L’Ermetismo

di

Giuliano Kremmerz

 

 

“Nulla sapevo, sono entrato,

e ho veduto le cose segrete”

(Papiro di Nu, canto 116)

 

 

Scopo del presente articolo è quello di illustrare l’opera di uno dei più grandi maestri ermetici del secolo scorso: Giuliano Kremmerz.

 

Ermetismo

 

L’Ermetismo è il complesso di dottrine filosofiche che si occupano degli aspetti più elevati e per gran parte sconosciuti della psiche umana. Filosofia elevatissima dunque, ma anche insegnamento pratico, in quanto applicabile all’uomo con risultati verificabili, pur se con metodi di indagine sostanzialmente diversi da quelli delle Università.

Ermetismo da Ermes, nome greco corrispondente al latino Mercurio. In campo filosofico Mercurio fu l’ispiratore della capacità penetrativa più elevata della psiche, l’intermediario alato tra la mente e il mondo ultrasensibile, dal quale sempre tornava per offrire all’uomo doni preziosi.

Fu detto Messaggero degli Dei, perché gli Dei sono in cielo, da coelo: celare, ossia in luoghi occulti e remoti nei quali i mortali mai riuscirebbero a penetrare se non per la benevola intercessione di questo dio misterioso ed amico.

Ermes è la personificazione, in chiave mitologica, di una facoltà umana sconosciuta ed imprevedibile, comune a tutti gli uomini, che può manifestarsi (secondo una scala di valori da 0 ad infinito) caratterizzando nella sua massima espressione l’individuo evoluto, integrato, capace di poteri straordinari.

Nell’uomo comune questa facoltà straordinaria, quando si manifesta, è quell’intuizione che aiuta a risolvere i problemi quotidiani; nell’uomo più evoluto , filosofo, scienziato od artista, è la fonte da cui scaturiscono le dottrine più originali, le scoperte più innovative, le opere d’arte più sublimi.

Nel maestro ermetico, tramite questo corpo mercuriale, tutti i fenomeni definiti supernormali o soprannaturali sono possibili, come la medianità, la telepatia, la chiaroveggenza, e la psicometria. Da esso traggono origine i poteri spirituali e pertanto la via per arrivare alla padronanza di questo corpo mercuriale è stata mantenuta segreta.

 

Esiste ed è sempre esistito un segreto iniziatico, che può conferire all’uomo la chiave della sua essenza, squarciare il velo del suo essere occulto e svelargli la scienza della sua vera evoluzione.

In possesso di tale segreto, dunque l’uomo percorre i termini naturali del suo ascenso ed in relazione agli altri può apparire come un semidio. Questo segreto è stato sempre custodito gelosamente dagli antichi sacerdoti, ovvero dalle antiche Teocrazie che ne necessitavano per mantenere il loro potere sul volgo.

L’antica magia egizia, caldea e quella ebraica possedevano la chiave di questo segreto. Gli antichi ci furono inferiori in moltissime cose, ma la scienza dell’anima umana presso di loro raggiunse il segreto della divinità. Magia da mag che in caldeo significa prete sapiente perfettissimo, dunque Magia equivale ad alta sapienza.

Ma con l’avvento del cattolicesimo la magia fu data alla gogna e pertanto costretta a rifugiarsi nell’oscurità ed il segreto venne rivelato, ovvero ri-velato: velato di nuovo, e tramandato solo attraverso ordini occulti e tramite gli enigmi degli alchimisti.

 

In Italia una delle città più prolifiche e più vicina al mondo spirituale dell’occulto e della terra dei Faraoni è sicuramente stata Napoli, dove hanno visto i natali esponenti eminenti dell’alchimia ed ermetismo quali Giordano Bruno,  Raimondo di Sangro, principe di San Severo (1710-1771), Luigi D’Aquino (1739-1783),  Domenico Bocchini (1775-1840) e Giustiniano Lebano (1832-1910) questi ultimi esponenti dell’Ordine Osirideo Egizio. Ed è in provincia di Napoli che nacque Giuliano Kremmerz.

