La Madre Divina

 

I

Due soli poteri possono, mediante la loro congiunzione, compiere la grande

e difficile opera scopo del nostro sforzo: un'aspirazione costante,

ineluttabile, che chiama dal basso ed una grazia suprema che risponde

dall'alto.

Ma, la grazia suprema non potrà agire che nella luce e nella verità; non

potrà farlo nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Se

dovesse sottomettersi a queste esigenze, incorrerebbe nel fallimento dei

suoi stessi piani.

Ecco le condizioni di luce e di verità, le sole accettabili dalla più alta

forza per la propria discesa; ed è soltanto la più alta forza supermentale

discendente dall'alto ed aprentesi il passaggio dal basso che può dirigere

vittoriosamente la natura fisica ed annichilire le sue difficoltà.

Occorre un dono di sé totale e sincero, un'apertura di sé rivolta

esclusivamente verso il potere divino, un'ammissione costante ed integrale

della verità che discende, un costante ed integrale rifiuto della menzogna,

dei poteri e delle apparenze della mente, del vitale e del fisico che

governano ancora la natura terrestre.

Il dono di sé deve essere totale ed estendersi a tutte le parti

dell'essere. Non basta che lo psichico risponda, che la mente superiore

accetti, che il vitale inferiore si sottometta e che la coscienza fisica

interiore senta l'influsso. Nulla deve esservi, in alcuna parte dell'essere,

neppure nella più esteriore, che si riservi o si nasconda dietro i dubbi, la

confusione, i sotterfugi, nulla che si ribelli o si rifiuti.

Che una parte dell'essere si sottometta, ma che un'altra si riservi e segua

il proprio cammino, o ponga le proprie condizioni, allora, ogni volta che

ciò si produce, la grazia divina viene respinta.

Se dietro alla vostra devozione e sottomissione, i desideri, le esigenze

egoiste e le insistenze vitali rimangono intatti, sostituendosi alla vera

aspirazione, o che li mescoliate ad essa tentando di imporli alla Shakti

Divina, invano invocherete la grazia divina per trasformarvi.

Se aprite alla verità una parte del vostro essere, e dal lato opposto

lasciate aperte le porte alle forze ostili, è futile sperare che la grazia

divina dimori in voi. Dovete mantenere il tempio pulito se desiderate che la

presenza vivente vi si stabilisca.

Se, ogni volta che il potere interviene e fa discendere la verità, volgete

le spalle e richiamate la menzogna che è stata espulsa, non dovete biasimare

la grazia divina di farvi difetto, ma la falsità della vostra volontà e

l'imperfezione della vostra sottomissione.

Se volete la verità e, nello stesso tempo, qualche cosa in voi sceglie la

falsità, l'ignoranza e il non divino, od anche, semplicemente, non sia

disposta a rifiutare totalmente questi falsi movimenti, allora sarete sempre

esposti agli attacchi ostili e la grazia si ritirerà da voi.

Scoprite prima ciò che in voi è falso ed oscuro e respingetelo con

persistenza; solamente allora avrete il diritto di fare appello al potere

divino affinché vi trasformi.

Non pensate che la verità e la menzogna, la luce e l'ombra, la

sottomissione e l'egoismo possano essere ammessi a dimorare insieme nella

casa consacrata al divino. La trasformazione deve essere integrale, ed

integrale il rifiuto di tutto ciò che vi si oppone.

Respingete la falsa nozione che il potere divino farà, che è obbligato a

fare, tutto per voi su vostra richiesta, anche quando le condizioni poste

dal supremo non vengano soddisfatte. Che la vostra sottomissione sia vera e

completa; allora, e solamente allora tutto sarà fatto per voi.

Respingete anche l'attesa falsa ed indolente che il potere divino compia la

sottomissione per voi. Il supremo richiede la vostra sottomissione, ma non

la impone; sino a quando non giunga la trasformazione irrevocabile, siete

libero ad ogni momento di negare e di respingere il Divino e di ricredervi

sul dono di voi stessi, se siete disposti a subirne le conseguenze

spirituali.

La sottomissione deve essere libera e spontanea; deve essere la

sottomissione di un essere vivente, e non quella di un automa inerte o di un

utensile meccanico.

Si confonde continuamente una inerte passività con la vera sottomissione;

ma, da una passività inerte non può risultare nulla di vero, né di possente.

E' la passività inerte della natura fisica che la lascia in balìa di tutte

le influenze oscure ed anti divine.

Affinché la forza divina possa operare è indispensabile una sottomissione

felice, forte e utile, l'obbedienza del discepolo illuminato dalla verità,

del guerriero interiore che combatte contro l'oscurità e la menzogna, del

fedele servitore del divino.

Tale è la vera attitudine, e solamente coloro che possono assumerla e

conservarla, sapranno mantenere una fede che le delusioni e le difficoltà

non scuoteranno, e supereranno la prova verso la vittoria suprema e la

grande trasformazione.

II

Attraverso la sua Shakti, il divino è presente in ogni azione, in tutto ciò

che nell'universo viene fatto, ma velato dalla sua yoga maya opera nella

natura inferiore attraverso l'ego del Jiva.

