Fede
Baha’i,
Il digiuno
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Per
i credenti baha’i è iniziato il digiuno, dura dal 2 al 20 marzo di ogni anno.
La
gran parte delle Fedi religiose
prescrivono il digiuno come
mezzo di purificazione spirituale.
Il
digiuno era messo in pratica
dagli antichi greci quando
consultavano gli oracoli; dai nativi
americani e dagli sciamani
africani, per i loro riti animisti.
Il
Buddismo prescrive ai monaci di
digiunare ogni mese: nei giorni di luna nuova e di luna piena.
Anche
nella tradizione braminica si
prescrive di digiunare nel giorno di plenilunio e nell’undicesimo giorno che
segue alla luna nuova: Ekadashii.
Nell’Ebraismo si praticano vari digiuni, il
più importante dei quali cade tra settembre e ottobre ed assume il nome di Yom Kippur Giorno dell’espiazione.
Nel
Cristianesimo il digiuno veniva
praticato il venerdì d’ogni settimana ed era anche osservato in preparazione
della Pasqua.
Per
l’Islam il digiuno rappresenta
uno dei cinque pilastri della dottrina coranica. Esso si pratica nel
mese di Ramadan mese
caldo.
Nella
Fede Bahá’í si afferma
testualmente che “
La
medicina olistica è giunta alla
conclusione che “gli effetti mentali del digiuno si manifestano sia nella sfera
puramente razionale che in quella emotiva ed istintuale. La sensibilità e
l’emotività si affinano, l’attenzione, la concentrazione e la memoria possono
migliorare notevolmente, così le capacità logiche e soprattutto quelle
intuitive. Idee nuove affiorano, si intuisce il significato di vicende rimaste
oscure, si progetta il futuro”.
UN PENSIERO SUL DIGIUNO DEL POETA RUMÍ.
C’è
una dolcezza nascosta
in uno stomaco vuoto.
Noi siamo liuti,
niente di più, niente di meno.
Se la cassa di
risonanza
è piena di qualunque
cosa, niente musica.
Se il cervello e la
pancia sono purificati
dall’ardere del digiuno,
ogni momento
una nuova canzone sale
da questo fuoco.
La nebbia si dirada, e
una nuova energia
ti fa salire di corsa
i gradini di fronte a
te.
Sii più vuoto e grida
come gridano gli strumenti di canna.
Più vuoto, scrivi
segreti con la penna di canna.
Quando ti sei
rimpinzato di cibo e bevande,
un’orribile statua di
metallo siede dove dovrebbe
sedere il tuo spirito.
Quando digiuni,
buone abitudini si
raccolgono come amici
che vogliono aiutarti.
Il digiuno è l’anello
di Salomone. Non darlo
a qualche illusione e
non perdere potere,
ma anche se, anche se
hai perso tutta la volontà e il controllo, loro
tornano quando
digiuni, come soldati che appaiono dal terreno, e
stendardi volano sopra
di loro. Una tavola discende sulle tua tenda, la
tavola di Gesù. Aspettati
di vederla, quando digiuni, questa tavola
imbandita di altro
cibo, migliore del brodo di cavoli.
Filippo Angileri