 

 

 

L’uomo

 

 

 

Giuliano Kremmerz al secolo Ciro Formisano nacque a Portici l’8 aprile 1861 da una famiglia borghese. Fin da piccolo dimostrò una particolare predisposizione per gli studi classici oltrechè un interesse spiccato per le ricerche parapsicologiche, che al suo tempo si identificavano con lo Spiritismo.  A 17 anni aveva già conseguito l’abilitazione all’insegnamento delle materie letterarie per la provincia di Napoli.

Suo vicino di casa ed amico di famiglia era Pasquale de Servis (1837-1893), conosciuto dagli ermetisti come un esponente dell’Ordine Osirideo Egizio con il nome di Izar Ben Escur, che iniziò il giovane Formisano individuandolo come il perfetto discepolo grazie alla sua curiosità innata per le scienze occulte.

Sarà Izar a raccontargli della leggenda dell’eterno ritorno sulla terra del nume Mamo Rosar Amru e ad introdurre Formisano al maestro Giustiniano Lebano - Sairitis Hus.

 

Non ancora ventenne Kremmerz si sposa con Anna Beato[1].

Anna Beato è una ragazza di buona famiglia e ben presto Formisano si rende conto che non ha la possibilità di mantenerla secondo il tenore di vita che le era proprio con il suo stipendio di professore di ginnasio, decide dunque di cercare fortuna all’estero spingendosi ad un primo espatrio in Argentina, allora centro di spiritismo e paese libero ed aperto ad ogni nuova idea. Il viaggio è di breve durata in quanto nel 1882 è di nuovo a Napoli dove vede nascere la sua primogenita Adelina (Kremmerz avrà in tutto due femmine ed un maschio).

 

Nel 1884 scoppia una bruttissima epidemia di colera che toglie la vita agli ultimi due figli del maestro Lebano (altri 2 erano morti durante l’epidemia del 1867) e che spinge al suicidio la moglie.

In questo periodo Kremmerz è membro attivo dell’Ordine Osirideo Egizio e stringe i rapporti con Lebano e Leone Caetani.

 

Negli anni fra il 1888 e il 1892 Formisano sparisce da Portici, soggiornando in Sudamerica, probabilmente vagando tra l’Argentina e la Bolivia, ma in realtà di questo periodo rimane sempre il mistero di dove sia stato realmente. Cominciano qui a intrecciarsi la vita di Ciro Formisano e la leggenda di Giuliano Kremmerz che, tornato a Portici dopo aver accumulato grandi ricchezze grazie ad “investimenti fortunati”, il 28 febbraio 1893 vede morire il suo maestro De Servis in casa sua a causa di una ulteriore terribile epidemia di colera che si era abbattuta sulla città.

E’ proprio a seguito di questo secondo evento luttuoso che decide di mettere le sue conoscenze ermetiche al servizio dell’umanità (pro favore populi) in modo da fornire alla scienza moderna un ausilio terapeutico per tutti quei mali non ancora guaribili secondo la medicina ufficiale.

 

Visse in Italia fino al 1912, soggiornando preferibilmente a Napoli e a Bari, città nella quale avevano trovato marito le sue figlie.

 

Fu a Bari che condusse i suoi primi esperimenti terapeutici con la Catena Terapeutica di Miriam, fondando l’Accademia "Pitagora" destinata a divenire, negli anni successivi, il centro propulsore del suo insegnamento.

 

Alla fine però, ammalatosi gravemente il suo unico figlio, abbandonò l’Italia trasferendosi con la famiglia nel Principato di Monaco, a Beausoleil, dove visse vita ritirata proseguendo la sua opera di medico ermetico e mantenendo fitti rapporti di corrispondenza con molti amici e discepoli.

 

Morì il 7 maggio 1930 spegnendosi dolcemente durante il sonno.

 

 

Opere

 

 

Giuliano Kremmerz scrisse prevalentemente per riviste di Esoterismo. Fra il 1897 ed il 1899 si dedicò alla stesura del "Mondo Secreto", periodico di Occultismo nel quale illustrò, con mirabile chiarezza, le basi della filosofia ermetica.

 

Tra il 1911 e ed il 1912 collaborò al "Commentarium" ed alla Rivista napoletana "Il Mondo Occulto". Prima del 1904, compose l’operetta "La Porta Ermetica" e i nove "Dialoghi", di cui i due ultimi furono pubblicati postumi.

