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Il Dovere

verso se stessi

 

 


La parola “DOVERE” è ormai quasi scomparsa dal nostro lessico quotidiano tanto che se dovesse per caso essere pronunciata in uno qualsiasi dei nostri ambiti di vita quotidiana, susciterebbe un silenzio imbarazzato subito seguito da un sentimento di resistenza e di rifiuto di ogni regola.

Perché?

Guardiamoci in giro. Ovunque nella nostra società si rivendicano “diritti”: noi abbiamo diritto…io ho diritto…io ho diritto… I nostri ambienti sono pieni di individui che si credono onnipotenti e che rivendicano la libertà di fare tutto ciò che vogliono, con i rovinosi risultati che possiamo continuamente toccare con mano.

Un individuo senza regole è un individuo che pensa di poter pretendere tutto ciò che desidera senza preoccuparsi dei disagi o delle sofferenze che il suo comportamento può provocare ai propri simili e al proprio ambiente, una specie di bambino capriccioso che si basa solo sul principio egoistico: “lo voglio, ne ho diritto, quindi mi si deve dare”. E un individuo senza regole è la matrice di una società senza regole.

La Scienza dello Spirito ribalta completamente questa visione. Essa ci dice che l'Anima non ha “diritti” ma solamente “doveri”.

Quando iniziamo il cammino spirituale cominciamo a renderci conto che è la nostra personalità con i suoi impulsi egoistici e separativi che riconosce e rivendica solo i diritti. Man mano che ci avviciniamo alla realtà dell'anima, ci rendiamo sempre più conto che, come ci disse quel grande maestro di saggezza che fu Giuseppe Mazzini, “ chi non ha doveri non può avere diritti”.

Procedendo nello studio delle leggi che governano la vita, iniziamo a comprendere che non è possibile portare all'esterno e realizzare fuori di noi una qualsiasi realtà che prima non abbiamo interiorizzato, costruito dentro di noi e fatto nostra.

Nessun senso dell'etica, nessun dovere, nessuna qualità dell'anima può essere portata fuori di noi, nel nostro ambito familiare o di lavoro, nella nostra società, nella nostra nazione, se prima non è stata voluta, sperimentata e saldamente radicata dentro di noi e in ciascuno di noi.

Nella “Voce del Silenzio” si dice: “ Tu non potrai percorrere il Sentiero prima di essere diventato il Sentiero stesso”.

Tutto questo ci insegna che i primi “ doveri” che dobbiamo iniziare a considerare e a mettere in pratica sono quelli verso “noi stessi”.

 Se ci soffermiamo a riflettere sul caos che regna nella nostra società e sulle conseguenze dei comportamenti errati dell'umanità in generale, ci rendiamo conto che la causa principale del male e della sofferenza che generiamo è l'ignoranza.

L'ignoranza di ciò che siamo, del senso della nostra vita sulla Terra e delle Leggi che ci governano, ci porta ad agire come esseri istintivi ed egoisti che si credono vittime di un destino ingrato e perseguitati dall'esterno. Esseri ciechi incapaci di valutare l'effetto delle nostre azioni e di collegare l'effetto delle stesse con la loro causa.

Abbiamo quindi il dovere primario di portare dentro di noi la conoscenza.

Come dice Aurobindo : “ Tutta l'evoluzione è una trasformazione dell'energia in coscienza”. E la coscienza è il risultato della conoscenza applicata e diventata esperienza.


“ Conosci te stesso”
ammoniva il grande filosofo dell'antichità per indicare all'umanità la strada della coscienza interiore e dell'etica.

Per conoscerci abbiamo il dovere di studiare le Leggi dell'evoluzione e della vita, di comprendere, attraverso la loro applicazione, ciò che veramente siamo, ciò che la Divinità vuole da noi e qual è la nostra responsabilità nella trama della vita su questo Pianeta.


Abbiamo il dovere di comprendere che la nostra personalità è solamente l'ombra del nostro vero “ Io”. Dobbiamo imparare a dominarla e trascenderla raggiungendo la consapevolezza del “proposito” della nostra Anima per realizzarlo durante questo “giorno di scuola” che è la nostra vita fisica sulla Terra.

Come aspiranti spirituali abbiamo il dovere di realizzare il contatto con l'anima attraverso una vita etica e usando lo strumento della meditazione.

