Gravidanza
e
gravità.
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Il pregiudizio limita la coscienza,
escludendo tutti quei fattori che possono,
inaspettati,
trasformare quello che inevitabilmente può produrre gioia,
appagamento, naturale possibilità di ampie
vedute.
Nel credere in ciò che si vuole,
si
può completamente dimenticare il principio di idoneità della coscienza,
in
cui chi determina il proprio passo si ferma nella creazione
fuggente e svariata di concetti futili al compimento dell'essere superiore.
Quando la persona nega ciò che non può essere negato, funge a se stesso,
di riflesso fugge alla propria vita
perseverando e automaticamente riportandosi
ad una coscienza non più sferica,
ma
lineare, che porta ad una sola via.
Andare verso una destinazione,
alterando e impregnando il proprio essere
di densità fugace e di poco valore per realizzarsi, manifesta la banalità nell'
azione,
poco coerente e chiara, priva di chiari
obbiettivi.
Concepire e mantenersi costanti nella visione della nascita dal ventre materno,
oltre a nascere il nuovo, nella nuova
energia,
permette alla coscienza solare di compiere
l'inevitabile creazione della sfericità compiuta.
Riportare la propria coscienza al ventre materno,
significa ricordare quel
principio che alla nascita ebbe creato il nuovo.
Di conseguenza comprendiamo che in tutti questi anni abbiamo albergato in
uno stadio lineare di coscienza non neutro nel grembo della gravità terrestre e
polare.
Ciò
significa essere nell'ego duale.
Siamo nati, e la vita continuerà a nascere tramite gravidanza
(in un certo senso crescita nel nuovo in
assenza di gravità).
Andrea e Gerda