 

Tra le Opere minori, vanno ricordate "Angeli e Demoni dell’Amore", "Cristo, la Magia e il Diavolo", "I Tarocchi", "Medicina Dei" e vari appunti di Opere non compiute o appena tratteggiate.

 

Le Opere di Giuliano Kremmerz furono raccolte nel volume "Avviamento alla Scienza dei Magi" e nel compendio "Opera Omnia" ovvero “La Scienza dei Magi”.

 

 

 

La Fratellanza Terapeutico Magica di Miriam

 

 

Nel 1896 Kremmerz aveva posto le basi per la fondazione della Fratellanza Terapeutico Magica di Miriam o, nell’accezione breve Fr+Tm+ di Mir+, che esce allo scoperto con una circolare del 26 dicembre 1898 dove si dichiara di restaurare una "fratellanza spiritualista magica ad esempio delle antichissime sacerdotali isiache egiziane, di cui più recente e nota imitazione è la Rosa+Croce". La circolare specifica che la Fratellanza non deve occuparsi che di medicina ermetica, di terapeutica magica, di guarire o alleviare le sofferenze e le malattie.

 

Più precisamente gli scopi dichiarati della Fratellanza sono descritti al primo paragrafo della "Pragmatica Fondamentale" della scuola (una sorta di statuto generale che ne regola la vita e gli atti), datata 1909:

  1. Lo studio delle scienze che si occupano dei poteri non ancora ben conosciuti dell'organismo umano, animismo, attività mentale, chiaroveggenza, previsione, telepatia e tutti i fenomeni supernormali e spirituali.
  2. L'invenzione sui documenti classici, opere, memorie, scienze alchimiche e magiche, religioni, riti, tradizioni popolari, mitologie delle verità occultate dagli antichi o per ostruzionismo religioso o per regola settaria.
  3. L'affratellamento di tutti gli studiosi di buona volontà e l'allenamento alle pratiche per conquistare possibili attività dell'organismo mentale e psicofisico tali da spiegare col proprio controllo gli effetti e i fenomeni non comuni.
  4. L'applicazione di queste forze alla medicina, alla terapeutica e alla psicurgia e taumaturgia".

 

La Fratellanza è divisa in 5 circoli o classi (1 esterno, 3 interni, 1 direzionale): il primo, esterno, comprende due sezioni: i novizi e gli anziani; il secondo, interno, è formato dai discepoli integrali; il terzo, interno, è formato dai terapeuti; il quarto, interno, dai maestri operanti; il quinto, direzione, dal Collegio degli Operanti.

 

Ogni iscritto alla scuola è designato con un Numero indicante in apparenza la sua forza psichica, ma significando soprattutto il suo Nume, di cui la mentalità cosciente è la manifestazione.

 

Nel pensiero del Kremmerz la Miriam è lo stato di purità verginale che fa nascere il Cristos miracoloso nell’uomo, cioè il Verbo divino fatto carne. In altre parole il Cristo, figlio di Maria, è lo spirito miracoloso, divino, che risiede in noi, ma che non si manifesta se la Maria, cioè l’anima perfetta, vergine, monda dalle sozzure, non lo concepisce.

 

Per capire come ci si possa mondare bisogna spiegare che l’occultismo vede l’uomo come composto da quattro diverse parti integranti:

 

Corpo fisico o saturniano

Corpo lunare o anima

Corpo mercuriale o eterico o IBI

Corpo solare o spirito divino

 

Per la medicina moderna il corpo fisico dell’uomo è al pari di un apparecchio biomeccanico, viceversa per l’occultismo, l’uomo è uno strumento di funzionalità complesse, di cui alcune biomeccaniche ed altre intelligenti. E dunque l’anatomia va considerata non solo come studio del corpo fisico e degli organi corrispondenti, ma anche come studio del centro produttore di vita organica, la mente, l’intelligenza, lo spirito pensante che è la causa di tutte le alterazioni apparenti del corpo visibile.

 

L’uomo, dice la tradizione, è un angelo decaduto. L’angelo è la mentalità libera che decade,  imprigionandosi in un corpo fisico e creando nel suo cammino un anima ovvero un legame tra il pensiero (mens) e il suo corpo (involucro materiale).

