DIVINA

NATURA

 

 

 

 

Ilaria Giovinazzo è nata a Roma l’11 giugno del 1979.

Si è laureata in Lettere a La Sapienza, con una tesi in storia delle religioni.

 Appassionata ricercatrice nel campo spirituale e storico religioso, si interessa principalmente di astrologia e filosofie orientali.

Artista multiforme, è anche pittrice.

 Nel 2001 esce il primo romanzo Anime perdute, a cui segue Non posso lasciarti andar via (2005) e, recentemente, Donne del destino (2007).

Attualmente è redattrice della testata web Oltrepensiero.it, con cui ha anche organizzato il Concorso Letterario Giornalistico Scrivere Oltrepensiero, con la collaborazione di Prospettiva editrice..

Vive e lavora a Roma.

 

DIVINA NATURA

                                                                          

L’uomo nel corso della propria storia evolutiva ha attraversato fasi differenti, ma, in ognuna di queste fasi, l’elemento comune è stato il mantenimento di un contatto più o meno sacro col mondo naturale. Numerose sono state le religioni che nei secoli, e tutt’oggi cercano di stabilire questo contatto, in modo a volte sano, altre volte piuttosto scarno; alcune vi sono riuscite in modo addirittura eccellente. Queste religioni, inquadrate sotto la denominazione di sciamanesimo, sono espressioni di culture che sono riuscite a considerare la Natura come parte del divino. Alcune di esse poi, considerandola addirittura parte fondamentale e principale della divinità. Questa eterna verità è stata percepita anche da grandi figure di tutti i tempi, scrittori, filosofi, artisti. Ognuno di loro è riuscito a cogliere un tratto essenziale di questo sacro rapporto che porta alla visione di una femminile connaturato a Dio, compartecipe della divina natura dell’essere.

Il presente saggio vuole essere un inno alla redenzione di quel femminile, incarnato dalla Natura tutta, che è stato per secoli rifiutato e oggi scandalosamente oltraggiato dalla società occidentale, ma non solo. La Dea vuole essere redenta, non ha colpe, non ha nulla da farsi perdonare ma chiede perdono e aspira ad ottenere nuovamente il ruolo che le spetta: quello di consorte del Dio Padre, sublime manifestazione dell’Essere eterno.

Ma tutto questo può essere compreso solamente da uomini capaci di coltivare in sé un grado di civiltà che sfiora la saggezza, e poiché il massimo grado di civiltà consiste nel coltivare valori  “sono del parere che più cose una cultura, una persona, un’intera civiltà considera sacre, più questa sia progredita e superiore”. Un uomo incapace di costruire valori non è un uomo progredito, e l’attuale civiltà, per quanto tecnicamente e materialmente ossessionata dal mito del Progresso non vanta certo queste qualità. Il Sacro sembra scomparso, ma sotto le ceneri qualcosa brucia ancora. La Dea Madre sta rinascendo. A noi il compito di considerarla di nuovo sacra, a noi il compito di poter vedere di nuovo questa stupenda, luminosa Divina Natura.

 

Ilaria Giovinazzo

 

 

 

 

 

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new!SACRA NATURA - di Ilaria Giovinazzo

 

 

 

 

 

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