Per realizzare il contatto con l'anima dobbiamo innanzitutto costruire una vera personalità integrata che sappia armoniosamente interiorizzarsi ed esteriorizzarsi a seconda dei ritmi e delle circostanze. Costruiremo la nostra personalità integrata avendo cura di purificare ed armonizzare costantemente tutti i nostri corpi.
Ne nasce il dovere:

•  di costruire e mantenere efficiente il nostro corpo fisico attraverso la disciplina dei ritmi e una giusta ed equilibrata alimentazione. Un corpo fiacco e malandato non serve all'evoluzione e ai propositi dell'anima;

•  di vivificare il nostro corpo eterico attraverso una vita sana che garantisca un giusto ed equilibrato apporto di prana;

•  di governare con il piano della mente il nostro corpo astrale raggiungendo il dominio delle nostre emozioni e dei nostri desideri, che abbiamo il dovere di trasformare in aspirazioni. Questo lavoro ci permetterà di realizzare il “ campo di quiete ” indispensabile per qualsiasi realizzazione etica nella nostra vita;

•  di acquietare il nostro corpo mentale , immettere “l'etica” nei nostri pensieri e sviluppare la capacità della concentrazione e la facoltà del discernimento. Abbiamo il dovere di riconoscere che il nostro pensiero crea i mondi in cui viviamo e che ciò che pensiamo nel segreto del nostro cuore è una potenza che raggiunge e influenza tutti gli Universi, rendendoci portatori di una tremenda responsabilità.

Abbiamo il dovere di riconoscere che l'energia segue il pensiero e che ciò che pensiamo, in bene o in male, precipiterà inevitabilmente sul piano fisico. Le nostre parole e le nostre azioni promuoveranno armonia e fratellanza o separatività e odio, secondo la valenza e il colore dei pensieri che le hanno generate.

Non è però sufficiente comprendere e cercare di mettere in pratica le Leggi con la mente e col cuore: se vogliamo veramente trasformare in Bellezza la nostra vita e quella della nostra società, abbiamo il dovere della perseveranza continua che non cede né al tempo né agli ostacoli ma prosegue con calma, determinazione e ferma volontà verso l'attuazione dei propositi dell'Anima e l'applicazione dell'etica e dei doveri alla nostra vita quotidiana.

Dobbiamo comunque vigilare e usare la discriminazione e l'intelligenza creativa per non cadere “ nell'illusione del dovere”: un'energia non positiva e un fanatismo che conducono allo sviluppo abnorme del senso di responsabilità, con attività inutili e insistenza su questioni secondarie.


Durante la nostra ricerca spirituale scopriamo che l'Anima è “ gruppo e servizio ”. Nasce allora il dovere di essere servizio, servizio amorevole che sa valutare e riconoscere lo stato di necessità in ogni momento e in ogni ambito della nostra vita quotidiana, sottoponendoci al duro lavoro di conformarci alla Legge e amare ognuno e ogni cosa.

Abbiamo il dovere di costruire intorno a noi equilibrio e armonia, di guardare al futuro con ottimismo, positività, gratitudine e speranza, riconoscendo la Divina Legge di evoluzione e di amore in ogni evento e in ogni circostanza e aiutando i nostri fratelli ad acquisire la stessa capacità di visione.


Dobbiamo favorire nei nostri fratelli la conoscenza della realtà esterna ma anche di sé stessi. Senza quest'ultima non vi può essere vero sviluppo: “conoscerci per autoeducarci” e infine per “educare”.

Abbiamo il dovere di dimenticarci dei nostri piccoli drammi personali per orientare la nostra coscienza alla realizzazione del Bene Comune. Dobbiamo costruire il Bello e il Vero nella nostra vita personale, nelle nostre attività, nei nostri ambienti, cominciando a costruire il Bello e il Vero nei nostri pensieri.

Tutto questo farà nascere dentro di noi la GIOIA : la quieta vibrante creativa gioia dell'Anima. Ci accorgeremo a poco a poco che la parola “DOVERE” non avrà più per noi vibrazioni di attrito ma avrà riacquistato tutta la sua dignità e la sua bellezza creativa e di armonia trasformando la nostra vita in una vera opera d'arte.

Solo così saremo pronti ad espandere la nostra coscienza e la nostra visione fino ad includere nel nostro campo di aspirazione e di doveri tutta la vita che ci sta intorno: la famiglia, il gruppo, la nazione, l'Umanità intera.

Un saggio disse:

“Il tuo solo dovere, in ogni esistenza, è di essere fedele a te stesso. Essere fedele a chiunque altro, o a qualsiasi altra cosa, non soltanto è impossibile, ma il segno di un falso Messia.”

 Imparare significa scoprire quello che già sai. Fare significa dimostrare che lo sai. Insegnare è ricordare agli altri che sanno bene quanto te. Siete tutti allievi, praticanti, maestri.”

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