 

Generalmente l’uomo vive la sola modalità di essere saturniana, che trae cioè coscienza e poteri dal suo corpo fisico, mentre gli sarebbero possibili la modalità lunare (coscienza del proprio corpo astrale), la modalità mercuriale (coscienza del proprio corpo eterico), e la modalità solare (coscienza del proprio spirito) per la sua finale trasformazione ammonia. In funzione di queste tre modalità d’essere, l’uomo potrebbe separare la sua forma, cioè tutto quanto di lui fa avvertire a lui e agli altri la sua realtà (separando lunare), muovere e proiettare a distanza la sua forma (separando mercuriale), e irradiare la sua forma (separando solare). Trasformazione che gli alchimisti chiamavano la trasmutazione del piombo in oro.

 

Dunque mondarsi dalle sozzure significa liberarsi dalle proprie passioni materiali,  e liberare la parte spirituale dalla materialità per ottenere l’ascenso verso i mondi sottili, occulti. E’ questo il senso delle parole del Cristo agli apostoli: “In verità in verità vi dico, se voi non ritornerete come fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli”.

 

Risalire dal basso verso l’alto,  insomma,  darebbe il dominio completo sul proprio essere e sul mondo astrale permettendo di operare ivi ed averne la manifestazione sul mondo terreno. Infatti quel che di noi oggi proiettiamo sul piano astrale, riapparirà domani su quello fisico.

 

Ma come operare per entrare in comunicazione con il mondo occulto?

 

Esistono due strade: la mistica e l’ermetica. Il mistico entra in relazione con la divinità mediante la concentrazione, la meditazione  e l’estasi. L’ermetista entra in comunicazione mediante le pratiche, cioè con i riti e le preghiere.

Questo secondo metodo richiede un allenamento più o meno lungo a seconda della via che si segue, perché le vie sono due: l’Isiaca e l’Osiridea.

L’Isiaca, detta così da Iside o dalla Luna, è la via più lunga ma più semplice e mette in condizione il praticante di ricevere le impressioni delle forze esteriori nel suo corpo interno (stato di ricevitore).

L’Osiridea, così detta da Osiride o Sole, è più breve ma difficilissima e mette il praticante in condizione di esteriorizzare la sua forza (stato di generatore).

Il Maestro Isiaco quindi sfrutterà per i suoi fini la forza delle entità da lui evocate o invocate, mentre il Maestro Osirideo è lui stesso forza ammonia e solare generante.

 

La Fr+ Tm+ di Mir+, almeno come aspetto generale, non ha interesse alla crescita, all’ascenso dei suoi  appartenenti, ma si occupa unicamente di terapia ermetica.

Infatti chi entra nella Fratellanza entra in un Circolo o Catena e diventa un focolare psichico che mette la sua forza vitale al servizio del Maestro, dirigente della catena stessa. Quanti più discepoli si mettono in circolo, più si sviluppa tra loro una corrente nervosa che è la risultante delle potenzialità di tutti i singoli componenti. Questa corrente può produrre fenomeni che all’uomo comune possono sembrare miracolosi, ma che in realtà sono possibili solo come applicazione volontaria della legge immutabile che regola l’universo (tetragrammaton). Per restare nella catena e fortificarla è necessario che tutti i discepoli compiano una serie di riti quotidiani ed individuali sempre alla stessa ora. Dunque la catena  si compone di tanti individui, di tante pile psichiche che vengono più o meno prosciugate in funzione della loro disponibilità di carica. Inoltre chi fa parte della catena può crescere spiritualmente o meno a seconda di come il dirigente pilota l’energia tra i suoi appartenenti. Quindi l’ascenso non è solo frutto della buona volontà del discepolo, ma è funzione anche della buona o meno predisposizione del maestro che gli da o gli toglie a seconda di come crede sia meglio utilizzarlo.

 

Ma come è possibile guarire, operare i miracoli tramite la catena?

