INIZIAZIONE
INTERIORE
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Prostrata davanti alla nudità agghiacciante del mio
proprio spirito,
col sentimento
mistico-religioso dell’iniziazione,
regalmente volgo gli occhi al cielo
che si schiude avanti a me
fra le bianche nubi.
Più ferocemente grido:”Io sono”, più il
mondo mi attacca.
Ciò di certo non mi fermerà.
Sì , io vivrò piangendo, amando, lottando,
soffrendo,
rimpiangendo ed anelando a colui che,
solo,
mi tiene la mano e che non potrò vedere
ancora…
Ma ch io, in un’infantile visione,
ritrovo appresso a me ad ogni caduta.
La prima tappa del cammino, nell’essere e nell’amare
se stessi,
è una profonda solitudine…
Essa non mi spaventa,
ma l’anelo come sfida estrema: io, regina
della mia vita,
mi innalzo con la nudità del mio spirito
annunciando:
“Ecco, io vivo col mio poco”.
Avendolo ammesso, ecco che il poco diventa un immenso tutto.
Bandisco l’egoismo dal mio regno
per amare incommensurabilmente
tutto e tutti,
per primi i miei nemici:
se non fosse stato per il dolore da loro
inflittomi,
non avrei denudato l’anima
mia innanzi a me e a Dio.
Vedo solo il sole della luce dell’amore
come il peplo dorato
d’Afrodite Urania.
Così io, poco tempo fa ancora burattino degli inetti,
sorrido ai miei manovratori ora
compassionevole ed impotente
di fronte alla loro misera esistenza,
e oggi, incoronata dalla vita della luce
piena d’amore,
regina della mia esistenza e
della mia vita,
spietatamente li calpesto secondo
l’universale legge dell’Amore.
(Maggio 1999).