Anche nello yoga, il Divino è il sadhaka e la sadhana. La Shakti rende

possibile la sadhana mediante la sua luce, il suo potere, la sua conoscenza,

la sua coscienza, il suo Ananda agenti sul'Adhara (l'essere fisico), e

quando questo si apre a lei, riversando in esso quelle forze divine che

rendono la sadhana possibile. Ma fin tanto che la natura inferiore rimanga

attiva, lo sforzo personale del sadhaka è necessario.

Lo sforzo personale che viene richiesto è il triplice lavoro di

aspirazione, di rifiuto e di dono di sé.

Un'aspirazione vigilante, costante, incessante, la volontà dello spirito,

la ricerca del cuore, il consenso dell'essere vitale, la volontà di aprire e

di rendere plastiche la coscienza e la natura fisica.

Il rifiuto dei movimenti della natura inferiore; il rifiuto delle idee,

delle opinioni, preferenze, abitudini e costruzioni della mente, affinché la

vera conoscenza possa trovare il campo libero in una mente silenziosa.

Il rifiuto dei desideri, delle richieste, delle sensazioni e delle passioni

della natura vitale, del suo egoismo, del suo orgoglio, della sua arroganza,

della sua lussuria, della sua avidità, della sua gelosia, della sua invidia

e della sua ostilità verso la verità, affinché gli autentici potere e gioia

possano riversarsi dall'alto in un essere vitale, calmo, grande, forte e

consacrato.

Il rifiuto della stupidità, del dubbio, dell'incredulità, dell'oscurità,

dell'ostinazione, della meschinità, della pigrizia, della cattiva volontà di

cambiare e del Tamas della natura fisica, affinché la vera stabilità della

Luce, del potere, dell'Ananda prenda dimora in un corpo sempre più divino.

Il dono di sé al divino e alla Shakti, di tutto ciò che si è, di tutto ciò

che si ha, di ogni piano della coscienza e di ogni movimento.

In proporzione al dono e alla consacrazione di sé, il sadhaka diviene

consapevole che è la Shakti divina che fa la sadhana e penetra in lui sempre

più, stabilendovi la libertà e la perfezione della natura divina.

Quanto più questa operazione, svolta in piena consapevolezza, sostituisca il

suo sforzo, tanto più rapido e vero diviene il progresso. Ma la necessità

dello sforzo personale non può essere totalmente eliminata che al momento in

cui la sottomissione e la consacrazione, in tutte le parti dell'essere, sono

divenute pure e complete.

Notate che una sottomissione tamasica che rifiuti di adempiere alle

condizioni, e richieda al divino di tutto fare risparmiandovi le difficoltà

e tutte le lotte, è un inganno che non conduce né alla libertà né alla

perfezione.

III

Per attraversare la vita protetti contro ogni timore, ogni rischio ed ogni

disgrazia, due cose sono necessarie, ed esse vanno sempre unite: la grazia

della madre divina e, da parte vostra, uno stato interiore fatto di fede, di

sincerità e di sottomissione.

Che la vostra fede sia pura, candida e perfetta. Una fede egoista

dell'essere mentale e vitale, colorata dall'ambizione, dall'orgoglio, dalla

vanità, dall'arroganza mentale, dall'ostinazione vitale, dalle esigenze

personali, dal desiderio per le meschine soddisfazioni della natura

inferiore, è una fiamma bassa e fumosa che non può innalzarsi diritta verso

il cielo.

Considerate che la vostra vita vi è data solamente per l'opera divina e per

aiutarla nella sua manifestazione. Non desiderate nulla se non la purezza,

la forza, la luce l'ampiezza, la calma, l'Ananda della coscienza divina e la

sua insistenza a trasformare e perfezionare la vostra mente, la vostra vita

ed il vostro corpo.

Non chiedete altro che la verità divina, spirituale e supermentale, la sua

realizzazione sulla terra, in voi ed in tutti i chiamati e prescelti, e le

condizioni necessarie per la sua creazione e la sua vittoria sulle forze

avverse.

Che la vostra sincerità e la vostra sottomissione siano vere e complete. Se

vi date al Divino, datevi completamente, senza esigenze, senza condizioni,

senza riserve, affinché tutto in voi appartenga alla Madre Divina, e nulla

sia lasciato all'ego o dato a qualche altra potenza.

Più la vostra fede, la vostra sincerità e la vostra sottomissione sono

complete, più la grazia e la protezione della madre divina sono con voi. E

quando la grazia e la protezione della madre divina sono con voi, chi vi può

toccare, o chi avrete da temere?

Anche un poco della sua grazia vi porterà attraverso tutte le difficoltà,

tutti gli ostacoli e tutti i pericoli. Protetti dalla Sua presenza, potete

inoltrarvi senza timore sul vostro cammino, che è il Suo, incuranti di tutte

le minacce, senza essere colpiti da alcuna ostilità, per quanto potente esso

sia, che venga da questo mondo o dai mondi invisibili.

Il suo contatto può volgere le difficoltà in occasioni, l'insuccesso in

successo e la debolezza in forza che non viene meno. La grazia della madre

divina è il consenso del supremo e presto o tardi, il suo effetto è sicuro;

è una cosa decretata, inevitabile ed irresistibile.

1 Agosto 1927

Sri Aurobindo