 

Secondo l’ermetismo tutto è analogia (“Come in alto così in basso e come in basso così in alto“ recita Ermete Trismegisto) e se quindi il Macrocosmo (Universo) è analogo all’uomo (Microcosmo), vuol dire che tutto il Cosmo ha intelletto, sensazioni, volontà così come li possiede l’uomo. Le forze cosmiche sono omologhe al sistema nervoso dell’organismo umano, percepiscono le sensazioni delle masse e si sentono potenzialmente sensibili alla corrente emessa dai ricettori sui quali imperiosamente hanno azione completa. In qualità e quantità gli uomini, in equilibrio delle loro forze e funzioni, hanno il diritto, in tempi normali, di disporre delle forze cosmiche nella proporzione che a loro occorre. Nelle infermità umane queste forze cosmiche o diventano compensatrici o sottrattive ed in senso inverso uccidono o per violenza invasiva o per riassorbimento della vita. Il magnetismo terrestre è la più medicale di queste forze: presiede al livellamento, alla proporzione delle quantità e da il tono all’equilibrio generale.

 

Il magnetismo è una forza cosmica che per analogia deve essere presente anche nel corpo umano. Per Kremmerz questo magnetismo umano, o meglio questa forza, in emissione è l’aura umana, mentre in assorbimento è una forza di nutrizione vampirica avida di magnetismo terrestre.

Nelle infermità  la forza agisce in assorbimento durante il sonno, nutrendosi del magnetismo terrestre per riparare ferite e danni fisici.

 

La catena è dunque un ente amplificatore della forza della singola aura umana. L’aura umana, che è emanazione atomica e molecolare del nostro corpo, trasporta fuori di noi anche le forze macrocosmiche che ci attraversano, come il magnetismo. In tal caso mutata l’aura in forza attiva, essa, sotto l’impulso della volontà si dirige dove vuole e sul punto che vuole. E’ questa la direzione di efficacia.

 

Non va trascurato di considerare che la Catena non è solo magnetismo animato dalla volontà, ma è anche formata da Intelligenze Extraumane richiamate dai riti. In effetti il problema delle Catene magiche è la rispondenza di queste Intelligenze alla volontà del maestro. Non si tratta ovviamente di volontà espresse o di ordini precisi che il maestro impartisce agli Esseri che circolano nella corrente, bensì di una particolare intonazione volitiva che egli conferisce alla Catena sin dalla sua costituzione e che resterà per sempre quale elemento caratterizzante le realizzazioni possibili.

Non esiste corrente risanatrice senza questo combinazione tra l’energia vitale della Catena e queste Entità.

Dunque operare la guarigione va inteso come passaggio di energia vitale dalla Catena all’ammalato (in fase assorbente) grazie alla volontà del Maestro che indirizza sul degente la direzione di efficacia.

 

 

 

Concludendo

 

 

Il senso dell’opera del Kremmerz risiede nel tentativo di creare una scuola di ermetismo aperta a tutti, nella quale confluissero le Intelligenze dell’antica tradizione misterica, consentendo ai componenti la Catena di intervenire sull’uomo sofferente e affranto dai mali del corpo.

Egli intendeva inaugurare una nuova epoca, di magia popolare, sperando che la Fratellanza potesse proseguire anche dopo la sua morte la sua missione di salvare l’umanità dalle miserie delle malattie fisiche e morali.

 

Purtroppo Kremmerz non trovò molti elementi di valore e pertanto non gli fu possibile introdurre un esponente iniziatico più elevato nella sua scuola. I suoi tentativi di trovare la carica umana necessaria all’insegnamento della Scienza di Osiride restarono senza risultati, pertanto l’iniziale entusiasmo cedette presto il passo allo sconforto e alla rassegnazione di fronte agli esiti e agli eventi (spesso nefasti) che contraddistinsero le sorti della sua Scuola.

 

Le cinque accademie fondate tra il 1910 e il 1911 (Bari, Napoli, Taranto, La Spezia, Roma) vennero chiuse d’autorità dallo stesso Kremmerz nel dicembre del 1912; ma alla fine probabilmente non ebbe il coraggio di distruggere totalmente ciò che aveva creato in quanto nel gennaio del 1913 furono riaperti due centri (Roma e Bari) retti da un Consiglio Magistrale (Kremmerz si era ritirato dalla direzione della Scuola) inglobando di fatto la Fratellanza nell’Ordine Osirideo.

 

In un prossimo articolo cercheremo di capire cosa ne è stato dell’eredità del grande Maestro. 

 

 

Giovanni D’Amico

joxtale@yahoo.it

 

 



[1] (Anna Beato è anche il nome della nonna materna n.d.a.)