto divini non lo avevano mai fatto, per cui furono i primi a
sperimentare questa nuova condizione, i risultati sono noti a tutti seppur
distorti.
Adamo ed
Eva infatti non furono cacciati da Dio dall’Eden perché avevano disubbidito, ma
più semplicemente una volta diventati umani avevano dimenticato il vero scopo
per cui erano lì, ed invece di condividere con noi figli le loro scoperte, si
erano fatti travolgere dalla magia della vita sulla Terra e dall’estasi dei
sensi, fino a quando la nostra disperazione ed i nostri richiami li riportarono
a Casa. Resisi conto di cosa era accaduto tentarono di accantonare questa idea,
ma tra noi fece capolino un sentimento nuovo che abbassava notevolmente la
nostra vibrazione, l’invidia. Sì, invidiavamo i nostri genitori per quella
esperienza che avevano vissuto e di cui eravamo stati testimoni. Non ci fu
verso di farci cambiare idea, ma papà consapevole (o quasi) di quello a cui
andavamo incontro ci impose delle regole. Lui e la mamma non si sarebbero incarnati
fino a quando le nostre anime non avrebbero ritrovato se stesse ricordando lo
scopo dell’esistenza terrena, cioè elevare la nostra Energia sino a raggiungere
la loro vibrazione. Solo in quel momento sarebbero stati liberi di vivere tra
di noi senza condizionare le nostre scelte.
La mamma si
oppose con tutta se stessa a quel distacco, ma papà fu irremovibile (vista la
sua precedente esperienza), fino a quel preciso momento lui e la mamma
avrebbero conservato i legami con le nostre anime, trattenendo ad ogni nostra
incarnazione le lezioni imparate e
richiamandoci quando dimenticavamo la vera natura della nostra esistenza
terrena. Noi avremmo comunque potuto richiedere consigli spiegazioni ed
appoggio, ma solamente quando le richieste provenivano dal nostro cuore e non
erano meramente materiali, in quanto lo scopo era la nostra crescita
spirituale. Quando avremmo raggiunto la purezza interiore, quella parte d’anima
che avevano custodito di sarebbe rivelata a noi aprendoci le porte della
consapevolezza, con il Rispetto, la Compassione, l’Umiltà e l’Amore, ci saremmo
guadagnati la possibilità di portare la nostra esperienza divina in questo
meraviglioso Paradiso che è la Terra, la possibilità di vivere la grandezza
dell’anima con la fisicità di un corpo umano. Ad ogni morte terrena (necessaria
per iniziare un nuovo ciclo di studio) a seconda del livello di vibrazione
raggiunto, la nostra anima avrebbe dovuto ripulirsi dalle emozioni negative
relative ai nostri comportamenti, più la vibrazione sarebbe stata bassa più
tempo avremmo dovuto trascorrere in solitudine al freddo in un luogo privo
d’Energia d’Amore (l’inferno). Man mano che la comprensione profonda degli
errori commessi durante la vita sulla Terra sarebbe riaffiorata alla coscienza
dando origine ad un reale pentimento, il ricordo della nostra divinità e
dell’Amore che permea il Tutto ci avrebbe immediatamente riscaldato,
riportandoci nel flusso energetico divino.
Le
esperienze umane sarebbero servite per crescere spiritualmente e poter
rinascere un’ultima volta scegliendo consapevolmente con chi condividere
l’eternità, in quanto diventando Dio ognuno di noi avrebbe avuto un universo a
sua disposizione, e l’infinito come l’Amore non ha ne limiti ne confini.
Lui e la
mamma sarebbero stati gli ultimi a nascere, avrebbero atteso la purificazione
di tutte le anime a cui la Terra avrebbe concesso il tempo per capire, prima di
spegnere il suo cuore di fuoco e raffreddarsi per sempre. Con Lei si sarebbero
spente le Scintille di Luce delle anime di tutti coloro che non fossero
riusciti a staccarsi dal pianeta: odio, materialismo, razzismo, cattiveria,
depravazione ed ingordigia avrebbero rallentato a tal punto la loro vibrazione
da non permettergli di risalire, mai più.
Per non
scordare mai di essere suoi figli e ritrovare la strada di Casa, ci avrebbe
dato una Scintilla della sua Luce, da custodire ben protetta dentro noi stessi.
Stava solo in noi non farla mai spegnere ma anzi, accenderla con il fuoco della
consapevolezza di essere divini.
Non ci fu
modo per papà di bloccare la mamma che svanì da Casa e per così dire si incarnò
nella Terra diventandone l’anima, per poter esserci sempre più vicina e per
mantenerla calda più a lungo possibile, onde dare la possibilità al maggior numero
dei suoi figli di risvegliarsi alla Coscienza divina; purtroppo essendo un
processo inarrestabile anche la mamma dovrà allontanarsi dalla nostra scuola
(per paradosso, a questa progressiva distruzione stiamo partecipando in maniera molto attiva).
Questo fu
il primo e grande dolore che provò papà, non aveva preso in considerazione che
una madre amorevole non può abbandonare i suoi figli a se stessi anteponendo la
propria felicità alla loro, e per lei stare con papà era la felicità più
grande; ma vivendo in Amore puro comprese immediatamente e si mise a nostra
disposizione in paziente attesa.
Dio non ha
fretta Lui è eterno, noi dobbiamo ancora meritarcelo…”
Questa è
una favola di pura Fantasia o è dettata forse dai ricordi di un tempo lontano,
forse non è altro che una rielaborazione di quello che ho raccolto fino a qua.
Quello di cui però sono sicura è che da quando ho incontrato la mia anima sono
serena ed ho smesso di aver fretta e di pormi domande senza risposta, voglio
solo godermi più a lungo possibile il momento presente.
Non c’è
alcun metodo o religione che garantisca un posto in Paradiso, ma solo il nostro
modo di affrontare la vita e quel sesto senso che ci indica il sentiero da
percorrere, e non vi è modo migliore per vivere se non consapevoli di essere
speciali, Scintille di Luce che si stanno preparando a brillare di vita eterna.
Buon
Risveglio.
KRISHA