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"Il Signore degli Anelli": molto piu' di un film |
La Conoscenza Spirituale può essere trasmessa in molti modi, anzitutto direttamente o indirettamente. Parliamo qui del secondo metodo, nel quale un Maestro o comunque un individuo cosciente (e probabilmente Iniziato) offre una serie di insegnamenti incorporandoli in un racconto che può essere mitologico, leggendario, fantastico e così via.
C’è chi sceglie la narrativa, come in questo caso J.R.R.Tolkien, c’è
chi scrive direttamente un film, c’è chi preferisce trasmettere un messaggio
attraverso un’opera teatrale, un quadro, una canzone, una poesia. In tal caso,
dunque, i potenziali destinatari sono molti, ma in realtà molti guarderanno
e pochi capiranno.
La saga tolkieniana in tre episodi, fa parte di quel genere di racconti concepiti da individui risvegliati e coscienti che intendono veicolare in forma allegorica alcune verità spirituali normalmente considerate segrete.
In generale tutto il racconto ruota intorno all’alterna lotta tra il bene ed il male. Il bene è rappresentato e difeso dal Grande Anziano Mago Bianco Gandalf, per contro, il male è rappresentato dal Mago Nero Saruman (e da Sauron). Tra i due schieramenti c’è una lotta cruenta con varie battaglie, e alla fine il bene trionfa.
Questa contesa tra il Mago Bianco e quello nero, ai teosofi, fa venire in mente il volumetto di Mons. Leadbeater "Magia Bianca e Magia Nera". Il racconto, e relativo triplice film, contiene diversi messaggi criptati su alcuni aspetti della Conoscenza Spirituale (che chiamiamo anche Teosofia), ma la persona ordinaria, non allenata e preparata, non riesce a coglierli, ed anzi, non ne sospetta neanche l’esistenza. Questi insegnamenti celati sfuggono al profano, mentre uno che sa, guarda, capisce e tace.
In effetti, possiamo pensare al film come due percorsi paralleli, una sorta di due in uno, laddove il pubblico ordinario, che non studia la Teosofia o la spiritualità, vede ed apprezza l’opera fantastica dell’autore, le splendide coreografie, la bravura degli attori…ma non comprende gli insegnamenti celati sottostanti la trama, in generale nel racconto ed in particolare in alcune scene.
Per una persona ordinaria, "Il Signore degli Anelli" è un gran bel film, per un teosofo è qualcosa di più: è una serie di rivelazioni spirituali implicite e velate nella sceneggiatura di una grande saga fantastica.
Ha dunque uno scopo bivalente: uno per il grosso pubblico ed un altro, più esoterico, per i pochi fortunati i quali, attraverso lo studio della Teosofia, sono in grado di comprendere più profondamente.
Troviamo tracce di tale duplice aspetto del racconto nell’introduzione al
primo episodio, "La Compagnia dell’Anello" (libro), quando il
curatore Elèmire Zolla scrive: "Il Signore degli Anelli si
divulgò smisuratamente, senza bisogno di persuasioni o di avalli, perché
parlava per simboli e figure di un mondo perenne oltre che arcaico, dunque più
presente a noi del presente"
Chi ha visto almeno uno dei tre episodi de "Il Signore degli Anelli", avrà certamente notato la presenza in generale di esseri non umani, di mostriciattoli, di fate e così via. Ebbene, i teosofi dovrebbero sapere che tali creature non si trovano solo nei film, ma sono state studiate seriamente e catalogate dal teosofo e vescovo C.W.Leadbeter: "Nella letteratura medievale gli Spiriti della terra sono spesso chiamati Gnomi, quelli dell’acqua Ondine, quelli dell’aria Silfi, e dell’etere Salamandre. Nel linguaggio popolare si danno loro molti nomi – fate, maliardi, elfi, geni, diavoletti, spiritelli, folletti, buoni ometti, ecc."(1)
Cominciamo così a vedere che il film contiene qualcosa di più che semplice fantasia. In tutto il triplice racconto compaiono spesso riferimenti a concetti spirituali ed occulti: Saruman è il capo dell’ordine dei Maghi, Galadriel, regina degli Elfi, è anch’ella una strega-elfo con poteri straordinari ed incantesimi; inoltre, in diversi casi si può ravvisare la presenza di edifici con architettura di origine spirituale o massonica, come hanno spiegato illustri teosofi del passato.
Il Saggio e Mago Bianco Gandalf, ci offre insegnamenti ermetici che
possono benissimo essere estratti e considerati a se stanti: "Vi
sono molte potenze al mondo, buone e malvagie"; Molti di quelli che vivono
meritano la morte e molti di quelli che muoiono meritano la vita."
In estrema sintesi, tutta la trama del triplice film è imperniata sul destino che spetta a Frodo, con l’appoggio di valorosi amici, di portare un anello magico attraverso mille pericoli alla sua unica distruzione possibile, sconfiggendo così le forze del male. Questo viaggiare continuo della Compagnia, da un pericolo all’altro verso la meta, è simbolico del Sentiero del Ricercatore verso la Conoscenza e la Luce, Sentiero che prevede delle prove.
Purtroppo nel racconto c’è anche una buona dose di scene violente e furiose, ma questo non deve scandalizzare troppo chi crede nella Fratellanza e nell’Amore, perché le battaglie sono simboliche del coraggio, ed inoltre "il bene ed il male sono due forze che fanno girare la ruota della vita"(2)
Ovviamente i teosofi seguono la Via di Gandalf , il Grande Mago e Maestro Bianco, vale a dire la Via della Grande Fratellanza Bianca, ed il Sentiero richiede perseveranza e grande apertura mentale.
Verso la fine del terzo episodio ("Il ritorno del Re"), Gandalf raggiunge la sede del Re Denethor, nella città di Numenor. L’anziano re siede sul suo trono, nel palazzo, che ha tutta l’aria di essere un tempio o cattedrale; questa sede Reale si trova sulla estrema sommità della città. Tutto ciò è simbolico. Il Re sul trono nel tempio, indica il collegamento tra il potere spirituale e quello temporale o politico; la posizione più elevata sul resto della città , indica la superiorità della stirpe reale sugli altri abitanti della città e del Regno.
Queste interpretazioni ( e tante altre che qui ometto) sono possibili grazie a lunghi studi nella Spiritualità e Teosofia. Aiuta parecchio anche il conoscere la lingua Inglese, poiché allarga l’orizzonte d’ingresso delle informazioni disponibili per lo studio. Il massimo aiuto che si può avere consiste nell’essere discepoli diretti di un Maestro Bianco che insegna esplicitamente la Scienza Sacra, magari anche commentando un film.
Io ho cercato qui solo di segnalare e condividere parzialmente i risultati dei miei studi su questa trilogia molto diffusa ma poco conosciuta. "Il Signore degli Anelli", come altre simili opere, contiene di fatto alcuni insegnamenti molto avanzati e segreti di occultismo e Teosofia esoterica. Le mie considerazioni qui sono necessariamente molto parziali; nella Società Teosofica simili rivelazioni erano fatte, ai tempi di M.me Blavatsky, nella "Sezione o Scuola Esoterica"(3).
Anche l’ex Segretario generale della Società Teosofica Italiana, Edoardo Bratina, ci rivela che : "…dapprima, la Società Teosofica era intesa come un associazione segreta nella quale gli insegnamenti erano impartiti sotto vincolo di riservatezza"(4).
Ritengo che gli studiosi italiani della Teosofia, sostenitori della
Fratellanza Bianca Teosofica, possano comprendere un po’ di più dei tanti
semplici estimatori che pure hanno visto e apprezzato il film, tenendo presente
l’importanza dello studio e dell’aiuto al prossimo, e magari anche considerando
le lapidarie parole di Gandalf: "Tutto ciò che possiamo decidere è come
disporre del tempo che ci è dato".
Mario da Bergamo
Socio indipendente della Società Teosofica Italiana
Mail: religioneocculta@yahoo.it